Il regalo più grande di Andrea: le persone
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Il regalo più grande di Andrea: le persone

A circa un mese dallo scomparsa del fondatore della Comunità San Benedetto al Porto forse mai come ora si sente viva la sua presenza: tantissimi gesti di affetto, l'imminente creazione di una Fondazione a suo nome, un patrimonio di relazioni da coltivare. E la certezza che i suoi insegnamenti sono semi che non andranno perduti

A circa un mese dallo scomparsa del fondatore della Comunità San Benedetto al Porto forse mai come ora si sente viva la sua presenza: tantissimi gesti di affetto, l'imminente creazione di una Fondazione a suo nome, un patrimonio di relazioni da coltivare. E la certezza che i suoi insegnamenti sono semi che non andranno perduti

ALESSANDRIA – “Abbiamo scoperto forse il regalo più grande che Andrea ci ha fatto, e lo abbiamo accolto con lo stupore e la capacità di meravigliarci che ci ha insegnato: è un mese che lui non è più fisicamente con noi ma sono rimasti tantissimi amici che ci dimostrano vicinanza e voglia di sostenere i progetti della Comunità. E’ questo un patrimonio inestimabile che dovremo saper coltivare”. Con queste parole si apre il nostro incontro con Fabio Scaltritti, anima della Casa di Quartiere di Alessandria, uno dei tanti progetti voluti da don Gallo sul territorio. Con lui proviamo a ricostruire quanto successo in questo mese e a farci raccontare i progetti futuri della Comunità San Benedetto al Porto, con particolare riferimento alla nostra città. 

Fabio Scaltritti, cosa è successo dalla scomparsa di Don Gallo fino ad oggi? 
C’è stata una manifestazione d’affetto così grande e ininterrotta da lasciarci senza parole. Che Andrea fosse amato lo sapevamo, bastava girare con lui l’Italia e osservare come veniva accolto ovunque andasse. Don Gallo ci ha insegnato a non smettere di meravigliarci di fronte alla bellezza che i gesti di generosità portano con loro, e questo è quello che sta accadendo. Non eravamo pronti a tutto questo calore. Fin da subito sono arrivate tantissime offerte di aiuto e contributi di denaro per la Comunità San Bendetto, anche piccole somme: tanto le singole persone quanto i gruppi organizzati e perfino 25 Fondazioni ci hanno scritto chiedendo come potevano essere d’aiuto, o chiedendo di poter finanziare qualche nostro progetto. Sette sono liguri ma le altre provengono da tutto il territorio nazionale. Ma i gesti di affetto non sono stati arrivati solo dall’Italia: contributi e solidarietà li abbiamo ricevuti dall’Europa e dal mondo, a cominciare da Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. 

Qual è l’eredità più grande che ha lasciato don Gallo? 
Il nostro patrimonio sono le sterminate relazioni che lui è riuscito a coltivare: sappiamo che sono un bene inestimabile che non possiamo permetterci di disperdere, e che sono la base per poter ripartire oggi. Basta pensare al fatto che la nostra agenda è piena fino a dicembre di impegni già calendarizzati con lui, e che ovunque si stanno trasformando in serate dedicate al ricordo e a gesti di solidarietà. Sono serate colme di energie positive dove è difficile non commuoversi. Sappiamo però che i riflettori prima o poi si spegneranno e dovremo saper valorizzare tutti questi rapporti preziosi. Siamo costantemente in viaggio e non possiamo fermarci. Lui non l’ha mai fatto, e questa è stata la base di tutto ciò che è stato costruito: i rapporti concreti e diretti, non solo coltivati per email o a distanza, ma con continue visite e incontri in giro per l’Italia. 

Cosa succederà ora in Comunità? 
Sul lato operativo negli ultimi anni l’organizzazione del quotidiano era già stata delegata da Andrea ad altri, anche se il suo apporto non è mai mancato. Don Gallo non aveva cariche ufficiali ma ci è sembrato giusto dare tutti le dimissioni e riprocedere alla distribuzione delle cariche fra i soci. Quella attuale è una sfida nuova per tutti, e siamo sicuramente chiamati a nuove responsabilità e alla possibilità di crescita personale. Per me don Gallo è stato un secondo padre: sono entrato in comunità a 22 anni e oggi ne ho 48. Con chi si trova in comunità ci sentiamo davvero un po’ come fratelli, e insieme andremo avanti. Nascerà una Fondazione don Andrea Gallo, ma nel frattempo è nata l’associazione “verso la fondazione” per raccogliere il capitale sociale necessario, insieme a Banca Etica. Non sarà una replica della Comunità San Benedetto al Porto, e sarà amministrata da persone capaci e con esperienza nel settore. Insieme a Paolo e Vittorio, i nipoti di don Gallo, ci saranno diverse persone conosciute che vogliono farne parte, ma è presto per annunciare i nomi. 

E’ vero che a Frascaro verrà organizzato presto un evento per ricordarlo? 
Sì, questa è un’iniziativa nata dal comune di Frascaro e dalla Cgil Alessandria. Ci sarà un torneo benefico di calcio che coinvolgerà squadre dei meccanici, dei chimici e degli edili della Cgil, più una formazione di Frascaro, una di Gamalero e Cassine, e una rappresentativa della Comunità. La finale sarà il 13 luglio, dalle 18 in poi. Dalle 20 comincerà la cena di strada, per le vie del paese, e dalle 21.30 saranno attivi diversi punti di proiezione con foto e video di Andrea. Ci sarà anche l’esibizione del gruppo musicale genovese “Makadam Zena”. 

Quali sono le prossime iniziative che organizzerete come Casa di Quartiere? 
Su Alessandria stiamo ragionando su quali priorità è meglio darci. L’aspetto più importante per noi resta il coinvolgimento degli abitanti del quartiere nella vita partecipata della città. In questo periodo si sta parlando di come utilizzare al meglio i fondi per il Pisu e la riqualificazione urbana. Il tempo è poco ma le somme a disposizione sono ingenti e non si deve disperdere la volontà dei cittadini di dire la propria sul loro utilizzo. C’è già chi è convinto che a decidere sarà l’Amministrazione senza consultare gli abitanti e speriamo non sia così. Lo slogan di Rita Rossa in campagna elettorale è stato “Insieme” e qui progetti e idee non mancano, anche a costo zero o quasi. Per esempio, piazza Santa Maria di Castello non è inclusa direttamente nel Pisu, ma con pochi interventi mirati sarebbe possibile aumentare la qualità della vita di tutti gli abitanti: basterebbe ridurre il traffico veicolare, lasciare che ombrelloni, gazebo e abbellimenti a carico dei commercianti prendano il posto dei parcheggi e che quello spazio si animi, diventando più vivibile. In temini di iniziative abbiamo scelto di promuovere qualcosa in meno a livello interno per lasciare più spazio alle collaborazioni e alle interazioni con le proposte degli altri: ci sembra un bel modo per portare avanti il dialogo fondendo energie invece di rischiare di sovrapporre eventi. Nel periodo estivo la nostra scuola di italiano verrà sospesa il 15 luglio, ma sarà ripresa dal 15 settembre. Questo però non vorrà dire fermarci, anzi. I nostri insegnanti hanno già fatto sapere che resteranno in città e saranno felici di organizzare dei corsi di recupero per quei bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie che hanno bisogno di lezioni aggiuntive gratuite per preparare al meglio il prossimo anno scolastico. 

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