Più di 1000 allo sciopero: “La politica risolva i problemi che ha creato”
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Più di 1000 allo sciopero: “La politica risolva i problemi che ha creato”

Dai dipendenti delle partecipate si è sollevato il grido di lotta e di rabbia per una città che “non può e non deve pagare i danni irreparabili creati da amministratori irresponsabili”. Dai sindacati un messaggio compatto: “non ci fermeremo. Andremo a Roma e protesteremo a oltranza”

Dai dipendenti delle partecipate si è sollevato il grido di lotta e di rabbia per una città che ?non può e non deve pagare i danni irreparabili creati da amministratori irresponsabili?. Dai sindacati un messaggio compatto: ?non ci fermeremo. Andremo a Roma e protesteremo a oltranza?

ALESSANDRIA – Un lungo corteo misto di amarezza e voglia di lottare ancora ha attraversato ieri, venerdì 22 marzo, la città: partito dall’Amiu ha abbracciato idealmente le sedi delle diverse partecipate, tutte accomunate da un unico destino sempre più convergente. Liquidazioni, tagli del personale, difficoltà anche solo a gestire le impellenze quotidiane: “ad Amiu manca il carburante, Atm non riesce più neppure a stampare i biglietti degli autobus” ci raccontano i lavoratori con lo sguardo ancora indignato e negli occhi il fuoco di chi ancora non si rassegna a un dramma sempre più attorcigliato su se stesso. “Noi abbiamo perfino respirato fibre di amianto – ci raccontano i dipendenti del Teatro – e ora veniamo trattati senza il minimo rispetto”. Simili i messaggi di rabbia e mancata rassegnazione pronunciati dai lavoratori di Aspal, Aristor, Crescere Insieme. “Ascolto, dignità, coerenza con le promesse in campagna elettorale”: queste le parole chiave di un corteo al quale hanno preso parte più di 1000 persone, anche se qualche lavoratore è rimasto deluso dalla risposta della città, e commenta: “mancano in piazza gli studenti, che evidentemente faticano a capire la battaglia che si sta combattendo per il futuro della città, e quindi anche per loro. E poi il prossimo passo, se non saremo ascoltati, dovrà essere quello di bloccare Alessandria. Ci aspettiamo la solidarietà anche dei commercianti, perché con centinaia di persone senza più lavoro saranno costretti a chiudere in molti”.

Fra le forme di protesta, diversi i manifesti funebri e i richiami alla “morte della città” da evitare a ogni costo, ben rappresentata da una vera bara portata fin dentro il Comune, i cui cancelli sono poi stati chiusi “per ragioni di sicurezza”, sebbene, faccia sapere il primo cittadino, (in questi giorni impegnato a Roma proprio per ottenere un allentamento del “cappio legislativo che soffoca la città”), “la mia disposizione era stata quella che venissero lasciati aperti”.

E proprio per Rita Rossa non sono mancati gli appelli, sebbene la sfiducia di tanti lavoratori che hanno creduto in lei sia sempre più evidente: “Rita ricordati delle promesse fatte in campagna elettorale” gridano alcuni davanti a Palazzo Rosso, e altri fanno loro eco, “sei circondata da persone sbagliate, torna con noi a guidare la lotta. Se sei con noi applica piuttosto la disobbedienza civile, ma non rassegnarti a condannare la città”.

La prossima tappa, fra una ventina di giorni, dovrebbe essere una manifestazione direttamente a Roma, guidata dai sindacati, e, sperano ancora alcuni, “con la presenza anche del primo cittadino”. L’appello all’unità giunge da più parti, ma condizionato al ritiro di ogni proposito di tagli che colpiscano i lavoratori: “questa crisi della città è stata causata dalla politica – spiegano i lavoratori negli appelli conclusivi, di fronte alla sede della Prefettura – dai tagli assurdi dello Stato agli enti locali, e da cattive amministrazioni che hanno mandato sul lastrico le partecipate senza pagare loro quanto dovuto, accumulando debiti enormi e scaricando ora le conseguenze sui lavoratori. Invece è la politica che deve risolvere il disastro che ha causato e non ci rassegneremo a nessun’altra soluzione”.

Al corteo hanno preso parte anche diverse forze politiche: Sel, Federazione della Sinistra (con la presenza anche dell’assessore Giorgio Barberis e dell’ex assessore “tecnico” Nuccio Puleio), e i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

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