Passa l’emendamento allunga-tempi per i conti
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5 Giugno 2013
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Passa l’emendamento allunga-tempi per i conti

Il senato ha approvato l'emendamento proposto dai parlamentari Fornaro e Borioli per allungare i tempi di rientro nell'equilibrio dei conti. Proposti anche due ordini del giorno (Fornaro e Repetti) per aumentare il fondo di finanziamento degli enti e per una più equa ripartizione

Il senato ha approvato l'emendamento proposto dai parlamentari Fornaro e Borioli per allungare i tempi di rientro nell'equilibrio dei conti. Proposti anche due ordini del giorno (Fornaro e Repetti) per aumentare il fondo di finanziamento degli enti e per una più equa ripartizione

ALESSANDRIA – Roma c’è e, ogni tanto, si fa sentire, anche se ancora non basta per risollevare le sorti di Alessandria. Ieri, in Senato, sono stati approvati una serie di emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione.  Ad interessare, in particolare Alessandria, è quello proposto dai senatori  Pd Federico Fornaro e Daniele Borioli, che consente agli enti che abbiano adottato la dichiarazione di dissesto nel corso del secondo semestre dell’esercizio finanziario, di presentare per l’approvazione del Ministero dell’interno una ipotesi di bilancio che garantisca l’effettivo riequilibrio entro il secondo esercizio.
Alessandria avrà quindi più tempo (fino al 31 dicembre 2013) per raggiungere l’obiettivo previsto dalla legge dell’equilibrio dei conti. “E’ un provvedimento immediatamente esecutivo che non risolve il problema, ma almeni consente di dare un po’ di respiro”, aggiunge il parlamentare. 
E’ stato anche approvato un ordine del giorno, sempre proposto dal senatore Fornaro che impegna il Governo a valutare l’opportunità di assegnare per il triennio 2014-2016 ai comuni in dissesto (21 nell’ultimo biennio) adeguate risorse finanziarie per contribuire al pagamento della massa passiva, tenendo in adeguata considerazione gli enti di maggiore dimensione demografica.
E’ assolutamente necessario – sottolinea il senatore Fornaro – che il Governo aumenti il fondo per i comuni in dissesto per evitare che tutte le conseguenze negative ricadano sulle imprese creditrici, sui lavoratori e sui cittadini (con tasse locali e tariffe al massimo). Ieri dal Senato sono arrivati alcuni primi segnali – seppur ancora insufficienti – per aiutare il comune di Alessandria a gestire una complessa situazione determinata dall’applicazione di una rigida normativa sul dissesto, che deve essere assolutamente integrata da un concreto sostegno economico da parte del Governo per ridurre al minimo gli effetti negativi sul piano sociale”.
Nella medesima seduta, è passato anche un ordine del giorno (in realtà era stato proposto come emendamento) proposto dalla senatrice Pdl Emanuela Repetti. “Un ordine del giorno che si integra con quello presentato dal gruppo del Pd”, aggiunge Fornaro.
“Il Governo si è impegnato a rivedere la ripartizione delle somme disponibili previste nel Fondo ordinario per il finanziamento dei bilanci degli Enti locali, destinate agli Enti locali in stato di dissesto finanziario. – spiega la senatrice del Pdl – Ad oggi il contributo è ripartito in base ad una quota procapite tenendo conto della popolazione residente, con la clausola che gli enti con popolazione superiore a 5000 abitanti siano considerati come enti di 5000 abitanti. Appare chiaro e condivisibile che il legislatore con questa clausola abbia voluto favorire gli enti piccoli. In questo modo però venivano penalizzati moltissimo, direi troppo, i comuni di medio-grandi dimensioni come Alessandria. L’impegno consiste in una più equa distribuzione del contributo, sempre tenendo conto dell’intento del legislatore nel favorire gli enti più piccoli, ma dando anche ai comuni più grandi un aiuto, se non risolutivo, concreto e proporzionato.
Per cui il contributo sarà ripartito per metà secondo la regola precedente, ovvero nel limite dei 5000 abitanti e per la restante metà distribuito sempre fra tutti i comuni, anche piccoli, procapite in base alla popolazione ma senza considerare gli enti più grandi di 5000 abitanti come quelli di 5000.
Mi è parsa una soluzione equa per dare un aiuto effettivo a tutti i comuni, primo fra tutti Alessandria. Ho ricordato infatti che dietro al dissesto di comuni di una certa dimensione come Alessandria, ci sono migliaia di persone, centinaia di famiglie e imprese che vivono una situazione drammatica, il cui destino dipende anche da questi finanziamenti.”
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