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Piano Atm, “nessun licenziamento”. Ma i sindacati restano scettici
Sintonia tra amministrazione comunale e Atm sul piano industriale: nessun posto di lavoro è stato toccato. Atm è un'azienda strategica, non abbiamo intenzione di mandarla a bagno. Si apre il confronto sullo spostamento del mercato. Filt Cgil: non ci sono le garanzie per avviare il tavolo sugli ammortizzatori sociali
Sintonia tra amministrazione comunale e Atm sul piano industriale: ?nessun posto di lavoro è stato toccato. Atm è un'azienda strategica, non abbiamo intenzione di mandarla a bagno?. Si apre il confronto sullo spostamento del mercato. Filt Cgil: ?non ci sono le garanzie per avviare il tavolo sugli ammortizzatori sociali?
ALESSANDRIA – “Il piano industriale presentato da Atm non mette a rischio nessun posto di lavoro. L’intento del piano è quello di mettere in sicurezza l’azienda e il personale. Contemporaneamente, come amministrazione, ci stiamo muovendo con Roma per ottenere l’aiuto necessario”. Il sindaco Rita Rossa e l’assessore Marcello Ferralasco hanno tenuto a battesimo, ieri, la presentazione del piano industriale Atm, firmato martedì dal consiglio di amministrazione dell’azienda di trasporto. “Atm è strategica per la città e non abbiamo intenzione di mandarla a bagno. Nessun posto di lavoro è a rischio”, ribadisce più volte il sindaco. E’ l’assessore Ferralasco a spiegarne la filosofia: mettere “in sicurezza” l’azienda, con una serie di tagli sui costi e tentativo di incrementare le entrate. “Le condizioni di Atm restano critiche ma l’azienda propone con questo piano una sorta di salvataggio per evitare il peggio”. E’ il primo passo, “poi occorrerà ripartire”.
Per “salvare” Atm sono in corso anche contatti a livello ministeriale per tentare di “spalmare” nel tempo il debito con l’erario e con gli istituti di previdenza. “In questo momento – ricorda Ferralasco – l’azienda non è a posto e quindi non potrebbe neppure tentare di proporre servizi ad altri comuni, che pure sarebbe in grado di fare”.
Sui contenuti del piano è il presidente Gianfranco Cermelli ad intervenire, ribadendo l’impianto già anticipato dal nostro quotidiano.
“Contratti di solidarietà per 50 dipendenti, non autisti, che verrebbero pagati al 75%, lavorando la metà del tempo”, un risparmio di circa 800 mila euro per i conti in rosso di Atm. Rivedendo “l’organizzazione del lavoro, con rifacimento dei turni e dei riposi” si può scendere di altri 50 mila euro circa. “Se il ministero del lavoro non dovesse autorizzare i contratti di solidarietà, eventualità che riteniamo difficile, si ricorrerebbe alla cassa integrazione in deroga”, anticipa Cermelli. Di nomi, assicurano, non ce ne sono ancora. Ma sono già state indicate le posizioni di chi si vedrà applicato il contratto di solidarietà, ausiliari del traffico, addetti alla stazione del metano, amministrativi. “Esclusi, sicuramente, gli autisti che sono, anzi, in numero ridotto”.
Sul fronte delle entrate Atm vorrebbe fare leva sulle tariffe dei parcheggi (portandole la 1 euro all’ora a 1,20) sul numero di stalli blu e sull’acquisizione di nuovi spazi spostando il mercato in viale Repubblica.Sul punto il sindaco anticipa che “si tratta di proposte che andranno valutate. Mi pare difficile oggi fare leva sull’aumento delle tariffe. Diverso è il discorso dello spostamento. Del resto siamo rimasti l’unico comune ad avere tra giorni di mercato”.
A breve, inoltre, l’azienda dovrebbe poter offrire anche un servizio di bus a noleggio: “abbiamo acquisito un mezzo dall’azienda di Milano a 5 mila euro ed abbiamo intenzione di rilevarne altri due, allo stesso prezzo, in ottime condizioni”, annuncia il presidente.
Ma la “sintonia” tra Atm e l’amministrazione suona poco bene alle orecchie dei sindacati: “noi poniamo come unica condizione il fatto che i dipendenti sono 229 e tali devono restare. Possiamo discutere sulla possibilità di accompagnare qualcuno alla pensione, ma ci vengano a parlare di esuberi”, dice Alessandro Porta della Uil.
Giuseppe Santomauro, Filt Cgil, ripercorre brevemente il percorso che ha portato all’approvazione del piano: “L’11 giugno 2013 è stato approvato dal Cda di Atm il piano industriale, ma perchè l’amministrazione Comunale ha redatto un suo piano industriale qualche giorno prima con la previsione di 50 esuberi non ricollocabili?”. In conferenza stampa il sindaco dirà “che quelle erano le indicazioni date al ministero per arrivare alla definizione di un piano di ammortizzatori”. Non basta per Santomauro: “perchè il piano redatto dalla giunta Rossa titola Atm in liquidazione?
Perchè il piano tutto Comunale non menziona la questione Cosap? (il Comune sapeva ma ha taciuto) .
Sfortunatamente le più rilevanti proposte del piano industriale elaborato da Atm restano in capo a a scelte dell’Amministrazione Comunale”. Quindi, secondo il funzionario Filt Cgil, “le incongruenze tra piano Atm e piano Comune di Alessandria non offrono le garanzie necessarie ad avviare il tavolo per gli ammortizzatori sociali (contratto di solidarietà tipo b) perchè non esistono garanzie che allo scadere dei 24 mesi ci sia il reintegro delle risorse poste in ammortizzatore (52 unità).
Inoltre da tutte le dichiarazioni aziendali emergerebbe che il settore degli autisti non verrebbe toccato, questa è una informazione falsa perchè il piano industriale Atm contiene anche le seguenti misure: cessazione della gestione servizio di valenza e relativa cessione a privati del personale interessato; cessazione dell’accredito di 3 giorni di ferie agli autisti; modifiche ai turni di lavoro con rimozione dei vincoli normativi derivanti da contrattazione decentrata avvicinandoli ai limiti sanciti dal ccnl di settore e la paventata possibilità di disdetta degli accordi di secondo livello (circa 300 euro mensili) ribadita con nota specifica che rimanda la decisione all’amministrazione comunale che avendo già deliberato la riduzione dei salari del 30% pare non lasci spazio a soluzioni diverse”.
Restano altri due interrogativi importanti: “perche’ ad Atm e’ stata chiesta per l’approvazione del bilancio 2012 la svalutazione del 60% dei crediti vantati nei confronti del comune pur sapendo che questo vorrebbe dire per la partecipata l’obbligo di liquidazione? perche’ nessuno dice che con il taglio regionale dei trasferimenti economici conto 2013/14/15 per Atm circa 1 milione di euro annui la partecipata non puo’ far altro che portare i libri in tribunale?”