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“Miracolo a palazzo Rosso?”. Sindaco: “il bilancio pareggia. Nessuna magia”
Sindacati critici con l'amministrazione comunale di palazzo Rosso: ancora una volta diciamo che manca trasparenza: non c'è più il 'buco' di bilancio di 24 milioni? O è un miracolo o si è fatto il gioco delle tre carte. Il sindaco e l'assessore Ferraris presentano il bilancio "ufficiale" che "ha la sua dignità e sta in piedi"
Sindacati critici con l'amministrazione comunale di palazzo Rosso: ?ancora una volta diciamo che manca trasparenza: non c'è più il 'buco' di bilancio di 24 milioni? O è un miracolo o si è fatto il gioco delle tre carte?. Il sindaco e l'assessore Ferraris presentano il bilancio "ufficiale" che "ha la sua dignità e sta in piedi"
ALESSANDRIA – 15:40 “Un bilancio che ha dignità e che sta in piedi. Non una magia…”Il sindaco Rita Rossa e l’assessore al bilancio Matteo Ferraris hanno presentato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Quello definitivo, che è stato approvato solo ieri in tarda serata in giunta. “Nessuna magia – ha subito esplicitato il primo cittadino – ma un bilancio che ha dignità, che ha un criterio e che sta in piedi, anche senza gli aiuti da Roma”. Un bilancio che pareggia, grazie non solo al trend positivo di entrate derivante dai “sacrifici dei cittadini” ovvero dall’aumento delle tasse e delle tariffe, ma un pareggio che si basa sull’inserimento di una posta che è quella “del credito derivante dalla massa passiva in capo all’Osl, pari a 32 milioni”. Noi l’abbiamo “prudenzialmente” inserita con una svalutazione del 50%. In realtà si tratta di 32 milioni di poste attive sulla competenza del 2012 che sono state utilizzate “impropriamente” nella prima metà dell’anno passato (il 2012, dalla precedente amministrazione) – spiega il sindaco – finendo così nella massa passiva dell’Osl.
Questa posta era stata in precedenza bocciata dalla commissione del Ministero, che sarà quella che dovrà valutare e approvare o bocciare anche questa nuova ipotesi di bilancio, “ma oggi sono cambiate alcune cose”, proseguono sia il sindaco Rossa che l’assessore al Bilancio. “Oggi questi sono crediti che gli stesso commissari dell’Organismo straordinario di liquidazione hanno definito crediti certi ed esigibili”. Ovvero il credito non è materialmente in cassa, ma è una partita certa, “sia nel quanto che nel quando” visto che proprio dal 2013 con l’Osl si è scelta la strada della procedura semplificata: “non sono quindi soldi fittizi, ma sono soldi della comunità” ha spiegato Rita Rossa. E’ proprio su questa posta, che è quella che porta al riequilibrio di bilancio in due anni, “che la commissione ministeriale deve ancora esprimersi”, va cauto nell’ottimismo Matteo Ferraris.
Che però insieme al primo cittadino spiega come grazie ai sacrifici degli alessandrini si è potuto arrivare ad un risultato epocale: “in soli sei mesi, stringendo i denti la città, siamo passati dai -46 milioni di buco del 2011 ai -9 del 2012 (come previsione di consuntivo, che è migliore, perché come previsionale 2012 sarebbero -12 milioni). “Questo è il risultato dello sforzo della città – aggiunge Ferraris – a cui mi sento di chiedere ancora scusa, perché sacrifici chiediamo attraverso questa ipotesi di bilancio, che purtroppo non sono finiti”. Un trend di entrate in crescita, ma con una scelta “prudenziale” adottando nelle politiche economiche la tecnica “del buon padre di famiglia”. Ora il bilancio presentato oggi passerà prima sotto la lente d’ingrandimento della commissione bilancio, poi del consiglio comunale di martedì e mercoledì. Ma la verifica più importante, quella che è necessario superare, è quella della commissione del Ministero.
Un nuovo affondo e non sarà probabilmente neppure l’ultimo. Cgil, Cisl e Uil, per voce dei segretari generali Silvana Tiberti, Alessio Ferraris e Aldo Gregori (nella foto) tornano a chiedere “chiarezza e trasparenza” all’amministrazione di Rita Rossa, in riferimento al bilancio riequilibrato in via di approvazione. In mano la triplice ha “una bozza” presentata ieri mattina dall’assessore Matteo Ferraris alle rappresentanze sindacali, convocate per parlare di “riorganizzazione, prepensionamenti, incentivi, mobilità e statalizzazione delle scuole materne”. Ossia: di come risparmiare sul costo del personale, che nel 2011 era di 27 milioni, quest’anno scenderà a 24 milioni e dovrà scendere a 23 mila entro il 2016.
Il punto, però, è non tanto – o non solo – il personale. E’ l’intero bilancio in via di approvazione. “Ci meraviglia – esordisce Gregori – come l’assessore Ferraris abbia parlato fino a poco tempo fa di un buco di 24 milioni di euro mentre oggi quel debito sembra azzerato, per lo meno dalla bozza che abbiamo noi in mano. O si tratta di un miracolo, del quale non possiamo che essere contenti, o non saprei…”
Rispuntano 24 milioni, e in cassa ne entrerebbero 103, contro i 93 preventivati. Stando a quanto detto dall’assessore alle rsu, gli esuberi più volte annunciati, poi smentiti, e di nuovo annunciati “variabili da un minimo di 5 ad un massimo di 500 si risolverebbero con i prepensionamenti, sulla base di un decreto legge che non è ancora stato approvato in via definitiva”, si chiede Tiberti.
