Alessandria sempre più divisa tra “senso di unità” e “senso di responsabilità”
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I.N. - irene.navaro@alessandrianews.it  
24 Giugno 2013
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Alessandria sempre più divisa tra “senso di unità” e “senso di responsabilità”

Un occhio in casa, l'altro a Roma. Si apre oggi una settimana che potrebbe essere “decisiva” per le sorti di Alessandria. Giovedì ci sarà la prima riunione del tavolo interministeriale ma, nel frattempo, il ministero dell'Interno avanza richieste precise prima di dar via libera al bilancio riequilibrato. E martedì sciopero generale cittadino di Cgil, Cisl e Uil

Un occhio in casa, l'altro a Roma. Si apre oggi una settimana che potrebbe essere ?decisiva? per le sorti di Alessandria. Giovedì ci sarà la prima riunione del tavolo interministeriale ma, nel frattempo, il ministero dell'Interno avanza richieste precise prima di dar via libera al bilancio riequilibrato. E martedì sciopero generale cittadino di Cgil, Cisl e Uil

ALESSANDRIA – Un occhio in casa, l’altro a Roma. Si apre oggi una settimana che potrebbe essere “decisiva” per le sorti di Alessandria.
Roma, se con una mano sembra dare, dall’altra sembra prendere. E’ di giovedì scorso, il 20, la notizia che il tavolo interministeriale più volte chiesto dai sindacati prima e dall’amministrazione poi, si riunirà per la prima volta giovedì 27 alle 10, alla presenza dei capi di Gabinetto di ministero dell’Interno, ministero dell’Economia e Finanze, ministero della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, ministero degli Affari Regionali ed Autonomie, ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Lavoro.
Dall’altro lato, però, arriva anche la notizia, definita come “doccia fredda” dalla stessa amministrazione, dei rilievi e le richieste istruttorie relative all’Ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato 2012.
Il sindaco Rita Rossa, viste le premesse, andrà a Roma con la speranza “almeno di portare chiarezza fra le due anime del Ministero. Noi non potremo che ribadire che queste continue chiusure a ogni possibile soluzione non possono che portare alla morte della città”, dice. Ma in molti, i sindacati in primis, si aspettano invece che al tavolo ci vada per battere i pugni e non con i piani di esubero sotto il braccio. 
Prima dell’obiettivo romano c’è, però, il passaggio dallo sciopero generale cittadino proclamato per martedì 25 da Cgil, Cisl e Uil. Uno sciopero unitario indetto dalla triplice per dire “che così non va”.
“Alessandria è la prima città del nord destinata a morire, a causa del dissesto e della dichiarazione di dissesto – dicono i tre segretari generali – Abbiamo fatto appello all’unità della città, invece si continua a lavorare sulle divisioni. E a crogiolarsi sul passato e su accuse reciproche. Ma così, è una città tutta che perde. Noi non vogliamo. Per questo, il 25 giugno, offriamo a tutti l’occasione per dire che così non va”.
Per contro arriva la chiamata al senso di responsabilità dei sindaci di Aral, che hanno appena votato la variazione di statuto per consentire l’assorbimento dei 193 dipendenti Amiu, a non aderire allo sciopero. Senso di unità “contro” senso di responsabilità? Ci mancava solo un’ulteriore elemento di tensione. Eppure solo lo scorso ottobre a scendere in piazza c’erano davvero tutti, sindacati e sindaci. Tutto dimenticato?
Il valore dello sciopero del 25 sarà soprattutto simbolico e misurerà quanto la città e i dipendenti pubblici sono compatti e “solidali” nella richiesta che nessuno venga lasciato indietro. I sindacati lanciano un appello accorato affinchè vi sia un’ampia adesione. Dalle 9 di domani, martedì, l’appuntamento è in corso Marengo dal quale partirà il corteo.
Il viaggio a Roma c’è da augurarsi che sia tutt’altro che simbolico ma che possa portare una risposta concreta e definitiva. Sempre che questa non sia “pollice verso”.
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