Amiu, Aspal e Sicurezza: la minoranza all’attacco
Pdl, Lega Nord e Udc lanciano accuse a Rita Rossa e alla Giunta di Palazzo Rosso: "incapaci di governare, generano continue spaccature che portano i cittadini alla voglia di arrendersi". Le questioni riguardano la gestione di Aspal, quella di Amiu, ma anche la Sicurezza in città e il rapporto con lavoratori e sindacati
Pdl, Lega Nord e Udc lanciano accuse a Rita Rossa e alla Giunta di Palazzo Rosso: "incapaci di governare, generano continue spaccature che portano i cittadini alla voglia di arrendersi". Le questioni riguardano la gestione di Aspal, quella di Amiu, ma anche la Sicurezza in città e il rapporto con lavoratori e sindacati
ALESSANDRIA – Sono state diverse le questioni presentate durante la conferenza stampa tenuta da Piercarlo Fabbio (Pdl), Giovanni Barosini (Udc) e Roberto Sarti (Lega) ieri, lunedì 22 luglio a Palazzo Rosso, ma tutte unite dalla volontà di sottolineare l’inefficienza dell’attuale Amministrazione comunale.
Ad “aprire le danze” è stato l’ex sindaco e attuale presidente del gruppo Pdl in consiglio comunale Piercarlo Fabbio, che ha sottolineato la decisione dell’Amministrazione Rossa di tornare ad accendere le fontanelle cittadine: “è una questione che noi abbiamo sollevato con un’interpellanza già tempo fa – spiega Fabbio – e che siamo soddisfatti ora venga finalmente ascoltata. Il problema ora è che Amag, che le ha in gestione, non può attivarle immediatamente dopo averle lasciate chiuse così a lungo e il loro funzionamento sarà ripreso gradualmente. Ci hanno detto che costava troppo mantenerle accese e che dovevano rimanere ferme, ma così facendo si sono solamente dilatati i costi di manutenzione ora che torneranno attive. E meno male che non si è aspettato oltre”.
La seconda questione toccata dagli esponenti delle opposizioni promotrici della conferenza stampa è stata quella relativa ad Amiu. “Il costo della gestione dei rifiuti è aumentano notevolmente – sottolinea Piercarlo Fabbio – e questo nonostante siano stati tolti all’azienda una serie di servizi accessori. Gli studi sull’andamento dei costi dimostrano che dal 2005 al 2013 la raccolta (Amiu) e lo smaltimento (in capo ad Aral) sono passati da 13 milioni e 177 mila euro a oltre 19 milioni. Dobbiamo però ricordarci che adesso i cittadini pagano il 100% del costo del servizio. Quello che è aumentato in particolare non è tanto il budget per la raccolta e il trasporto, passato da 4,8 milioni di euro a 4,9, ma i costi di gestione, schizzati da 794 mila euro fino a oltre 2 milioni. Le scelte dell’attuale Amministrazione di Palazzo Rosso – prosegue l’ex primo cittadino – dimostrano con assoluta evidenza la volontà di affossare Amiu, che viene considerata solo un problema e non un’opportunità: prima si è annullata la gara con Iren, anche perché se fosse andata in porto sarebbe stata un ostacolo per l’amministrazione che voleva dichiarare il dissesto, poi si è tentati di farla fallire, con gli atti che ben conosciamo. In realtà la ricetta sarebbe opposta a quanto fatto: bisognerebbe, a parità di costo per i cittadini, conferire ad Amiu la gestione di più servizi, e non sottrarne, affidando poi esternamente e a costi superiori la gestione a cooperative. Penso al taglio del verde, allo spazzamento neve, alla lotta alle zanzare e alla derattizzazione. In quest’ultimo caso è vero che il servizio di Amiu costava 
Sulla questione Aspal e sul tema della Sicurezza in città è intervenuto invece Roberto Sarti (Lega Nord): “sono costretto a ripetere alcune delle cose già chieste durante l’ultimo Consiglio comunale, visto che sono rimaste inascoltate. La prima riguarda Aspal: domando all’Amministrazione per quale ragione si è scelto di procedere con una liquidazione così rapida, anche perché la legge dà come termine ultimo per lo scioglimento il 31 dicembre 2013 o il 30 giugno in caso di privatizzazione. Più accortezza avrebbe meglio garantito i posti di lavoro. Come si può parlare di piano triennale per l’azienda se la stessa andava sciolta comunque entro il 31 dicembre? Ciò che emerge è grande leggerezza nel trattare la vicenda, decidendo frettolosamente per la liquidazione senza avere alle spalle un vero piano per i lavoratori.
