Alessandria chiama, Roma risponde. Oggi il sindaco dal Prefetto
I circa 400 lavoratori partiti dal capoluogo verso la capitale sono tornati con qualche speranza in più e la rassicurazione che la politica ha ancora uno spazio da giocare al fianco della burocrazia e della fredda contabilità. Ma lincognita resta quella dei tempi: per questo motivo oggi il sindaco Rossa incontra il Prefetto
I circa 400 lavoratori partiti dal capoluogo verso la capitale sono tornati con qualche speranza in più e la rassicurazione che la politica ha ancora uno spazio da giocare al fianco della burocrazia e della fredda contabilità. Ma l?incognita resta quella dei tempi: per questo motivo oggi il sindaco Rossa incontra il Prefetto
ALESSANDRIA – 12:30 Oggi il sindaco dal Prefetto TafuriDopo le notizie arrivate dalla Capitale durante la manifestazione di sindacati e lavoratori di ieri, ora è il sindaco a chiedere delle risposte urgenti al Ministero e al Governo. Oggi alle 13 il sindaco Rita Rossa sarà dal Prefetto di Alessandria Romilda Tafuri per chiedere un decreto legge ad hoc per Alessandria, ma entro le 48 ore. Sembra infatti che il sindaco abbia appreso positivamente la volontà del ministro Cancellieri di modiche normative e di un tavolo ministeriale, ma che ora il nemico sia davvero il tempo. “Serve che questo decreto per fermare le liquidazioni arrivi dal Ministero, entro 48 ore”. Come a dire: bisogna davvero fare in fretta. Infatti secondo la legge civile, una sospensione immediata delle liquidazioni in corso, senza tutela di una normativa al riguardo o di un decreto, porterebbe a ricadute e conseguenze a livello penale per le persone che oggi rappresentano i liquidatori delle aziende partecipate alessandrine. Intanto il sindaco già nella giornata di oggi invierà anche due lettere al ministro Cancellieri e al presidente della Camera Boldrini, interlocutori con i sindacati ieri a Roma.
[seguiranno aggiornamenti]
Ieri i vertici confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno svolto tre incontri con alcune fra le più alte cariche istituzionali del nostro paese: prima il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, insieme al ministro espressione del territorio Renato Balduzzi, a Giancarlo Verde, direttore centrale della finanza locale, al prefetto Alessandro Pansa, capo del dipartimento affari interni e territoriali, a Franca Triestino, vice capo gabinetto vicario e al prefetto Rosaria Cicala, poi incontrando i capigruppo della Camera dei Deputati e i Senatori e Parlamentari “alessandrini” del Pd, Cristina Bargero, Daniele Borioli e Federico Fornaro, insieme con Fabio Lavagno di Sel e alcuni parlamentari del M5S (oltre al segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero), infine nuovamente il ministro Cancellieri insieme con la presidente della Camera Laura Boldrini (nell’articolo di ieri la cronistoria della giornata, e qui la nostra diretta twitter). Sul tavolo diverse richieste: su tutte la possibilità di affrontare un percorso dignitoso per uscire dalla crisi, fatto di tempi ragionevoli per mettere mano a una sofferenza economica generata da decenni di squilibri di bilancio e insanabile ora in pochi mesi, a meno di provvedimenti così drastici da rischiare di uccidere il “paziente Alessandria”. E’ stata chiesta quindi la possibilità di rivedere la norma sul dissesto, eccessivamente punitiva nei confronti dei cittadini, ma anche miope nell’individuare servizi essenziali o meno (fra le altre, la richiesta di tutelare almeno il comparto dell’istruzione e della formazione, a partire dagli asili nido), offrendo un piano di rientro dai debiti più diluito nel tempo e la possibilità, durante una fase di ristrutturazione per riequilibrare entrate e uscite del Comune comunque da affrontare, almeno di utilizzare tutti gli ammortizzatori possibili, compresi alcuni speciali da istituire ad hoc se necessario.
La politica ha risposto all’appello, almeno formalmente, andando forse al di là delle speranze degli stessi partecipanti, ormai abituati sul piano locale a un dialogo bloccato su posizioni “che da tempo hanno smesso di parlarsi davvero”, come spiegano sconfortati i lavoratori.


Se oggi siamo più ottimisti? Sì, ed è l’ottimismo che deriva dal fatto di essere riusciti a far capire in quale situazione, realmente, si trova la città”.
