Quanto vale il tuo numero di cellulare?
Lera digitale porta con sé tante innovazioni e comodità, ma non è certo priva di rischi e brutte sorprese. Ne sa qualcosa Emanuele Locci, consigliere comunale ad Alessandria, che per un errore ha visto il suo numero privato assegnato a unaltra persona. E da lì sono cominciati i guai...
L?era digitale porta con sé tante innovazioni e comodità, ma non è certo priva di rischi e brutte sorprese. Ne sa qualcosa Emanuele Locci, consigliere comunale ad Alessandria, che per un errore ha visto il suo numero privato assegnato a un?altra persona. E da lì sono cominciati i guai...
ALESSANDRIA – Perdere la propria identità, la privacy, la libertà di spostarsi, effettuare pagamenti, perfino comunicare con persone care che si trovano lontane: sono decine i film di fantascienza che hanno nella propria trama la paura di poter essere “cancellati” e “bloccati” nella vita da un giorno all’altro da questa o quella autorità con la semplice pressione di un pulsante. In un mondo che corre veloce e che ha posto da tempo il cellulare, diventato sempre più “smartphone”, al centro del sistema di comunicazioni e relazioni di un essere umano la perdita del proprio numero telefonico può diventare un piccolo grande trauma, superiore alla sottrazione del cellulare stesso. Non ci credete? Chiedete allora al consigliere comunale Emanuele Locci (nella foto), che da un giorno all’altro si è visto, per un errore della sua compagnia telefonica, togliere il numero di cellulare che lo identifica ormai da 16 anni, e assegnarlo a un’altra persona.
Le conseguenze le racconta lo stesso Locci, spiegando che le stesse non riguardano solamente lui, ma anche l’incolpevole utente che si è visto, da un giorno all’altro, “catapultare” addosso la vita digitale (ben connessa con quella reale) del consigliere alessandrino: “questa persona ora riceve al posto mio decine di sms e telefonate dai miei concittadini che vorrebbero giustamente parlare con me, oltre a comunicazioni private legate alla mia attività di partito, con scambi quotidiani di messaggi anche con la segreteria nazionale. Da molti anni ormai diffondo con la massima trasparenza il mio numero di telefono non facendo distinzioni fra uso pubblico e privato, anche per essere sempre raggiungibile da semplici cittadini. Chi ha ora il mio numero viene contattato dai miei amici e conoscenti, ma non solo: riceve anche gli avvisi delle spese che io effettuo con bonifici bancari e carte di credito, oltre ai miei codici di accesso quando provo ad entrare nella casella di posta elettronica”. Come è facile immaginare, più applicazioni ci sono in un telefono connesse al numero di cellulare e peggio è in un caso come questo (anche perché è sempre più diffusa la pratica da parte di banche e fornitori di servizi di utilizzare proprio il recapito telefonico per inviare codici di conferma delle transazioni ndr).

“Tramite vie legali proverò a recuperare la mia numerazione – spiega Locci – non so se ci riuscirò ma, in ogni caso, questa dissavventura sta danneggiando la mia vita e continuerà a danneggiarla, mettendo a rischio la privacy mia e dei miei conoscenti, e compromettendo la mia stessa identità”.
“Questa vicenda – prosegue il consigliere comunale – mi ha aiutato a riflettere sulla precarietà di un mondo sempre più dematerializzato e virtuale, sia in termini di pericolo per la riservatezza delle persone che in termini di rischio sulla solidità del sistema dei servizi”.
Chi fosse curioso di scoprire come una vicenda del genere possa risolversi, non ha che da seguire gli sviluppi futuri: “la legge prevede un indennizzo di 100 euro per ogni anno precedente di utilizzo del numero dal momento della sua prima assegnazione nel caso in cui una persona ne venga espropriata senza ragioni e non riesca più a tornarne in possesso. Per me – conclude Locci – vorrebbe dire mille e seicento euro, ma, francamente, preferisco di gran lunga che mi ridiano il numero telefonico”.