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Centrale idroelettrica sul Bormida, ad Alessandria non un euro
E' in fase di realizzazione una centralina idroelettrica sul fiume Bormida, a ridosso del ponte. L'iter delle autorizzazioni di competenza della Provincia, i soldi del canone annuo per lo sfruttamento della risorsa idrica saranno corrisposti alla Regione. E ad Alessandria neppure le briciole
E' in fase di realizzazione una centralina idroelettrica sul fiume Bormida, a ridosso del ponte. L'iter delle autorizzazioni di competenza della Provincia, i soldi del canone annuo per lo sfruttamento della risorsa idrica saranno corrisposti alla Regione. E ad Alessandria neppure le briciole
ALESSANDRIA – E’ in fase di realizzazione un impianto per la produzione di energia idroelettrica sul fiume Bormida, in grado di produrre circa 3 milioni di chilowatt/ora, “pari al consumo di 3 mila famiglie in un anno”. A presentare e realizzare il progetto è la Noviconsult, di Basaluzzo, il cui titolare, ingegner Francesco Fossati, ha illustrato i dettagli dell’opera davanti alla commissione ambiente, convocata dal presidente Claudio Lombardi.“L’impianto – ha spiegato il progettista – sfrutta un dislivello già esistente di circa tre metri ed è uno degli impianti più grandi in provincia di Alessandria. Sarà costituito da un fabbricato interrato dal quale partirà un canale di derivazione che conduce a due turbine; un generatore che immetterà l’energia nella rete Enel esistente; all’esterno sarà visibile sono una cabina le cui dimensioni non eccedono quelle di una cabina preesistente dell’Arpa. L’acqua sarà reimmessa in Bormida più a valle, attraverso una canalina di scarico.”
Il progetto è già passato al vaglio delle commissioni competenti, ottenendo l’autorizzazione paesaggistica (l’unica che spetta in questo caso al comune di Alessandria); quella di accesso all’alveo (di competenza Aipo), l’autorizzazione Regionale e quella di derivazione idrica, che spetta alla provincia di Alessandria. Sono stati inoltre fatti studi sulle piene, con simulazioni fino a 500 anni, e sono state prodotte le garanzie richieste sul fatto che l’impianto non intralcerà il deflusso anche in caso di piene.
“La concessione avrà durata trentennale – spiega ancora Fossati – contro un canone di 27 euro per chilowatt di potenza. Quindi corrisponderemo circa 10 mila euro annui alla Regione”. Questo è quanto stabilisce la legge. A spanne, il presidente Lombardi ha calcolato che, con gli incentivi statali e con la vendita dell’energia prodotta ed immessa in rete, la Novicunsult “potrebbe ricavare annualmente da quell’impianto circa 1 milione di euro all’anno”, a fronte di un investimento iniziale di 3 milioni di euro.
“Il Comune di Alessandria in sé non otterrà benefici diretti, così come non ha avuto voce in capitolo nell’iter autorizzativo”, ha spiegato il dirigente del Comune, ingegner Cerruti, alla domanda del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Domenico De Filippo. Così dice la normativa esistente, “e se si vuole cambiare occorre partire da Roma”, ha evidenziato il capogruppo Idv Giancarlo Cattaneo.
In veste di “mediatore” Lombardi prova a fare leva sui benefici di un impianto che ha un impatto ambientale minimo e una produzione di energia “pulita”, da fonte rinnovabile. Indirettamente, quindi, un beneficio per la collettività tutta. Ma non nasconde l’amarezza per le briciole di cui, in questo frangente, la città dovrà accontentarsi.