Amiu, “ora almeno c’è un fronte comune”
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I.N. - irene.navaro@alessandrianews.it  
17 Maggio 2013
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Amiu, “ora almeno c’è un fronte comune”

Amministrazione, liquidatori e sindacati si sono incontrati per valutare le ipotesi di passaggio dei dipendenti Amiu ad Aral, in attesa delle sentenza del tribunale. Non un distacco funzionale ma il licenziamento da Amiu e la riassunzione in Aral. "Ci sono questioni tecniche da definire", dicono i sindacati che sottolineano però il ritrovato "fronte comune" con Palazzo Rosso

Amministrazione, liquidatori e sindacati si sono incontrati per valutare le ipotesi di passaggio dei dipendenti Amiu ad Aral, in attesa delle sentenza del tribunale. Non un distacco funzionale ma il licenziamento da Amiu e la riassunzione in Aral. "Ci sono questioni tecniche da definire", dicono i sindacati che sottolineano però il ritrovato "fronte comune" con Palazzo Rosso

ALESSANDRIA – A piccoli passi verso il passaggio dei dipendenti da Amiu ad Aral. Si sono svolti questa settimana una serie di incontri su più tavoli per vedere di “sbrogliare la matassa” del trasferimento dei lavoratori e dell’attività dalla partecipata al consorzio.
L’altro giorno l’amministrazione comunale ha infatti incontrato i comuni che hanno un contratto di servizio in essere con Amiu per capire, su esplicita richiesta del tribunale fallimentare, l’orientamento circa l’ipotesi del passaggio. La risposta sembra essere stata positiva.
Ieri, invece, si sono incontrati i liquidatori, con l’amministrazione e i sindacati, sempre per capire “come concretamente portare avanti questo passaggio”. Si parte, però, da un punto fermo: “c’è una visione unanime, questa volta, sul fatto di percorrere questa via, se sarà possibile”, spiega Alessandria Porta di Uil.
Restano le difficoltà “tecniche” da superare, “sui cui solo avvocati e liquidatori” potranno fare luce. Intanto, manca la pronuncia del tribunale fallimentare, che potrebbe arrivare non prima di metà giugno. Nel frattempo, lo stesso tribunale chiede un piano industriale per capire come potrebbe essere gestito il trasferimento di uomini e mezzi. “L’ipotesi non è quella di un comando funzionale ma quella di un passaggio attraverso il licenziamento di tutto il personale Amiu e la risssunzione in Aral. Ci sono però problemi da superare, come il riconoscimento del Trf che in questo momento Amiu non sarebbe in grado di corrispondere”.
I tempi, secondo Porta, non possono essere brevi. Entro la fine del mese l’azienda dovrebbe presentare un’ipotesi su come affrontare l’operazione. Dopo la metà di giugno la pronuncia del tribunale. “E poi ci sarà da valutare bene le clausole e i dettagli”. Un lavoro certosino, da tecnici. Ma, di positivo, ci sarebbe anche il fatto che potrebbe essere sospesa l’asta per la vendita della sede pignorata. “Aral non avrebbe, infatti, le strutture per ospitare i lavoratori e i mezzi Amiu”, sottolinea Porta.
Ci si poteva arrivare prima a questo risultato? “Diciamo che la nostra manifestazione a Roma ha dato un bello scossone…”
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