“E’ evidente che non c’è ancora ad oggi chiarezza e trasparenza”, sottolinea Alessio Ferraris.
Alla proposta di fare leva sui prepensionamenti per i dipendenti comunali, i sindacati hanno già detto “no grazie”. “La normativa non è ancora chiara. Non sappiamo quali sono le condizioni che saranno applicabili, se occorre dichiarare degli esuberi o meno”, dicono i sindacalisti di categoria Fabrizio Sala, Paola Bisio e Alessandro Di Blasi. Una cosa è certa: “per ora i dipendenti della galassia pubblica sono gli unici ad aver pagato. L’assessore parla di una progressiva riduzione della spesa del personale? Sotto questo punto di vista Alessandria è una città virtuosa”. E intanto il conto, in parte, è già stato pagato: “200 in cassa integrazione, almeno 100 posti di lavoro persi”. I conti sono presto fatti sulla cassa integrazione: 101 di Atm, 76 di Aspal, 15 del Tra; i precari non riconfermati, le cooperative non pagate e costrette a lasciare a casa i lavoratori. Senza contare “gli invisibili” i dipendenti dei fornitori del comune “che se tutto va bene prenderanno il 50% del loro credito tra qualche anno”
Entro il 15 il bilancio dovrà essere approvato. “Abbiamo chiesto un incontro, come in tutti i centri zona. Non abbiamo ancora ricevuto risposte”.
La stessa linea di “mancanza di dialogo” i sindacati la registrano anche su Amag. “Entro fine anno – ricorda Muliere di Cisl – la rete gas dovrà essere messa a bando. Stiamo parlando di un valore dichiarato di 70 milioni di euro”. Mica roba da poco. “Eppure nulla sembra muoversi, con il rischio che, se non si rispetteranno i tempi, arrivi il commissariamento dell’azienda presieduta dall’ex assessore Pietro Bianchi”. Anche in questo caso le richieste di un incontro sono cadute nel nulla. “Sappiamo però che il conto economico dei primi sei mesi è positivo e che è previsto un premio per i dipendenti di 200 mila euro”. In compenso, “si rischia di chiudere la pompa di rifornimento Atm di metano entro il 25 ottobre, perchè nessuna ha pagato”.
“Desolazione e scoramento” sono le parole con cui conclude Alessio Ferraris, Cisl: “lo diciamo da tempo, solo che ora di tempo ce ne è sempre meno…”
Il punto, però, è non tanto – o non solo – il personale. E’ l’intero bilancio in via di approvazione. “Ci meraviglia – esordisce Gregori – come l’assessore Ferraris abbia parlato fino a poco tempo fa di un buco di 24 milioni di euro mentre oggi quel debito sembra azzerato, per lo meno dalla bozza che abbiamo noi in mano. O si tratta di un miracolo, del quale non possiamo che essere contenti, o non saprei…”
Rispuntano 24 milioni, e in cassa ne entrerebbero 103, contro i 93 preventivati. Stando a quanto detto dall’assessore alle rsu, gli esuberi più volte annunciati, poi smentiti, e di nuovo annunciati “variabili da un minimo di 5 ad un massimo di 500 si risolverebbero con i prepensionamenti, sulla base di un decreto legge che non è ancora stato approvato in via definitiva”, si chiede Tiberti.
“E’ evidente che non c’è ancora ad oggi chiarezza e trasparenza”, sottolinea Alessio Ferraris.
Alla proposta di fare leva sui prepensionamenti per i dipendenti comunali, i sindacati hanno già detto “no grazie”. “La normativa non è ancora chiara. Non sappiamo quali sono le condizioni che saranno applicabili, se occorre dichiarare degli esuberi o meno”, dicono i sindacalisti di categoria Fabrizio Sala, Paola Bisio e Alessandro Di Blasi. Una cosa è certa: “per ora i dipendenti della galassia pubblica sono gli unici ad aver pagato. L’assessore parla di una progressiva riduzione della spesa del personale? Sotto questo punto di vista Alessandria è una città virtuosa”. E intanto il conto, in parte, è già stato pagato: “200 in cassa integrazione, almeno 100 posti di lavoro persi”. I conti sono presto fatti sulla cassa integrazione: 101 di Atm, 76 di Aspal, 15 del Tra; i precari non riconfermati, le cooperative non pagate e costrette a lasciare a casa i lavoratori. Senza contare “gli invisibili” i dipendenti dei fornitori del comune “che se tutto va bene prenderanno il 50% del loro credito tra qualche anno”
Entro il 15 il bilancio dovrà essere approvato. “Abbiamo chiesto un incontro, come in tutti i centri zona. Non abbiamo ancora ricevuto risposte”.
La stessa linea di “mancanza di dialogo” i sindacati la registrano anche su Amag. “Entro fine anno – ricorda Muliere di Cisl – la rete gas dovrà essere messa a bando. Stiamo parlando di un valore dichiarato di 70 milioni di euro”. Mica roba da poco. “Eppure nulla sembra muoversi, con il rischio che, se non si rispetteranno i tempi, arrivi il commissariamento dell’azienda presieduta dall’ex assessore Pietro Bianchi”. Anche in questo caso le richieste di un incontro sono cadute nel nulla. “Sappiamo però che il conto economico dei primi sei mesi è positivo e che è previsto un premio per i dipendenti di 200 mila euro”. In compenso, “si rischia di chiudere la pompa di rifornimento Atm di metano entro il 25 ottobre, perchè nessuna ha pagato”. “Desolazione e scoramento” sono le parole con cui conclude Alessio Ferraris, Cisl: “lo diciamo da tempo, solo che ora di tempo ce ne è sempre meno…”