Tensione tra Atc e inquilini per il “sovrapprezzo”
Home

Tensione tra Atc e inquilini per il “sovrapprezzo”

I sindacati degli inquilini contestano l'addebito di spese di manutenzione che risalgono anche a cinque anni fa. L'Atc: "sono piccole cifre, che possiamo anche dilazionare, ma riteniamo siano da applicare perchè ci consentirebbero di fare nuovi lavori di manutenzione"

I sindacati degli inquilini contestano l'addebito di spese di manutenzione che risalgono anche a cinque anni fa. L'Atc: "sono piccole cifre, che possiamo anche dilazionare, ma riteniamo siano da applicare perchè ci consentirebbero di fare nuovi lavori di manutenzione"

ALESSANDRIA – Un “sovrapprezzo” al canone di locazione per gli inquilini dell’Atc che i sindacati contestano. E’ braccio di ferro tra Sunia Cigil, Sicet Cisl e Uniat Uil e l’Agenzia Territoriale per la Casa di Alessandria per l’addebito di spese, insieme al canone di agosto, relativi ad interventi di manutenzione che, in alcuni casi, risalgono anche a cinque anni fa.
Le organizzazioni sindacali degli inquilini e degli assegnatari avevano disapprovato, già nel mese di aprile, merito e modalità di pretesa di queste spese perché, “stante il tempo trascorso, risultavano troppo generiche, poco trasparenti, non comprovabili, con termini di esigibilità già prescritti e non verificabili – tra i crediti – nelle voci di bilancio dell’Ente”. Avevano anche “formalmente diffidato l’ente dal procedere unilateralmente alla riscossione delle quote per i propri associati”.
“Le motivazioni della nostra critica è che l’Ente ha approfittato del periodo feriale del mese di agosto, per pianificare la riscossione – sostengono i Segretari Provinciali Bruno Pasero (Sunia-Cgil), Gian Paolo Demartini (Sicet-Cisl) e Gabriella Beltrand (Uniat-Uil) – senza volersi confrontare nel merito sulla problematica già aperta. Non si possono impiegare anni per chiedere rimborsi su interventi di manutenzione ordinaria (es. cambi lampadine, riparazione o sostituzione molle e serrature sulle porte d’ingresso, ecc.); non sono più comprovabili o esigibili stante il lungo periodo temporale. Riteniamo che gli assegnatari siano degni di più rispetto, così come le organizzazioni sindacali che li rappresentano. Questo comportamento dell’Ente è inqualificabile e ci impone una presa di posizione altrettanto ferma e decisa – concludono i sindacalisti. Pertanto invitiamo i nostri associati, che hanno ricevuto la bolletta Mav modificata e che rigettano tali attribuzioni a debito, a rivolgersi agli uffici sindacali per valutare le eventuali tutele da intraprendere.”
Replica Piervittorio Ciccaglioni, presidente Atc: “Le spese che addebitiamo sono relative a servizi che abbiamo erogato, di cui gli inquilini hanno comunque beneficiato. A nostro avviso non sono scaduti i termini e riteniamo corretto applicare quelle spese, anche perchè sono fondi che andrebbero investiti nuovamente in lavori di manutenzione. In caso di eventuale contestazione, valuteremo caso per caso. Si tratta di somme non elevate, che vanno dai 5 ai 30 auro. Siamo anche disposti a concedere delle dilazioni, in caso di difficoltà. Siamo i primi ad avere presenti le difficoltà in cui versa in questo periodo la cittadinanza”. Complessivamente, per Atc si tratta di recuperare una somma pari a 160 mila euro. “Riteniamo che anche in futuro gli inquilini debbano avere la possibilità di beneficiare degli stessi servizi per le manutenzioni effettuale per i quali l’Atc sostiene oltre il 60% del costo”.
Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione