“Ripartiamo da meno 46 milioni di euro”
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“Ripartiamo da meno 46 milioni di euro”

Il bilancio mai approvato dalla giunta Fabbio, dal quale “è scaturito” il dissesto,è oggi all'esame del consiglio comunale. Ieri ha passato il vaglio della commissione. L'assessore Ferraris spiega cosa accadrà dopo per recuperare i 46 milioni di euro di buco. AGGIORNAMENTI DAL CONSIGLIO COMUNALE

Il bilancio mai approvato dalla giunta Fabbio, dal quale ?è scaturito? il dissesto,è oggi all'esame del consiglio comunale. Ieri ha passato il vaglio della commissione. L'assessore Ferraris spiega cosa accadrà dopo per recuperare i 46 milioni di euro di buco. AGGIORNAMENTI DAL CONSIGLIO COMUNALE

18:00 Il Consiglio approva il bilancio consuntivo
Votano contro il bilancio consuntivo del 2011 Pdl, Movimento 5 Stelle, Federazione della Sinistra (Ciro Fiorentino), Udc, Lega Nord e Gruppo Misto (Raica). Votano a favore Sel, Moderati, Lista Civica, Insieme per Rossa, Pd. L’Idv non era presente in consiglio. Voti a favore 18, contrari 11. Il Consiglio approva il bilancio consuntivo.

ALESSANDRIA – Si riparte da meno 46 milioni di euro. La commissione bilancio, dopo tre sedute, ha dato parere favorevole, con 4 voti dei commissari di maggioranza, un contrario (Domenico Di Filippo, Movimento 5 stelle) e l’assenza dei commissari Pdl. Il vero campo di battaglia sarà quindi, oggi pomeriggio, in consiglio comunale dove la delibera di adozione del rendiconto 2011 dovrà essere approvata o respinta, salvo un ulteriore rinvio a sorpresa.
“E’ un punto di partenza per il risanamento dei conti”, aveva annunciato l’assessore Mattero Ferraris nel corso della discussione in commissione. Ma si tratta di una partenza in salita.
“Nel 2011 il bilancio consuntivo non fu approvato dalla vecchia amministrazione perchè bocciato dalla Corte dei Conti. Era la fase conclusiva di un anno vissuto pericolosamente dal punto di vista dei conti. Il previsionale fu approvato in due fasi, ad aprile e a novembre nel tentativo di tener conto delle osservazioni della Corte che iniziava l’esame che avrebbe portato ad accertare lo stato di default. Il previsionale fu approvato il 20 dicembre 2011 con un passivo di 26 milioni e il tentativo di inserire debiti fuori bilancio e crediti inesigibili, alcuni dei quali derivanti da oneri di urbanizzazione all’ultimo momento, come quelli relativi alla Valfrè che non era neppure nella disponibilità del comune”, è la ricostruzione di Ferraris.
Ora, il consuntivo sarà chiuso con 46 milioni di euro di disavanzo. Disavanzo “di competenza” del dell’organismo straordinario di liquidazione che, però, quei debiti dovrà in qualche modo coprirli. Come? “Intanto – spiega Ferraris – in questi mesi abbiamo fatto un’opera di pulizia dei debiti e dei crediti. 20 milioni attengono alla parte corrente, la restante parte all’operazione di ‘pulizia’. L’Osl, nei prossimi giorni, chiederà all’ente Comune di mettere a disposizione le risorse, dopo aver chiesto a tutti i creditori di accedere alla procedura semplificata (accettando cioè una ‘negoziazione’ del loro credito, ndr). La stima che facciamo noi è di una massa passiva tra i 48 e i 50 milioni. Come coprirli? Intanto con l’accensione di un mutuo trentennale di 32 milioni di euro che, purtroppo, ricadrà sulle spalle delle prossime generazioni e dei prossimi bilanci, con un piano di ammortamento di un milione circa all’anno. Ci sono poi i 32 milioni di euro che il comune ‘deve’ a se stesso. E in questo senso stiamo attendendo di sapere se in qualche modo possono essere compensati. C’è poi un piano alienazioni da portare aventi ma, su tutto, pesa la situazione nazionale”.
Il “caso” Alessandria era infatti all’esame dei due rami del parlamento: “abbiamo presentato alcune proposte, inserite nei decreti da approvare. Prevedevano alcune misure a carattere straordinario per consentirci di dilazionare il rientro e l’esonero dal pagamento degli oneri per il mancato raggiungimento del patto di stabilità. Ora, la crisi di governo non nego che complichi la situazione”.
E per il 2012e il 2013? Entro il 15 ottobre si dovrà approvare il bilancio riequilibrato 2012 e il preventivo 2013. Mancano all’appello 12,5 milioni di euro. 
Allarga le braccia Ferraris, che spera nell’intervento di Roma e di palazzo Chigi in particolare. “Certo la situazione non è facile, basti pensare che dobbiamo ad Enel qualche cosa come 1 milione di euro, nonostante abbiamo appena reperito 800 mila euro per coprire parte del debito, pena la sospensione del servizio”. 
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