Rossa: “novità da Roma o dopo maggio sarà il collasso”
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Rossa: “novità da Roma o dopo maggio sarà il collasso”

Nuovo, disperato, appello del sindaco: "le risorse basteranno solo per un mese ancora. La Regione ci ha abbandonati, lo Stato non risponde. Serve il tavolo interministeriale questa settimana. Con la scelta di congelare i soldi dell'Imu il nostro Comune sarà, se possibile, ancora più in difficoltà"

Nuovo, disperato, appello del sindaco: "le risorse basteranno solo per un mese ancora. La Regione ci ha abbandonati, lo Stato non risponde. Serve il tavolo interministeriale questa settimana. Con la scelta di congelare i soldi dell'Imu il nostro Comune sarà, se possibile, ancora più in difficoltà"

ALESSANDRIA – Il sindaco Rita Rossa torna a lanciare un forte grido d’allarme per lo stato di salute delle casse comunali, in grado, allo stato attuale delle cose, di reggere non oltre il mese di maggio. “Siamo qui per sottolineare che davvero non c’è più tempo a disposizione – spiega il primo cittadino – e che Roma non può dimenticarsi delle promesse fatte e della solidarietà che deve legare enti dello Stato”. I problemi in queste ultime settimane per la città di Alessandria, sono, se possibile, ancora aumentati.

Prosegue Rita Rossa: “dopo la disponibilità dimostrata dal Governo precedente noi abbiamo immediatamente congelato tutte le procedure di liquidazione in corso a livello comunale per 10 giorni, ma il tempo è scaduto e ogni giorno successivo è un danno e un costo fuori bilancio per la città, che non possiamo assolutamente permetterci. Noi abbiamo bisogno di tempo e risorse, non per perpetrare la situazione attuale ma per mettere in atto tutte le riforme che abbiamo in mente. Senza un intervento da Roma però la situazione è ormai compromessa, anche alla luce delle pesanti novità intervenuti negli ultimi giorni”. 

Il riferimento del sindaco è alla decisione del Governo nazionale di stoppare, come pare, il pagamento dell’Imu per la prima casa da parte dei cittadini, consentendo contestualmente ai Comuni di ricorrere alle anticipazioni di cassa per far fronte ai mancati introiti, in attesa, forse, di nuovi stanziamenti studiati ad hoc. “Questa è una decisione condivisibile nella misura in cui si pone con obiettivo di non vessare i cittadini, ma per noi è un dramma. Questa soluzione ad Alessandria è impraticabile – ha spiegato Rossa – perché abbiamo già fatto ricorso al massimo delle anticipazioni possibile, cioè 5/12 del bilancio complessivo e quasi tutti questi soldi sono già stati spesi”. Ad aggravare ulteriormente il quadro, denuncia il sindaco, il comportamento della Regione: “che si è completamente dimenticata di noi e che ha deciso di tagliare i fondi del trasporto pubblico locale penalizzando formentemente Alessandria e Biella. Ma i mancati trasferimenti riguardano anche servizi ancor più essenziali, come quelli sociali. La Regione non ha ancora versato i 4 milioni che deve al Cissaca”. 

Che fare dunque? “Questo appello – spiega il sindaco – serve proprio per far comprendere a tutti la gravità della situazione. Alessandria può essere una guida per le città che in futuro dovranno affrontare situazioni analoghe, ma ciascuno deve fare responsabilmente la propria parte. Ho già ricontattato diversi ministri e oggi scriverò nuovamente anche al capo del Governo, non esistono soluzioni alternative a quelle di un intervento immediato da parte dello Stato. Mi aspetto un ulteriore sforzo anche da parte dei Parlamentari eletti dal nostro territorio. Finora, ci tengo a sottolinearlo, non abbiamo licenziato un solo lavoratore, ma rischiamo il tracollo, anche perché la città ormai è molto legata al pubblico anche sul piano economico. Il settore privato è già stato costretto a licenziare molto, e i mancati pagamenti nei confronti dei fornitori del Comune in passato hanno aggravato ancor di più la situazione. Con tempo e risorse potremmo attivare la cassa integrazione in deroga e anche percorsi di tirocinio formativo, fondamentali per riqualificare parte del personale e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini, compreso un notevole risparmio in futuro. Penso per esempio ai tecnici del Sit e a tutte le innovazioni che servono in ambito tecnologico anche nelle partecipate. Invece di pagare consulenze esterne un domani potrebbero essere proprio questi lavoratori ad occuparsene. Ma un discorso analogo si può fare anche per il Teatro e per gli altri settori. Se si perdono professionalità e occasioni ora, sarà sempre più difficile e costoso ricostruirle in futuro”. 

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