Dissesto: la città vede una luce?
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Dissesto: la città vede una luce?

Se l’Amministrazione accetterà la soluzione prospettata dall’Osl, e fortemente caldeggiata dal Ministero, Alessandria potrebbe ricevere un “significativo aiuto” da Roma per colmare il gap di circa 40 milioni che le consentirebbe di cominciare a “chiudere i conti” con il dissesto

Se l?Amministrazione accetterà la soluzione prospettata dall?Osl, e fortemente caldeggiata dal Ministero, Alessandria potrebbe ricevere un ?significativo aiuto? da Roma per colmare il gap di circa 40 milioni che le consentirebbe di cominciare a ?chiudere i conti? con il dissesto

ALESSANDRIA – Serve certamente massima cautela, ma non si può non dire che questi potrebbero essere giorni decisivi, davvero, per il futuro della città: con una comunicazione diramata ieri, l’Organismo Straordinario di Liquidazione (Osl) ha infatti offerto la possibilità al Comune di Alessandria di procedere a una liquidazione semplificata nei confronti dei creditori, percorso già “suggerito” dal Ministero come strada principale per chiudere il prima possibile la questione dissesto.

L’accertamento della massa passiva da parte dell’Osl si è attestato poco sopra gli 80 milioni di euro, 32 dei quali sono però “virtuali”, essendo sostanzialmente soldi che il Comune deve a se stesso. Spiega l’assessore al Bilancio, Matteo Ferraris: “la doverosa premessa, prima di qualsiasi commento, è che non è sufficiente una comunicazione ai media per aprire determinate procedure, ma servirà prendere visione dei documenti veri e propri. Dalle informazioni diramate ieri possiamo accogliere con favore la possibilità che sembra ci venga offerta, perché la procedura di liquidazione semplificata offre una serie di vantaggi. Bisogna però frenare gli entusiasmi: innanzitutto sarà l’Amministrazione a prendere la decisione se accettare o meno questa opzione, e se anche fosse i problemi non sono certo finiti. Entro 30 giorni il Comune dovrà esprimersi, ma servirebbero i restanti circa 50 milioni da mettere a disposizione dell’Osl, che a quel punto potrebbe procedere alle liquidazioni. Stiamo comunque parlando di un percorso non così breve”.

Ma può il Comune di Alessandria trovare i 50 milioni rimanenti da mettere a disposizione dell’Organismo preposto per procedere con la liquidazione di quanto dovuto ai creditori?
“Qualche milione di euro è costituito da residui di cassa che l’Amministrazione deve girare all’Organismo di Liquidazione. Il resto potrebbe arrivare direttamente da Roma, grazie a un emendamento presentato dall’on. Renato Balduzzi e già approvato all’interno del decreto del Fare alla Camera dei Deputati. Se lo stesso decreto venisse approvato anche al Senato, è possibile ipotizzare che Alessandria riceva fondi sufficienti a colmare il gap che separano l’Amministrazione dalla cifra che serve all’Organismo di Liquidazione per procedere”.

Il punto successivo è poi capire in che condizione si troveranno i creditori…
“Ovviamente nessuno può essere obbligato ad accettare una transazione che gli consentirà di avere una cifra fra il 40 e il 60% del credito inizialmente vantato – prosegue l’assessore al Bilancio – ma è importante ricordare che in caso contrario i tempi per un rimborso completo si potrebbero allungare a dismisura, con tutti i rischi del caso”. Come a dire che la procedura semplificata serve proprio per tutelare anche i creditori che, sebbene per cifre inferiori a quelle perdute, potranno rientrare in tempi rapidi in possesso del denaro (o meglio, di una parte dello stesso) che spetta loro. Una soluzione non certo ottimale ma che fino a poche ore fa sembrava ancora nebulosa e a tratti molto lontana dal potersi concretizzare.

“Certo, se l’operazione andasse in porto – conclude Ferraris – non si potrebbe che ringraziare il grande impegno profuso dai parlamentari del nostro territorio per trovare una soluzione praticabile per Alessandria”.

Soddisfazione arriva anche da “Scelta Civica Alessandria”, partito di Renato Balduzzi, che, in un comunicato, spiega: “è stato approvato un emendamento al decreto Fare (d.l. 69/2013; licenziato dalla Camera in queste ore), che inserisce un nuovo articolo 12-ter rubricato “Sostegno alle imprese creditrici dei comuni dissestati”. Tale articolo introduce un comma 17-sexies nell’art. 1 del d.l. 35/2013, il c.d. “decreto pagadebiti”, il quale riserva ai comuni che hanno dichiarato dissesto nei ventiquattro mesi precedenti l’entrata in vigore del “decreto pagadebiti” (tra aprile 2011 e aprile 2013) una quota delle risorse già stanziate per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Tale quota è pari ad un importo annuale massimo di 150 milioni di euro ed è ricavata dall’accantonamento già previsto per gli enti locali negli anni 2013-2014.
La norma persegue il duplice obiettivo di sostenere la situazione delle imprese creditrici dei comuni in dissesto (comparativamente più grave di quella riguardante le imprese concorrenti che vantano crediti nei confronti di altre amministrazioni) e di accelerare l’opera di risanamento dei comuni medesimi, contribuendo al rilancio dell’intero sistema locale”.

“L’innovazione e il vantaggio più significativi per i comuni dissestati che beneficeranno della norma – sottolinea l’on. Balduzzi – è che tale quota riservata consente loro l’accesso a risorse aggiuntive rispetto a quelle a disposizione nell’ambito della procedura di dissesto. Va precisato che si tratta di risorse anticipate dalla Cassa Depositi e Prestiti, con un mutuo garantito e piano di ammortamento trentennale”.

Il Comune di Alessandria, avendo dichiarato dissesto nel periodo previsto dalla nuova norma, grazie all’adesione alla procedura semplificata di liquidazione gestita dall’Osl, potrà beneficiare di queste risorse, riducendo significativamente il proprio debito nei confronti delle imprese creditrici. “Questa nuova liquidità – prosegue l’onorevole – può contribuire ad accelerare il risanamento dell’ente, il quale potrà subito pagare i creditori spalmando sui trent’anni del piano di ammortamento la restituzione dell’anticipazione”.

Quanto andrà ai singoli comuni beneficiari, ovvero il riparto di questo fondo riservato, verrà deciso secondo criteri e modalità stabiliti con un decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con quello dell’Economia e Finanze. 
L’Osl dovrà pagare i debiti entro 120 giorni dalla effettiva disponibilità delle risorse assegnate e anticipate.

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