La “depenalizzazione” non passa, Fabbio, Vandone e Ravazzano tornano in aula
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La “depenalizzazione” non passa, Fabbio, Vandone e Ravazzano tornano in aula

Il Gup non accoglie l'eccezione del collegio di difesa e conferma il rinvio a giudizio nei confronti di Piercarlo Fabbio, Luciano Vandone e Carlo Alberto Ravazzano per truffa, abuso d'ufficio e falso ideologico. La prima udienza il 19 giugno

Il Gup non accoglie l'eccezione del collegio di difesa e conferma il rinvio a giudizio nei confronti di Piercarlo Fabbio, Luciano Vandone e Carlo Alberto Ravazzano per truffa, abuso d'ufficio e falso ideologico. La prima udienza il 19 giugno

ALESSANDRIA – Riprenderà da dove si era fermato il 31 gennaio il processo che vede imputati l’ex sindaco Piercarlo Fabbio, l’assessore Luciano Vandone e il ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano.
Il prossimo 19 giugno i tre torneranno infatti in aula, davanti al giudice, per rispondere dei reati contestati dalla pubblica accusa: truffa ai danni dello stato, abuso d’ufficio, falso ideologico.
Ieri il giudice per le indagini preliminari, Sandra Casacci, ha infatti emesso un nuovo atto di rinvio a giudizio, dopo che era decaduto il precedente, poiché contenente vizi (erano stati trascritti in modo errato i capi di imputazione).
In apertura di udienza i difensori hanno chiesto il non luogo a procedere, sollevando una nuova eccezione. E’ stato l’avvocato Luca Gastini ad esporla: è stata recentemente introdotta una nuova norma, la legge 183 del 2011 che, all’articolo 31, introduce una fattispecie di illecito amministrativo applicabile ad amministratori e al ragioniere capo. Secondo questa norma, se ai fini di attestare il rispetto del patto di stabilità, gli amministratori alterano artificiosamente i dati di bilancio (aumentando, ad esempio, i costi e trasferendo le spese) incorrono in un illecito amministrativo e non in un reato penale. Se fosse stata accolta l’eccezione, si sarebbe proceduto solo per il reato di truffa, mentre il falso ideologico e l’abuso d’ufficio sarebbero stati trattati come illeciti amministrativi e quindi eventualmente puniti solo con sanzioni pecuniarie. E’ la stessa legge che indica la misura della sanzione, pari a dieci volte il compenso annuo dell’amministratore o del ragioniere capo.
Non sarà tuttavia questo il caso, poiché il Gup ha respinto l’eccezione rinviando a giudizio i tre.
“Ce lo aspettavamo”, è stato il commento dell’avvocato Simonelli all’uscita dal tribunale. La battaglia legale si sposta ora in tribunale dove nell’udienza del 19 saranno ricostituite le parti, accusa, difesa e parti civili (Comune di Alessandria e Cissaca)
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