Federazione della Sinistra: “cacciati perché difendiamo i lavoratori”
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Federazione della Sinistra: “cacciati perché difendiamo i lavoratori”

L'ormai ex assessore Giorgio Barberis spiega insieme ai vertici territoriali della FdS le ragioni che li hanno spinti fuori dalla nuova giunta di Rita Rossa: "nessuno nei nostri punti è stato preso in considerazione, a partire dalle garanzie sui livelli occupazionali. Da noi proposte ragionevoli, ciascuno si assuma le sue responsabilità"

L'ormai ex assessore Giorgio Barberis spiega insieme ai vertici territoriali della FdS le ragioni che li hanno spinti fuori dalla nuova giunta di Rita Rossa: "nessuno nei nostri punti è stato preso in considerazione, a partire dalle garanzie sui livelli occupazionali. Da noi proposte ragionevoli, ciascuno si assuma le sue responsabilità"

 ALESSANDRIA – “Non è corretto dire che ci siamo defilati, né che ci siamo autosospesi. La verità è che siamo stati accompagnati alla porta dal sindaco Rita Rossa perché ha ritenuto che alle nostre proposte, di assoluto buon senso, fosse impossibile dare una risposta positiva”. Sono parole molto chiare quelle pronunciate ieri, lunedì 8 aprile, pochi minuti dopo la presentazione della nuova giunta da parte del primo cittadino. A poche stanze di distanza infatti la Federazione della Sinistra ha dato appuntamento ai giornalisti per spiegare le proprie ragioni in merito al rimpasto voluto dal primo cittadino, senza sconti né mezze parole: “il sindaco ha fatto uscire una forza di sinistra per integrare in giunta forze vicine al pensiero montiano e al principio secondo il quale prima di tutto vengono i numeri. Così facendo si assume la responsabilità di una scelta che riteniamo sbagliata e che rischia di gettare la città in un baratro sociale sempre più pericoloso”. I cinque punti sui quali la Federazione della Sinistra sabato scorso si è “finalmente” incontrata con il primo cittadino non erano negoziabili: “salvaguardia dei livelli occupazionali in Comune e nelle partecipate, apertura di un tavolo permantenete anti-crisi, rispetto del programma elettorale, contestazione della normativa nazionale in materia di dissesto, maggiore condivisione e trasparenza nelle scelte”. A queste proposte Rita Rossa “non ha voluto rispondere per lungo tempo, e quando lo ha fatto, spesso a mezzo stampa, ci ha accusati di essere demogogici, senza rendersi conto che è proprio lei a pensare, sbagliando, che ricette liberiste che tanti danni hanno già causato possano salvare la città”. 

“Siamo dispiaciuti che Rita Rossa abbia scelto di prendere una strada diversa rispetto a quella promessa in campagna elettorale, quando risuonavano slogan come ‘insieme per uscire della crisi’ e ‘nessuno verrà lasciato indietro’. E’ evidente dalle sue parole e da quelle di chi la circonda ora che la scelta è quella di puntare sulle privatizzazioni dei servizi e delle aziende partecipate e sui conseguenti tagli al personale. Non è la nostra via, e su questo siamo pronti, quando necessario, a radicalizzare lo scontro: resteremo al fianco dei lavoratori e in difesa dei più deboli, che non devono e non possono pagare questa crisi al posto dei veri responsabili. Andremo a Roma alla manifestazione con i sindacati e da oggi in Consiglio comunale saremo pronti ad appoggiare le scelte che riterremo migliori per i lavoratori e a osteggiare duramente le altre”. 

A chi chiede cosa ne pensino dell’ingresso di Sinistra Ecologia e Libertà al posto della Federazione nella compagine di governo cittadino i vertici di FdS (presenti alla conferenza stampa, oltre all’ormai ex assessore Giorgio Barberis, fra gli altri, anche Stefano Barbieri, segretario regionale PdCI e Ciro Fiorentino capogruppo in consiglio comunale) rispondono allargando le braccia: “bisognerebbe chiederlo prima di tutto a loro. Siamo stupiti perché hanno condiviso finora il percorso con noi, ed eravamo convinti la pensassero allo stesso modo. Pensiamo stiano sbagliando ma saremo i primi a essere felici se riusciranno a ottenere dall’interno risultati migliori dei nostri. Non verrà certo meno il dialogo, anche se ciascuno fa le scelte che ritiene più giuste e se ne assume ovviamente le responsabilità”. 

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