“Controlli 24 ore su 24, nonostante il dissesto”
Aumentano le segnalazioni di episodi di "violenza in strada" ma i dati non confermano un aumento della criminalità: "c'è però una maggiore percezione di insicurezza", dice il comandante vicario Bassani. Incrementati i controlli al Cristo e nei quartieri Europa e Pista, in attesa del passaggio della control room alla Questura
Aumentano le segnalazioni di episodi di "violenza in strada" ma i dati non confermano un aumento della criminalità: "c'è però una maggiore percezione di insicurezza", dice il comandante vicario Bassani. Incrementati i controlli al Cristo e nei quartieri Europa e Pista, in attesa del passaggio della control room alla Questura
ALESSANDRIA – La scorsa settimana un uomo di 37 anni è stato aggredito per aver tentato di difendere un cagnolino dalle ire del padrone. Pochi giorni dopo un nostro lettore ci segnala di essere stato costretto a fuggire da tre uomini, probabilmente ubriachi, dopo aver tentato di farli desistere dal molestare due ragazze. E di episodi simili, piccoli grandi soprusi da strada, se ne verificano tutti i giorni, senza contare le tentate truffe o i furti.
Alessandria come il Bronx? Non secondo i dati e secondo quanto afferma il comandante vicario Alberto Bassani (nella foto con il sindaco Rossa) alla guida del corpo di polizia Municipale dopo le dimissione del comandate Rossi.
“Si è verificato negli ultimi mesi una intensificazione di episodi di rapine e altri reati contro il patrimonio, su cui hanno ben lavorato tutte le altre forze dell’ordine, accrescendo gli sforzi dove ci sono criticità. Anche da parte nostra c’è stata una intensificazione degli sforzi, con le risorse a nostra disposizione, che non nego essere carenti, sia dal punto di vista umano che finanziario”.
Non si vuole nascondere dietro un dito il comandate Bassani. “Ma Alessandria non è certo paragonabile per violenza alle grandi città”. C’è però una maggiore percezione di insicurezza, alla quale va data comunque una risposta: “aumentando, come abbiamo fatto, i servizi nelle ore serali in zone sensibili come il quartiere Cristo. Assicuriamo poi una presenza quotidiana di una pattuglia in auto nei quartieri Pista ed Europa per un’azione di prevenzione. Stiamo monitorando piazzale Berlinguer ed un’altra serie di interventi puntuali su segnalazione. Molte – prosegue il comandante – riguardano la presenza di persone dedite all’attività di accattonaggio. Noi in questi ed altri casi interveniamo nei limiti che la legge ci impone: se si tratta di persone non italiane, in posizione di irregolarità, non possiamo fare altro che identificarli e segnalarli alla Prefettura o alla Questura nel caso in cui risulta che abbiano dei precedenti. Il nostro compito, in questo senso, si deve limitare alla prevenzione”. 
“Esatto. C’è anche tutta una attività di prevenzione legata alle giornate di mercato, con personale in borghese in piazza Garibaldi, di controllo sui venditori abusivi e sullo svolgimento regolare delle attività. Ma la polizia municipale è chiamata a svolgere anche e soprattutto attività di controllo del traffico, di accertamento dei reati connessi al codice della strada, attività di polizia giudiziaria e di controllo amministrativo, dei controlli su automezzi e sugli esercizi commerciali e tanto altro”.
In tutto questo groviglio di attività, che risposta potete dare in particolare alla richiesta di maggiore sicurezza?
“Io parlerei di percezione, più che di sicurezza. Poi, ripeto, la risposta che diamo è quella di un maggior controllo del territorio presidiando le zone critiche anche in orari serali, come al Cristo, dove cerchiamo di essere presenti almeno fino alla chiusura delle attività commerciali, ma anche di sera”.
Secondo lei pesa la situazione di grave difficoltà economica alessandrina sulla percezione di una mancanza di sicurezza e nell’operato della polizia?
“Il personale di polizia ha continuato a lavorare con grande impegno e senso di responsabilità, come ha sempre fatto. C’è evidentemente, tra la popolazione e anche tra gli agenti, una preoccupazione per quello che sarà il futuro.”
La mancanza di risorse come incide sul vostro lavoro quotidiano?
“Mancano risorse economiche per quanto riguarda l’organizzazione di eventi straordinari, come le manifestazioni, ma questo non significa che non vengano garantiti tale servizi. Le ore in più non vengono pagate e vanno a recupero ma l’emergenza viene affrontata ugualmente. Cerchiamo, laddove possibile, di appoggiarci ai volontari della polizia municipale, c’è il tentativo di razionalizzare al meglio le risorse umane e dei mezzi. Non a caso, abbiamo ridotto il parco mezzi, dismettendo quelli più vecchi.”

“Lo diciamo da tempo: il rapporto tra agenti e numero di abitanti dovrebbe essere uno ogni 600. Il corpo di polizia municipale di Alessandria è composto da 91 agenti mentre dovremmo essere 150, in più operiamo in un territorio molto vasto, con sobborghi distanti dal centro. Tuttavia, cerchiamo ugualmente di mantenere il servizio 24 ore su 24. La dotazione tecnica, invece, grazie ad investimenti fatti in passato, è buona. Si tratta di mantenerla in efficienza”.
Per quanto riguarda la control room? Il sindaco Rita Rossa aveva annunciato l’intenzione di disfarsene.
“Le telecamere sono attive, funzionanti e monitorate. Non si tratta di dismetterle ma di passare la gestione alla Questura. Stiamo attendendo il via libera”
E l’unità cinofila? Nell’ottica di risparmiare, si era accennato alla possibilità di cedere i due cani..
“Per ora sono ancora attivi e anche in questo caso stiamo attendendo di capire come meglio agire. Oltre tutto sono cani che hanno operato più volte anche fuori dalla realtà cittadina, vengono spesso richiesti per servizi in altre città, come Torino. Recentemente hanno contribuito a portare a termine una serie di arresti e denunce a Venaria Reale.”
Sempre a proposito di controllo del territorio con l’ausilio di nuove tecnologie, non ci può essere la tentazione, vista la situazione finanziaria, di aumentare i controlli stradali solo per fare cassa?
“No, non è quello il nostro obiettivo. I controlli ci sono e saranno probabilmente implementati ai fini della sicurezza stradale. In questo campo, inoltre, portiamo avanti da tempo una attività di educazione importante nelle scuole. Può sembrare ‘tempo perso’ viste le scarse risorse, ma non è così. A costo di sembrare banale, l’attività di educazione nelle scuole è fondamentale e su questo punto è d’accordo anche l’assessore Ivaldi, che è il nostro referente nell’amministrazione”.