Nasce “Colibrì”, il comitato “rosa” per il mutuo soccorso
Si chiama Colibrì - diritto al presente, diritto al futuro il gruppo di mutuo aiuto che si ispira alle Soms. Le promotrici: In un periodo così difficile per il lavoro in città, specie per chi è donna e con figli piccoli, la solidarietà reciproca sembra essere lunica strada sicura
Si chiama ?Colibrì - diritto al presente, diritto al futuro? il gruppo di mutuo aiuto che si ispira alle Soms. Le promotrici: ?In un periodo così difficile per il lavoro in città, specie per chi è donna e con figli piccoli, la solidarietà reciproca sembra essere l?unica strada sicura?
ALESSANDRIA – Una favola tradizionale racconta di un colibrì che porta una goccia d’acqua per spegnere un incendio divampato in una foresta, mentre altri animali ben più forti scappano in direzione contraria alle fiamme. Di fronte a un leone che lo schernisce, sottolineando la pochezza di quel contributo, il minuscolo uccello risponde: “io faccio la mia parte e se ciascuno facesse la sua, l’incendio sarebbe domato”.
E’ proprio da questa semplice ma saggia storia che un gruppo di giovani donne alessandrine ha tratto ispirazione per la costituzione di un comitato di mutuo aiuto attivo in città.
Spiega Tristana, una delle promotrici: “siamo soprattutto giovani donne, diverse di noi mamme, anche di bambini piccoli, che di fronte alla crisi abbiamo deciso di fare fronte comune per evitare di capitolare. Tante di noi hanno perso il lavoro in questi mesi, a causa del dissesto e della crisi di Aspal e Costruire Insieme. Come il colibrì della favola però non ci diamo per vinte e siamo pronte a fare la nostra parte per la società, sperimentando vie solidaristiche per darci reciproco conforto. Nell’intraprendere questa avventura abbiamo trovato conferma di non essere sole, e al nostro fianco si stanno schierando anche persone con un lavoro stabile ma che condividono il nostro obiettivo”.
Il gruppo, nato dal nucleo costituitosi anni fa intorno alla Cgil alessandrina per riflettere con Aldo Fortunati di qualità educativa riferita alla fascia di età 0-6 anni, ha mantenuto attivi i contatti nel tempo, consolidatisi durante il periodo della campagna elettorale per la corsa a Palazzo Rosso e confluiti per molte nell’esperienza informale delle “Operatrici che non si arrendono”. “Durante il periodo precedente alle elezioni – racconta Tristana – abbiamo raccolto le firme per mantenere i servizi educativi pubblici: siamo infatti convinte che le cooperative non rappresentino la soluzione, essendo in grado di offrire meno garanzie e stabilità a un settore così delicato come quello dell’educazione nei primissimi anni di vita. Pensare di generare risparmi in questi settori è pericoloso e non è l’unica via possibile: con una programmazione attenta si possono razionalizzare i costi, che in effetti ora sono troppo alti per le famiglie, senza però mortificare l’offerta formativa”.

“Senza stipendio però è impossibile continuare una vita dignitosa – prosegue Tristana – e mentre si cercano soluzioni di lungo termine ci si deve organizzare per far fronte alle grandi e piccole esigenze quotidiane”.
Che fare dunque? La via scelta da queste donne guarda al passato, ripescando in quella tradizione solidaristica che con un certo boom economico sembrava destinata a estinguersi. Dopo alcune riunioni preventive, iniziate già nel periodo del presidio con tanto di tenda sotto Palazzo Rosso, le promotrici si sono guardate intorno e hanno cominciato a tessere una tela di relazioni e mutuo soccorso che genera ora i primi frutti: “noi ci rivolgiamo a tutte le donne in difficoltà che vogliono mettere in comune problemi e voglia di cercare soluzioni – sottolinea Tristana – I primi contributi ci sono arrivati da Carlo Campora della Saoms di Capriata d’Orba, dal sindaco di Novi Robbiano e dal presidente Bertolo della Cooperativa dei Lavoratori di via De Gasperi, Spinetta e Novi, che merita un ringraziamento speciale per la rapidità con chi ha offerto aiuto. Le forme di sostegno vanno da buoni di 10 euro ciascuno (per un totale, per ora, di 500 euro) da distribuire alle persone della rete più in difficoltà, fino a iniziative pubbliche di raccolta fondi. E speriamo di essere solo all’inizio”.
Il comitato ad oggi conta 46 persone, fra donne e uomini. Oltre a tante operatrici precarie e non di Costruire Insieme il Comitato Colibrì è alimentato anche da dipendenti Aspal ora in mobilità e dal futuro incerto.

Chi volesse contattare il neonato comitato può scrivere a questo indirizzo email o a visitare la pagina facebook del gruppo.
Intanto nella giornata di oggi, martedì 6 agosto, è prevista una doppia convocazione per la Commissione Bilancio, unita a quella di Cultura e Istruzione, per parlare proprio del futuro di Costruire Insieme e di cosa potrebbe diventare questo contenitore. In capo all’azienda speciale dovrebbe restare il servizio extrascuola, la gestione della scuola Bovio e la cessione dei rami d’azienda di Aspal, quelli culturali e di politiche giovanili, come Iat, Infomagiovani, musei. Le scuole dell’infanzia invece (in attesa della possibile statalizzazione) e gli asili nidi, potrebbero tornare sotto il diretto controllo di Palazzo Rosso e con loro anche i lavoratori a tempo indeterminato che lo scorso anno erano passati, attraverso il distacco funzionale in via sperimentale, a Costruire Insieme. L’esperienza pare però essere terminata e per loro è previsto il rientro in Comune. A spiegare i “nuovi disegni” per i servizi educati ci sarà in commissione l’assessore all’Istruzione, Maria Teresa Gotta.