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Atm, nessun licenziamento ma occorre riorganizzare
Nessun licenziamento e ricorso alla cassa integrazione in deroga per i 228 dipendenti Atm,in cambio della sopravvivenza dell'azienda. Entro lunedì i numeri e le mansioni di chi usufruirà dell'ammortizzatore sociale. Riaffidati probabilmente alcuni servizi dal comune
Nessun licenziamento e ricorso alla cassa integrazione in deroga per i 228 dipendenti Atm,in cambio della ?sopravvivenza dell'azienda?. Entro lunedì i numeri e le mansioni di chi usufruirà dell'ammortizzatore sociale. Riaffidati probabilmente alcuni servizi dal comune
ALESSANDRIA – Lunghi mesi di trattative, su più fronti, azienda, proprietà, organizzazioni sindacali. E alla fine l’accordo è arrivato per salvare Atm e i 228 dipendenti. “Nessun licenziamento, si ricorre alla cassa integrazione in deroga”, annunciano i segretari di Filt Cigl Giuseppe Santomauro, Fit Cisl Daniele Retini, Uil Trasporti Alessandro Porta e Silt Giuseppe Doglio. E’ il primo punto dell’accordo quadro, che dovrà essere perfezionato – mettendo numeri e nomi chi chi sarà messo in cassa integrazione – e rispettato in tutte le parti, compresi gli investimenti sui mezzi, l’internalizzazione di alcuni servizi, il riaffido da parte del Comune di altri servizi, come la segnaletica orizzontale. La firma del sindaco Rita Rossa sulla bozza d’accordo spicca sul lato destro del foglio, apposta nel tardo pomeriggio. L’ok dei lavoratori, riuniti in assemblea, arriva verso la mezzanotte.
Il ricorso alla cassa integrazione, invece dei paventati contratti di solidarietà, non è una resa, secondo i sindacati, “perchè c’è l’impegno a reintegrare tutti, dopo il termine della cassa in deroga”, dice Retini. Ma c’è anche di più: c’è, nero su bianco, che la proprietà di impegna a “mantenere attiva nei prossimi anni l’Atm favorendo gli investimenti necessari e lo sviluppo di attività che possano consentire all’azienda di espandersi sul mercato con tutte le attività inerenti e collaterali di supporto alla mobilità e viabilità”.
In ogni caso, quei cinquanta nomi in “esubero” dovranno saltare fuori, entro lunedì, “dovranno essere motivati davanti alla Regione”, spiega Alessandro Porta. Potrebbe rientrare nella rosa dei cinquanta anche qualche autista, nonostante l’organico, in quel ramo, sia sottodimensionato.
Nel frattempo, Atm (nella foto il presidente Cermelli e l’ad Bressan) si impegna a riorganizzare il carrozzone, internalizzando “nel minor tempo possibile e comunque non oltre la durata massima della cassa integrazione in deroga, le attività che attualmente sono affidate all’eterno previa valutazione, con le organizzazioni sindacali, della compatibilità con la garanzia della funzionalità dei servizi”.La proprietà, ossia il comune, per contro, è chiamato a tenere fede agli impegni verbalizzati ad inizio mese: “viene ribadito che per il comune di Alessandria Atm continuerà ad avere un ruolo importante nel sistema della mobilità urbana e, di conseguenza, è essenziale fare uscire, quanto prima, l’azienda dallo stato di grave criticità in cui versa, avviando da una parte un’azione rapida ed efficace sul contenimento dei costi, per evitare il raggiungimento di condizioni irreversibili di non sostenibilità e, dall’altra, è fondamentale per il Comune trovare le risorse per effettuare investimenti per il rinnovo del parco mezzi, così come assegnare ad Atm affidamenti di lavori e valutare interventi nell’ambito della gestione della sosta che attraverso una riorganizzazione del sistema della mobilità urbana possano migliorare la fruizione della città de parte dei cittadini e portare nuove entrate economiche per l’azienda”. Si parla quindi di un ritorno in carico ad Atm della segnaletica (le strisce) e di nuovi parcheggi.
“E’ un accordo che ci soddisfa – conclude Santomauro, Filt Cgil – riteniamo possa essere il primo mattone sulla via del risanamento dell’azienda. Ci soddisfa l’impegno assunto dal comune sugli investimenti, ci soddisfa il fatto che non ci saranno licenziamenti”.