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Fabbio: “E io denuncio chi ha votato il dissesto”
L'ex maggioranza, guidata da Piercarlo Fabbio, sta valutando l'ipotesi di portare davanti ad un giudice civile chi ha votato il dissesto. E' la risposta alla procedura avviata dalla procura della Corte dei Conti per verifica l'eventuale incandidabilità o decadenza dell'ex sindaco, assessori e consiglieri
L'ex maggioranza, guidata da Piercarlo Fabbio, sta valutando l'ipotesi di portare davanti ad un giudice civile chi ha votato il dissesto. E' la risposta alla procedura avviata dalla procura della Corte dei Conti per verifica l'eventuale incandidabilità o decadenza dell'ex sindaco, assessori e consiglieri
ALESSANDRIA – La procedura avviata dalla procura della Corte dei Conti nei confronti dell’ex sindaco Piercarlo Fabbio e sulla maggioranza che votò il bilancio 2010, volta ad accertare l’eventuale condizione di incandidabilità o decadenza, “è viziata dal fatto che è stata abrogata dalla Corte Costituzionale il giorno prima dell’avvio del procedimento”. Non ha dubbi l’ex sindaco di Alessandria nel commentare la notizia del ricevimento della notifica da parte della procura della giustizia contabile. “La procedura da parte della Procura è stata avviata il 26 giugno, anche se a me la notifica è arrivata solo all’inizio del mese di settembre. Rilevo solo che il 25 giugno la Corte Costituzionale abrogava la norma di riferimento. Se si vuole usare questo sistema per spazzare via una classe politica, basta dirlo chiaramente”.
La notifica arrivata agli amministratori della maggioranza di Piercarlo Fabbio è, in pratica, l’invito a presentare delle memorie entro trenta giorni dal ricevimento che chiariscano e spieghino la singola posizione, a tutela dello stesso avvisato.
Diversi i livelli di responsabilità di sindaco, assessori e consiglieri, ai quali è già stato contestato il danno erariale per il mancato rispetto del patto di stabilità. Fabbio rischia la decadenza dalla carica di consigliere comunale e l’incandidabilità per i prossimo 5 o 10 anni. I consiglieri potrebbero invece candidarsi ma non assumere determinate cariche, come quella di assessore o membro di consigli di amministrazione di fondazioni.
Oltre al rilievo dell’esame della Consulta sulla norma, restano altri punti di incertezza su cui l’ex maggioranza farà leva nella memoria di difesa, come il fatto che la situazione di dissesto nasce da uno squilibrio contabile pre-esistente.
“Se il punto è la dichiarazione di dissesto, votato dalla maggioranza di Rita Rossa, dico allora che stiamo valutando l’ipotesi di denunciare davanti alla giustizia civile chi il dissesto lo ha votato perchè ha causato a noi un danno”. Parole forse solo provocatorie, quelle di Fabbio, ma che mettono in evidenza una situazione di alta tensione all’interno e nei dintorni di palazzo Rosso.