Università, ultima chiamata
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Università, ultima chiamata

Appello del direttore del dipartimento Rizzello alla commissione consiliare Cultura e Istruzione: “abbiamo bisogno di strutture o siamo destinati a morire”. Presto un tavolo per trovare soluzioni percorribili di rilancio

Appello del direttore del dipartimento Rizzello alla commissione consiliare Cultura e Istruzione: “abbiamo bisogno di strutture o siamo destinati a morire”. Presto un tavolo per trovare soluzioni percorribili di rilancio

ALESSANDRIA – L’università alessandrina si trova nuovamente di fronte ad un bivio: rilanciare o rischiare la chiusura. E’ forte l’appello che ha voluto lanciare il direttore di dipartimento (con l’applicazione della riforma Gelmini non si parla più di facoltà ma di dipartimenti) Salvatore Rizzello (nella foto) davanti alla commissione consiliare Cultura e Istruzione, convocata dal presidente Renzo Penna.
Dall’audizione emerge un quadro di dinamicità dell’ateneo e della forte volontà del rettore e del corpo accademico di rilanciare un programma di corsi, specializzazioni e proposte in grado di portare l’università alessandrina ad alti livelli nazionali e internazionali. Una sola e “ricorrente” nota dolente: “la carenza di strutture adeguate”.
Rizzello non nasconde che “la sede del dipartimento di giurisprudenze, scienze politiche, economiche e sociali, ossia palazzo Borsalino, è ormai al limite. Siamo la cenerentola del Piemonte Orientale”. Dal prossimo anno, infatti, partirà anche ad Alessandria il corso di laurea in economia aziendale: “ci aspettiamo un boom di iscrizioni, di circa 100, 150 matricole. Per il primo anno, con la soppressione del corso di giurisprudenza informatica, a seguito della riforma Gelmini, riusciamo a sopperire, ma già dal secondo anno potrebbero esserci difficoltà”.
Tutta colpa delle difficoltà economiche del comune di Alessandria e della Provincia? In gran parte sì, ma non solo. E’ mancata una regia comune, una volontà “politica” di fare squadra per trovare soluzioni. Il “nuovo corso” potrebbe iniziare domani, “e questa è probabilmente l’ultima chance se si vuole credere e puntare sull’università di Alessandria”.
Sarà quindi attivato un tavolo tecnico in cui potrebbero entrare a fare parte il Comune, la Provincia, l’Edisu (ente per il diritto alla studio), le Fondazioni e l’università stessa.
Il protocollo di intesa siglato lo scorso anno, che prevedeva un finanziamento da parte delle amministrazioni pubbliche comunali e provinciali e della Fondazione cassa di Risparmio “è stato di fatto disatteso”, rileva il direttore, a causa delle difficoltà economiche degli enti. Così come sono pian piano sfumate le altre ipotesi di una nuova sede universitaria: l’ex ospedale militare di via Cavour “che è risultato costare il triplo di quanto inizialmente preventivato”, la cessione in comodato d’uso dell’ex caserma dei carabinieri poiché “il presidente della Provincia Paolo Filippi ha dichiarato che se la vogliano, ce la dobbiamo comprare. Noi, come ateneo, i fondi per l’acquisto non li abbiamo, ma abbiamo quelli per il recupero”, dice Rizzello. Salvo “miracoli” il capitolo resto quindi chiuso. Si era aperta la speranza di un trasloco alla caserma Valfrè, che potrebbe diventare una vera e propria cittadella della giustizia, con nuovo tribunale, studi di avvocati e campus universitario. Rizzello non molla il “sogno” di Alessandria cittadina universitaria “che contribuirebbe ad una rivitalizzazione culturale ma anche economica”. Sono tutti d’accordo i membri della commissione, a partire dal presidente e dall’assessore (presente Falleti). “Comprendo le difficoltà economiche degli enti locali, ma si possono percorrere altre strade”. Si chiamano Fondazioni, ma anche Regione: “è convinzione comune che l’ente per il diritto allo studio abbia operato in modo torinocentrico”, ricorda il consigliere comunale Davide Buzzi Langhi.
Una via più rapida, e meno costosa, per iniziare la via del rilancio la indica Rizzello: “abbiamo un patrimonio bibliotecario ricchissimo e di grande valore, con continue donazioni, che attrae studiosi anche da altre città. C’è uno spazio immenso nel seminterrato di palazzo Borsalino dove, se recuperato, potrebbe ospitare la biblioteca che potrebbe essere messa a disposizione della città”. Un altro punto di partenza per “costruire un’agenda”come propongono i consiglieri del Pd Berta e Cattaneo, da portare al costruendo tavolo per l’università.
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