Un discorso analogo – prosegue il capogruppo della Lega Nord – vale per il passaggio dei lavoratori al Csi, realtà che non sta certo passando un momento florido e ha già internamente problemi di esubero nel personale. Perché trasferire lì 8 lavoratori? E cosa ne sarà degli altri? Fra l’altro, la via scelta è molto dubbia sul piano dell’iter procedurale: i lavoratori del Sit per essere “girati” al Csi dovrebbe rientrare nell’organico comunale formalmente almeno per un giorno, ma questo è resto impossibile dallo sforamento del patto di stabilità. Non è neppure pensabile un affidamento diretto del servizio, visto che la somma dell’operazione è ben oltre il tetto massimo consentito per questa tipologia d’intervento. Infine – conclude Sarti – sull’azienda speciale Costruire Insieme è importante ribadire un punto: veniamo accusati di voler affossare l’azienda e i lavoratori, ma in realtà noi vogliamo fare l’esatto contrario. Poiché l’azienda è a rischio di legittimità ci preoccupiamo di cosa sarà dei lavoratori nel caso l’azienda dovesse risultare illegittima”.

Sul tema interviene anche Fabbio, che precisa: “durante la nostra amministrazione il Sole 24 Ore collocava Alessandria fra le città con la sicurezza percepita più alta fra i cittadini. Servirebbe una riorganizzazione della Polizia Municipale, migliorando il coordinamento con le altre Forze dell’Ordine. Al momento la città è divisa in 4 settori, 2 presidiati dalla Polizia e 2 dai Carabinieri. Esiste una volante della Polizia Municipale con impegno 24 ore su 24, ma non svolge coordinamento con altre realtà e viene utilizzata un po’ come jolly. La città invece andrebbe divisa in 5 aree consentendo così una sorveglianza più precisa”.
A tirare le fila della conferenza stampa è Giovanni Barosini, capogruppo Udc, che conclude: “le forze della minoranza qui presenti sono tre, ma su questi temi siamo più uniti degli esponenti della maggioranza. Come noi la pensano anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, anche se hanno preferito organizzare un loro evento”. “Voglio sottolineare solo le divisioni più macroscopiche che riguardano questa amministrazione, e che mettono in luce l’incapacità finora dimostrata di assolvere al proprio ruolo. C’è una spaccatura fra maggioranza e opposizione, ma in un momento grave come questo servirebbe capacità di dialogo. Rita Rossa dovrebbe chiedere aiuto anche all’ex sindaco Fabbio, anche se ritiene che abbia sbagliato qualcosa, ha comunque un’esperienza importante da mettere a disposizione. Servirebbe un governo di salute pubblica che metta da parte le differenze. C’è poi un conflitto all’interno dalla maggioranza, e a turno vediamo partiti al governo cittadino che prendono le distanze dallo stesso. Inoltre ci sono conflitti sia fra dipendenti pubblici, ultimo caso quello dei dipendenti Aspal che contestano l’importanza data alla quattordicesima dai lavoratori Amiu, sia fra dipendenti delle partecipate e tutti gli altri lavoratori. C’è perfino conflitto con le forze sociali e sindacali, cosa anomala considerando che queste stesse forze sindacali hanno apertamente sostenuto la candidatura di Rita Rossa. Ma chi ormai sostiene questa amministrazione? Questa situazione porta a una generale arrendevolezza, che mina i fondamenti della nostra città e dei suoi cittadini. Prima che tutti coloro che ne hanno la possibilità scappino via serve che l’amministrazione dimostri di avere un piano vero per il rilancio della città e indichi una stella polare condivisa verso la quale orientarsi”.