Asl e Cisl: è polemica sui servizi al carcere
In una missiva inviata ai giornali il sindacato denuncia l'atteggiamento dell'Asl, che "contribuisce a creare disoccupazione e non fornisce con chiarezza informazioni sulla gara d'appalto tenuta per i servizi infermieristici delle strutture carcerarie". "Falso - risponde l'Asl - seguiamo la legge, che però è ambigua"
In una missiva inviata ai giornali il sindacato denuncia l'atteggiamento dell'Asl, che "contribuisce a creare disoccupazione e non fornisce con chiarezza informazioni sulla gara d'appalto tenuta per i servizi infermieristici delle strutture carcerarie". "Falso - risponde l'Asl - seguiamo la legge, che però è ambigua"
ALESSANDRIA – “L’Asl Al ha rinnovato il bando per il servizio di assistenza infermieristica presso le strutture carcerarie, e a seguito di questo è risultata vincitrice dell’appalto una s.r.l. con sede legale a Roma la quale parrebbe aver praticato un’offerta più vantaggiosa di circa il 30% rispetto alle altre. Tale risparmio, è stato subito chiaro, è stato operato con il taglio delle retribuzioni del personale impiegato che l’azienda ha immediatamente detto di non volere riassumere”.
E’ questa la denuncia della Funziona Pubblica Cisl, che ha subito contestato la violazione dell’articolo 37 del ccnl, introdotto nel contratto nazionale proprio per evitare che nei capitolati ci si “dimenticasse” d’inserire la “clausola sociale” (l’articolo prevede l’obbligo per l’azienda subentrante nell’appalto di riassorbire il personale già operante) e ha scritto all’Asl e alle altre Pubbliche Amministrazioni interessate chiedendo con forza che si verificasse quanto accaduto, al fine di tutelare i sette posti di lavoro dei dipendenti e ripristinare le corrette relazioni sindacali. “L’Asl Al tuttavia ad oggi non solo non ha ancora risposto, ma ha invece opposto rifiuto a fornire copia del carteggio relativo all’offerta ‘anomala’ della ditta aggiudicatrice dell’appalto – sostiene la Cisl – motivando che il controllo del sindacato non può spingersi ad un generale controllo dell’attività amministrativa e che comunque non aveva un interesse legittimo proprio a conoscere tale carteggio, cosa che, se in generale può anche essere conforme a giurisprudenza, nel caso concreto appare stucchevole e francamente imbarazzante per l’Asl”. Sempre secondo il sindacato, l’Asl non avrebbe risposto neppure alla lettera dell’Ipasvi di Alessandria (Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia) che denunciava il mancato rispetto delle tabelle relative al costo del lavoro. “Cos’ha da nascondere l’Asl? – si chiede il sindacato, che denuncia: “con questo atteggiamento l’Azienda Sanitaria Locale non solo si dimostra opaca oltre ogni decenza, ma danneggia i lavoratori di una città già gravemente colpita dalla crisi e contribuisce a creare disoccupati”.
La direzione dell’Asl è pronta però a rispedire al mittente le critiche, difendendo invece il proprio operato: “intanto non è vero che non abbiamo risposto. Lo abbiamo fatto con due missive, una al sindacato e l’altra proprio all’Ipasvi. L’Asl è stata corretta sul piano istituzionale e agisce con l’obiettivo di rispettare la legge e tutelare servizi offerti e lavoratori. La verità è che è stata fatta una gara e c’è una società vincitrice. Tale società è ovviamente tenuta a rispettare quanto prevede la legge e il contratto collettivo nazionale, e se non dovesse farlo appieno sarà la magistratura a dover intervenire, perché questo è quanto previsto dalla nostra giurisprudenza. Come Azienda Sanitaria non solo stiamo rispettando le norme (e proprio per tutelare i diritti di tutti non possiamo fornire informazioni sensibili a chi non ne ha titolarità), ma abbiamo anche contattato informalmente l’azienda vincitrice per un confronto utile a trovare soluzioni per i lavoratori, che è il massimo in nostro potere in questa situazione”. “Peraltro – conclude la direzione dell’Asl – la gara d’appalto è già stata oggetto di segnalazione al Tar Piemonte con la richiesta di una sospensiva e un ricorso tutt’ora avviato da parte di uno dei soggetti partecipanti. Sia il Tar che il Consiglio di Stato però hanno valutato che non fosse per ora necessario procedere con una sospensione della gara. C’è anche da sottolineare come siano necessari chiarimenti ulteriori in merito alla normativa: chi ha vinto la gara in questo caso non è una cooperativa ma una srl, e bisognerà vedere se è pertanto tenuta agli stessi obblighi di legge previsti per le cooperative. Per l’Asl la tutela di posti di lavoro e forme contrattuali era implicita nello stesso contratto nazionale e siamo convinti di aver agito nel pieno rispetto della correttezza e degli obblighi di legge. Speriamo, come tutti gli altri soggetti coinvolti, che sia possibile trovare quanto prima una soluzione che garantisca tanto il servizio quanto i lavoratori”.