Penna: “Alessandria deve sentirsi città universitaria”
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Penna: “Alessandria deve sentirsi città universitaria”

Audizione del direttore del Disit Graziella Berta alla Commissione Consiliare Cultura e Istruzione. Renzo Penna: “un incontro importante per conoscere le attività del Dipartimento”. L'importanza dei rapporti con le aziende del territorio

Audizione del direttore del Disit Graziella Berta alla Commissione Consiliare Cultura e Istruzione. Renzo Penna: ?un incontro importante per conoscere le attività del Dipartimento?. L'importanza dei rapporti con le aziende del territorio

ALESSANDRIA – Un incontro affinché il Consiglio comunale e la Commissione Consiliare Cultura e Istruzione prendano maggiore conoscenza delle attività dell’Università del Piemonte Orientale. È stato questo lo scopo dell’audizione di ieri, mercoledì 11 giugno, della professoressa Graziella Berta, che ha presentato le iniziative e la didattica del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica da lei diretto. Il presidente della Commissione Renzo Penna ha introdotto l’audizione osservando che Alessandria non si considera ancora una città universitaria. “Anche il ruolo e il peso di Alessandria nel tripolo universitario è da ripensare: Vercelli e Novara infatti hanno avuto maggiori possibilità di investimento – ha detto Penna – Il rettore Emanuel sostiene che bisogna compensare i minori trasferimento dallo Stato con un maggiore numero di iscritti: ora sono circa 10mila ma dovrebbero arrivare a 15mila. In una piccola università come quella del Piemonte Orientale bisogna puntare su un’offerta didattica innovativa e specialistica, mantenendo collegamenti al settore economico e industriale locale. Il Disit comunque è in una sede nuova e non ha problemi di spazi e di strutture”.

La professoressa Berta (nella foto) ha poi illustrato le attività del Dipartimento, nato dalla fusione della Facoltà di Scienze Mfn con i dipartimenti di Scienze dell’Ambiente e della Vita, di Tecnologie Avanzate e di Informatica. In una dettagliata relazione il direttore Berta ha parlato delle attività di ricerca nell’ambito dell’analisi del rischio ecologico, del monitoraggio ambientale, della genomica, proteomica, metabolomica e citochimica, della modellistica fisico-matematica, della mineralogia, degli studi sul mesotelioma. Ancora, al Disit i 72 tra i docenti e ricercatori e il centinaio tra assegnisti, borsisti, contrattisti e dottorandi si occupano di bonifiche ambientali, phytoremediation, phytodepuration, energie rinnovabili, nanosistemi, applicazioni della risonanza magnetica nucleare, agroalimentare (“un ambito poco noto perché si pensa legato alla facoltà di Agraria, ma molto attivo ad Alessandria” ha detto Graziella Berta). Molte ricerche sono compiute anche in ambito informatico: dal cloud computing all’intelligenza artificiale, dalla bioinformatica all’informatica medica e alla domotica. Quest’anno sono iscritti circa 1150 studenti, parecchi provenienti anche dal Sud Italia. La professoressa Berta ha illustrato anche i corsi di laurea triennali e magistrali: “il prossimo anno accademico purtroppo Scienze Ambientali non sarà più attivato: non è una scelta nostra ma un’imposizione del decreto Gelmini”. La relazione si è conclusa con la presentazione degli spin off, piccole aziende nate da docenti e ricercatori del Dipartimento, e dell’importanza dei rapporti col territorio.

Subito dopo hanno preso la parola alcuni dei consiglieri presenti. Davide Buzzi Langhi, Pdl, ha chiesto quali sono le percentuali di occupazione degli studenti che si laureano nel polo scientifico alessandrino. “I laureati magistrali sono praticamente tutti occupati e i migliori vanno all’estero. Vanno bene anche i laureati triennali in informatica e chimica, anche i biologi sono impiegati al 60-70 per cento – ha risposto la professoressa – dobbiamo rilevare che molti alessandrini vanno in altre città, qui vengono molti ragazzi residenti nei paesi vicini”.

Dall’audizione è emersa la necessità di aprire un incubatore di impresa che ora ha sede a Novara, un impegno che la professoressa Berta sta portando avanti e che il presidente della Commissione Renzo Penna vuole sostenere. Claudio Lombardi, assessore all’Ambiente, ha espresso il rammarico della chiusura del corso in Scienze Ambientali in una zona con molte emergenze e ha auspicato che le industrie finanzino la ricerca sulle metodologie di monitoraggio dell’ambiente e di bonifica. Mauro Cattaneo, Pd, ha chiesto alla direttrice del Disit dei servizi per gli studenti.

Graziella Berta ha risposto all’assessore che, pur non attivando più il corso di Scienze Ambientali, si manterranno insegnamenti e ricerca nel settore, con curricula nei percorsi formativi in Biologia e Chimica. Per quanto riguarda le bonifiche, la docente spera che, oltre alla ricerca, si possano affidare anche i lavori a degli spin off universitari. Sui servizi è emerso che all’interno dell’edificio del Disit non esiste un bar. Grazie un lascito ereditario sarà realizzata una zona verde intorno alla sede. “mi devo anche occupare di reperire fondi per il dipartimento – ha detto la professoressa – Possiamo ad esempio affittare l’aula magna, inoltre sarà stipulato un accordo con un’università privata per l’uso didattico dei laboratori”.

Paolo Berta ha chiesto della collaborazione tra Università e Ospedale, in particolare con il centro riabilitativo Borsalino, e della presenza di studenti disabili. “Ci sono attività in corso in questo ambito, ma non ancora con il Borsalino. Spero inoltre si possano consolidare i settori biomedico e ambientale ad Alessandria, mentre a Vercelli c’è il settore biotech” ha detto Graziella Berta.

In conclusione dell’audizione Renzo Penna ha auspicato un incontro con i responsabili del Politecnico di Torino, che in città ha chiuso le attività didattiche lasciando solo alcuni settori di ricerca, per analizzare anche la possibilità di riutilizzo della sede, nell’isolato a fianco del Disit. “Per quanto riguarda i servizi sarebbe importante attivare un Edisu (Ente regionale per il Diritto allo Studio, ndr), del Piemonte Orientale – ha concluso Penna – servirebbero inoltre agevolazioni per il trasporto degli studenti anche se data l’attuale situazione degli Enti locali non è possibile metterle in atto”.

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