Fabbio: “La Corte dei Conti indaga su Costruire Insieme”. Mazzoni smentisce
Attenzione su tre fronti da parte del Pdl alessandrino. Al centro dei riflettori la decisione della Corte dei Conti di valutare la legittimità di Costruire Insieme, la causa intentata dallex consigliere Bocchio nei confronti di Mara Scagni e la società Co.Pro.Service. Intanto arriva dal presidente del Consiglio comunale la notizia che agli atti dell'amministrazione non risulta alcun procedimento aperto sull'azienda speciale
Attenzione su tre fronti da parte del Pdl alessandrino. Al centro dei riflettori la decisione della Corte dei Conti di valutare la legittimità di Costruire Insieme, la causa intentata dall?ex consigliere Bocchio nei confronti di Mara Scagni e la società Co.Pro.Service. Intanto arriva dal presidente del Consiglio comunale la notizia che agli atti dell'amministrazione non risulta alcun procedimento aperto sull'azienda speciale
ALESSANDRIA – 14:00 Il presidente del Consiglio comunale smentisceLa presidenza del Consiglio Comunale comunica che, ad oggi, non risulta agli atti dell’amministrazione alcuna comunicazione da parte della Procura della Corte dei Conti dell’apertura di un procedimento in merito alla costituzione dell’azienda speciale “Costruire Insieme”. “La notifica potrebbe essere arrivata a Mario Bocchio, firmatario dell’esposto – ha dichiarato il presidente del Consiglio Comunale Enrico Mazzoni -, e non essere stata comunicata all’amministrazione, ma smentisco nella maniera più categorica che sia stata nascosta documentazione ai consiglieri”.
Sul tavolo tre distinte questioni. La prima riguarda l’informazione sulla decisione da parte della Procura regionale della Corte dei Conti piemontese di aprire ufficialmente un’inchiesta in merito alla legittimità dell’azienda speciale ‘Costruire Insieme’, costituita dalla giunta guidata da Rita Rossa “senza tener conto dell’impossibilità, in conseguenza della normativa legata alla Spending Review, di creare nuove aziende da parte del Comune sotto qualsiasi forma e di assumere del personale”. “E’ dall’11 marzo – spiega Mario Bocchio – che sono a conoscenza dell’apertura dell’indagine da parte della Corte dei Conti, ma nessuno ha informato a oggi il consiglio comunale di questa decisione della procura, non certo di poco conto. C’è evidentemente un problema di trasparenza, anche perché quando gli atti riguardano iniziative che coinvolgono l’amministrazione precedente l’attuale maggioranza è molto celere a comunicare tutto a consiglieri e giornalisti”. In caso del riconoscimento dell’illegittimità di Costruire Insieme da parte della Corte dei Conti, esito quasi scontato secondo i rappresentanti del Pdl, l’attuale giunta sarebbe chiamata a rispondere di danno erariale, “e i posti di lavoro di 88 persone potrebbero essere a rischio” – amminiscono dalla minoranza. “Non si tratta di sollevare problemi per ripicca – spiegano Fabbio e Bocchio – ma di far chiarezza sulla situazione impedendo che irregolarità procedurali possano danneggiare i lavoratori”. “Per ora in caso di illegittimità della società i dipendenti tornerebbero al comune, ma se l’azienda nel frattempo venisse ceduta a un privato, le persone assunte seguirebbero il ramo d’azienda ceduto, perdendo di fatto lo status di dipendenti comunali. Per questo chiederò in consiglio comunale che questa eventualità venga resa impossibile, eliminando dal documento costitutivo questa opzione”. “Inoltre – aggiunge Fabbio – anche la 
Il secondo aspetto riguarda invece la citazione in giudizio di Mara Scagni, ex sindaco di Alessandria, imputata nel processo intentato da Mario Bocchio. Nei suoi confronti l’accusa è quella di aver pronunciato durante una seduta del consiglio comunale la frase: “se non foste ladri come siete non fareste l’ennesimo teatrino”. L’accusa è quella di diffamazione aggravata, per aver “leso la nostra onorabilità e serietà”, ha spiegato Bocchio, ex consigliere comunale e attuale dirigente provinciale Pdl. “Siamo stanchi di essere vittime di un vero e proprio teorema creato ad arte per far passare l’idea che se Alessandria si trova ora in queste condizioni la colpa sia nostra. Non abbiamo certamente rubato. Può darsi che qualche atto contabile non sia stato corretto, e se questo è avvenuto è stato solamente per cercare il bene della città, ma non si può mettere in discussione la nostra onestà. Mi auguro – ha precisato Bocchio – che altri consiglieri di allora vogliano costituirsi parte civile in questo processo”.
