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Rava: “capiamo se il Terzo Valico serve ancora”
Riunione congiunta delle commissioni consiliari di Comune e Provincia sul Terzo Valico. Cresce il fonte del No. Rava: è un progetto di 20 anni fa, la situazione è cambiata. Capiamo se serve ancora, al di là delle problematiche ambientali che non sono da sottovalutare
Riunione congiunta delle commissioni consiliari di Comune e Provincia sul Terzo Valico. Cresce il fonte del No. Rava: ?è un progetto di 20 anni fa, la situazione è cambiata. Capiamo se serve ancora, al di là delle problematiche ambientali che non sono da sottovalutare?
PROVINCIA – Sempre più ampio il fronte del no al Terzo Valico, anche se con posizioni e “sfumature” differenti. Ieri, durante una seduta congiunta delle commissioni consiliari di Comune e Provincia, sono state ribadite tutte le perplessità relative all’opera, che potrebbe partire a giorni. Sia il Comune di Alessandria che la Provincia hanno infatti chiesto il rinvio dell’apertura dei cantieri, in attesa dei risultati dei tavoli tecnici volti a stabilire la presenza di rocce amiantifere e del rischio per le fonti idriche. Il nocciolo della questione è anche “l’opportunità” di un opera da 6 miliardi di euro, progettata ormai 20 anni fa. A spiegare la posizione della Provincia è stato l’assessore all’ambiente Lino Rava (foto sotto): “Il progetto del terzo valico è partito 20 anni fa. Ma la situazione complessiva, nel frattempo, è cambiata. Noi chiediamo di verificare la necessità strategica dell’opera. Collegata a questo c’è la richiesta di capire, una volta per tutte, quali saranno le ricadute sul territorio in termini di logistica, ossia di sviluppo del retroporto di Alessandria e San Bovo. Ad oggi, non abbiamo ricevuto risposte.”
Resta aperta, e non è di secondaria importanza, la questione dell’impatto ambientale. Come ha confermato il presidente di commissione Cristina Mazzoni, “dai tavoli tecnici in Regione è emerso il rischio di presenza del 20% di rocce contenenti amianto tra Genova e Voltaggio, percentuale che sale al 50% tra Voltaggio ed Arquata”. C’è, inoltre, il rischio di intercettazione delle falde acquifre: “prima di arrivare a rifornire la popolazione con autobotti, ci sono una serie di accorgimenti ed opere che si possono prevedere”, dice Rava.
Resta anche in sospeso la situazione viabilità: “alcune strade della Provincia non sono idonee a sopportare il traffico e i carichi che potrebbero derivare dall’apertura dei cantieri”. Il geologo Federica Torrazza prova a dare qualche prima risposta, arrivata in sede di incontri tecnici in Regione: “sono stati eseguiti campionamenti e sondaggi su tra fasce, quella in corrispondenza con l’area di cantiere, nella fascia immediatamente fuori dall’area, e nei pressi dell’abitato. I campionamenti sono iniziati ad agosto e siamo in attesa di conoscere i risultati. In ogni caso, è stato predisposto un laboratorio mobile che monitorerà l’aria anche dopo l’avvio del cantiere. Nel caso in cui dovesse emergere una presenza di amianto, scatterà il protocollo che prevede l’incapsulamento del materiale da scavo e lo smaltimento in Germania. Sono stati posti dei paletti precisi che dovranno essere rispettati ed è anche interesse di Coviv farlo, pena il blocco dei cantieri e la bonifica. Per quanto riguarda l’acqua, due sono le ipotesi: la realizzazione di un acquedotto alternativo a prescindere dall’intercettazione delle falde o l’approntamento di un acquedotto in tre o quattro mesi, successivamente all’apertura del cantiere”.
Resta la presa di posizione “contraria a prescindere” espressa dal Movimento 5 Stelle, che nel computo delle negatività mette anche il rischio di infiltrazioni malavitose negli appalti. I 5 Stelle chiedono quindi una “presa di posizione netta” soprattutto al gruppo di maggioranza del Pd che, invece, ribadisce non un “no” a prescindere, ma legato alle reali opportunità di sviluppo per il territorio.
No secco anche da Ciro Fiorentino, Federazione della sinistra, e da Renzo Penna (Sel).
L’assessore Rava, in ogni caso, ribadisce l’intezione di “fare rispettare l’ordinanza di divieto di passaggio dei carichi superiori 18 tonnellate a lungo le strade provinciali 160 e 163”.