Filippo Zaio: “con la nuova Giunta niente più alibi”
Il neonominato capogruppo di "Insieme per Rita Rossa" illustra la situazione del governo cittadino dopo il rimpasto di giunta e traccia il nuovo corso scelto dall'amministrazione: "abbiamo discusso a volte fin troppo in questi mesi. I cittadini non posso attendere oltre, adesso è giunto il tempo delle scelte"
Il neonominato capogruppo di "Insieme per Rita Rossa" illustra la situazione del governo cittadino dopo il rimpasto di giunta e traccia il nuovo corso scelto dall'amministrazione: "abbiamo discusso a volte fin troppo in questi mesi. I cittadini non posso attendere oltre, adesso è giunto il tempo delle scelte"
ALESSANDRIA – Filippo Zaio, neonominato capogruppo della lista Insieme per Rita Rossa (incarico lasciatogli in eredità da Marica Barrera, diventata assessore), fa il punto sulla nuova compagine di governo cittadino e ammette: “siamo felici dell’incontro fra sindacati ed esponenti del parlamento a Roma. Speriamo però che porti a risultati concreti e non sia solo un nuovo rallentamento in merito alle decisioni che la città aspetta”.
Filippo Zaio, la nuova giunta di Rita Rossa riparte da una riorganizzazione degli incarichi e da una nuova maggioranza. A cosa sono serviti questi primi mesi? Molti vi rimproverano di aver perso tempo…
Questi primi mesi sono serviti per prendere confidenza con una situazione che, per quanto complessa, era difficile da prevedere così come poi si è palesata, e gli imprevisti non sono mancati. Però è parzialmente vero che si è perso forse un po’ di tempo: ci siamo arrovellati a discutere all’interno della maggioranza fin troppo, con il risultato di raggiungere in più di una situazione un vero e proprio stallo. Il rimpasto è frutto anche della volontà di superare queste difficoltà e procedere spediti nella direzione che si è scelto di seguire.
Quali sono gli obiettivi che ora vi ponete come maggioranza?
Quelli di ascoltare le esigenze della città e in particolar modo dei cittadini. E’ inaccettabile che si paghino tariffe al massimo e non si riesca spesso ad avere servizi all’altezza. Speriamo che da Roma arrivino buone notizie, ma soprattuto che i processi in corso non vengano nuovamente stoppati. A me viene da sorridere quando sento sul piano nazionale alcune delle critiche mosse a Renzi, del quale sono forte sostenitore. Si vede che è un sindaco e ha esperienza di quel che dice. Il tempo delle scelte per la città non può più essere prorogato, e dobbiamo esserne consapevoli e tutelare le esigenze di tutti. Non sono così convinto, per esempio, che i commercianti di Alessandria o coloro che non riescono più a pagare le bollette imposte dal dissesto siano così sensibili verso i problemi degli “altri” cittadini. Affrontare le difficoltà a livello globale vuol dire mettere in campo inventiva ma anche capacità di prendere decisioni scomode se serve. Personalmente sto lavorando con le rsu del Comune sul processo di spending review all’interno di Palazzo Rosso: si tratta concretamente di ridurre tutti gli sprechi possibili, così da salvare anche posti di lavoro. Parlare di riorganizzazione e non di tagli “secchi” è un processo virtuoso che coniuga maggiore efficienza e salvaguardia delle persone. Noi abbiamo l’obbligo di farlo per rilanciare tante partite ora sopite, come quella del teatro alessandrino, dove i lavoratori il posto di lavoro lo rischiano davvero.
Come risponde a chi dice che lavoratori e sindacati sono riusciti a portare a casa da Roma un risultato che il sindaco in tanti incontri non è stato capace di ottenere?
Penso che ognuno faccia il suo gioco, e c’è chi è interessato a portar acqua al suo mulino. La manifestazione di Roma andava probabilmente fatta prima, e noi vi avremmo partecipato volentieri se ce ne avessero data la possibilità. Non è vero che è mancato il dialogo con i sindacati, come ogni tanto sento dire, anzi: rispetto alla precedente amministrazione gli incontri sono stati ben più frequenti e in qualche caso forse non valorizzati a dovere. Potevamo comunicare meglio, ma un canale è sempre rimasto aperto. La mia posizione non è certo quella di opposizione ai sindacati ma, ripeto, è giusto guardare alla globalità della città e non solo a una parte dei lavoratori. Il compito della politica è quello di prendere decisioni per tutti i cittadini, salvaguardando l’interesse generale. Il nostro impegno va in quella direzione, a costo di non essere capiti e non essere votati alla prossima tornata.
Ma quali saranno i vostri ambiti di azione a medio termine?
L’Università in primo luogo, ma anche il Pisu e l’attenzione all’ambiente, intesa come qualità dell’aria e scelta di politiche che prevedano un centro pedonale realmente vivibile. In contemporanea c’è ovviamente la riorganizzazione delle partecipate, e lì ogni realtà va valutata come caso a parte, perché ciascuna ha le sue peculiarità. E poi tornare a dialogare con i cittadini. La redistribuzione delle deleghe all’interno della giunta sono convinto servirà anche a questo.
Lei è uno dei più giovani in consiglio comunale: pensa ci sia bisogno di un ricambio generazionale?
Non credo che sia una questione solo anagrafica, anzi. Persone con esperienza possono dare il loro contributo, ma certamente quello che serve è un giusto mix e l’attenzione ai giovani che hanno voglia di impegnarsi non va messa in secondo piano. Personalmente ho avuto un primo approccio alla politica, con il Pdl, in circoscrizione, ai tempi del governo Scagni. Là però si poteva fare ben poco e sono convinto sia stato un bene eliminare le circoscrizioni. Quell’esperienza mi ha un po’ deluso e infatti alla scorsa tornata non mi sono candidato. Matteo Renzi ha risvegliato in me la voglia di partecipare: ho scelto la lista civica perché era una realtà composita e ricca di sfumature, e non è un caso che abbia preso l’8% delle preferenze. A discapito della mia ammirazione per il sindaco di Firenze devo ammettere che non sono un fan della rottamazione ‘tout court’: contano molto più le idee che ciascuno esprime della sua età anagrica.