Sparatoria: “il gesto di un folle, almeno speriamo”
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Sparatoria: “il gesto di un folle, almeno speriamo”

Alla riprese dell'attività commerciale i negozianti i negozianti di via Milano non ci stanno a parlare di “emergenza sicurezza”. Alza, invece, il tiro Confesercenti: “lo diciamo da tempo, la sicurezza va garantita”. Stabili le condizioni del ferito all'addome. Resta ricoverato sotto stretta sorveglianza, in stato confusionale, anche l'autore della sparatoria. La questura esclude che l'uomo conoscesse le vittime

Alla riprese dell'attività commerciale i negozianti i negozianti di via Milano non ci stanno a parlare di ?emergenza sicurezza?. Alza, invece, il tiro Confesercenti: ?lo diciamo da tempo, la sicurezza va garantita?. Stabili le condizioni del ferito all'addome. Resta ricoverato sotto stretta sorveglianza, in stato confusionale, anche l'autore della sparatoria. La questura esclude che l'uomo conoscesse le vittime

ALESSANDRIA – 14.00. L’autore della sparatoria non conosceva le vittime. L’ipotesi è stata smentita dalle forze dell’ordine che stanno portando avanti l’indagine. La Questura comunica infatti che “sulla base degli atti emersi dall’attività investigativa finora svolta, non risulta alcuna connessione tra l’autore e le vittime della sparatoria”.
 


I segni delle pallottole ancora visibili, indicate con un gesso bianco, in piazzetta Santo Stefano. “Un caso, è stato solo un caso”: gli esercenti di via Milano, dove Janderson Steward Mosquera ha esploso quattro colpi della pistola sottratta ad una guardia giurata poco prima, lo ripetono, come ad allontanare l’idea che possa essere l’inizio di una escalation di violenza. Si fa strada l’ipotesi che Mosquesa potesse conoscere i due extracomunitari inseguiti lungo via Milano. Elemento che potrebbe cambiare il corso delle indagini. 
Intanto, ieri, alla riapertura di quasi tutte le saracinesce, a trovarsi la sorpresa peggiore è il tabaccaio. Un proiettile vagante ha forato la serranda e il vetro interno. “Non abito qui, non ero presente al momento della sparatoria. Mi ha avvisato un amico che sta qui vicino. I danni li ho potuti constatare solo questa mattina (lunedì, ndr). Sarà il perito dell’assicurazione a quantificare il danno – racconta Marco Mogni – Mi risulta, in ogni caso, che sia il primo episodio del genere. Io non parlerei quindi di un problema di sicurezza della via”.
Anche il titolare del bar Santo Stefano, poco più avanti, invita alla cautela prima di urlare al lupo: “e’ stato un caso, non penso che si possa parlare di allarme sicurezza”. La zona, del resto, è ben servita da un servizio di telecamere: “proprio qui davanti c’è quella di una banca, e poco più avanti quella della polizia municipale”. Ivana Bensi, titolare della panificio Tortona, è la memoria storica di via Milano, insieme a Caterina Graziano, della omonima merceria. “Per quanto mi riguarda, è una zona tranquilla”, dice la prima. “Mia figlia mi ha consigliato di tenere la porta chiusa, dopo la sparatoria di sabato notte. Ma non si può mica vivere così… Anche se mettiamo la vigilanza notturna non cambia nulla, magari succede qualcosa proprio subito dopo che è passata la guardia”.

Alza, invece, un po’ il tiro Manuela Ulandi, referente Confesercenti per la città di Alessandria. “Non è una situazione nuova quella che si è verificata sabato notte. E’ un fatto chi rientra in una serie di episodi analoghi, che abbiamo già segnalato al questore. Mi riferisco, ad esempio, alla rapina alla gioielleria in piazzetta della Lega e di quella alla farmacia in corso Acqui. Ci sono, poi episodi non denunciati, come bulli che entrano nei negozi e spaventano le commesse. Siamo consapevoli – aggiunge – del fatto che non si poteva prevedere un fatto del genere, il gesto di un folle, così come non si può avere un poliziotto ad ogni angolo. Ci rendiamo conto che c’è un problema di risorse e di organico, ma dalla sicurezza non si può prescindere. Quel che è accaduto ci inquieta perchè richiama alla mente episodi gravi, come quelli accaduti a Milano”.
Secondo Ulandi, “una maggiore presenza di forze dell’ordine, soprattutto in certi orari, servirebbe come deterrente ad azioni anche solo di vandalismo”. Incrementare la sorveglianza privata? “Ben vengano tutte le azioni che vanno nella direzione di garantire sicurezza, ma questa deve essere pubblica, il resto è un di più”.
E mentre una parte del mondo della politica (Lega e Udc) chiede di affrontare la situazione organicamente e nelle sedi istituzionali, l’altra chiede invece di “non strumentalizzare un fatto individuale”. “Il problema è sicuramente grave, ma proprio per quello va affrontato in maniera non demagogica, con serietà e con tutti gli strumenti necessari . In commissione era già stato posto il problema della sicurezza in città sotto la presidenza di Claudio Lombardi e ritengo vada sicuramente affrontato con analisi serie e non improvvisate”, dichiara Daniele Coloris, presidente della commissione in consiglio comunale.

Intanto, restano stabili anche se gravi le condizioni di Rachid Mhurar, che nella sparatoria ha avuto la peggio. Nella giornata di lunedì è stato trasferito dal reparto di terapia intensiva a chirurgia toracica. 

Resta invece ricoverato sotto stretta sorveglianza Mosquera, l’autore della sparatoria. Dopo l’arresto presentava segni di forte squilibrio, arrivando ad affermare di “sentire delle voci”. Resterà ricoverato in attesa di un eventuale trasferimento in carcere che dovrà però essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari presumibilmente nelle prossime ore.

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