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Rossa: un programma in 12 punti per uscire dalla crisi
Lunga riunione di maggioranza ieri pomeriggio. Barrera: Il nostro obiettivo è uscire da questa situazione coesi, per il bene della città. Noi non abbiamo cambiato posizione circa le partecipate, ma sono cambiate le condizioni. Resta critica la Fds che valuterà se proseguire il percorso con la giunta in base ad un programma in 12 punti. Rimpasto rinviato di qualche giorno
Lunga riunione di maggioranza ieri pomeriggio. Barrera: ?Il nostro obiettivo è uscire da questa situazione coesi, per il bene della città. Noi non abbiamo cambiato posizione circa le partecipate, ma sono cambiate le condizioni?. Resta critica la Fds che valuterà se proseguire il percorso con la giunta in base ad un programma in 12 punti. Rimpasto rinviato di qualche giorno
ALESSANDRIA – “E’ stato un lungo confronto, costruttivo. Non ci sono buoni o cattivi all’interno della maggioranza, ci sono diverse sensibilità, ma è nostro obiettivo uscire da questa crisi in modo coeso”. Marica Barrera, capogruppo della lista Insieme per Rossa vede il bicchiere mezzo pieno. Dopo una lunga riunione di maggioranza (presenti Pd, Sel, federazione della Sinistra, Moderati, lista Insieme per Rossa, Idv), durata oltre tre ore, è pronta però a scommettere sul futuro di questa amministrazione. “Vogliamo andare fino in fondo, prendendoci le nostre responsabilità. Noi non abbiamo cambiato idea rispetto all’impegno iniziale, ma la situazione è cambiata a livello governativo e legislativo”. Di traverso, cioè, ci si è messa la legge sul dissesto e le varie manovre di governo. Ora la parola d’ordine è “cambiare la normativa, renderla meno rigida”. E sulle partecipate dice: “Nessuno vuole licenziare. Ma ai sindacati chiediamo di essere costruttivi. Gli slogan ‘contro’ vanno rivolti altrove, non al sindaco”. Non è dello stesso avviso Ciro Fiorentino, capogruppo della Federazione della sinistra: “Noi restiamo fermi sulla posizione già espressa durante l’ultimo consiglio comunale: siamo contrari alla linea dei licenziamenti. Se la giunta andrà avanti su questa strada, noi non ci stiamo”. Il sindaco ha annunciato che presenterà un programma in 12 punti per uscire dalla crisi: “abbiamo chiesto che ci vengano presentati al più presto, entro oggi. Diversamente noi parteciperemo allo sciopero di domani, venerdì. Piuttosto – aggiunge Fiorentino – posso dire che avrei preferito non vedere, magari, certi slogan contro l’amministrazione. Lo sciopero doveva vederci conpatti verso Roma”.
Oggi il primo cittadino Rita Rossa sarà a Roma con i comuni riuniti nell’Anci, associazione nazionale comuni d’Italia. Venerdì potrebbe avere un colloquio diretto con alcuni dei sindaci delle città in pre dissesto, per fare fronte comune. Ed è già stato richiesto un incontro con i parlamentari eletti nel territorio.
Nel corso della riunione si è parlato anche di rimpasto di giunta, annunciato da tempo dal sindaco ed ora divenuto “urgente” dopo le dimissioni di Nuccio Puleio e di Pietro Bianchi. Ma le riserve verranno sciolte non prima di lunedì. Per ora i nomi in ballo restano quelli che circolavano nei giorni scorsi, mai smentiti né confermati: Marica Barrera, Giorgio Abonante, Maria Teresa Gotta. “E’ prioritario che chi avrà le deleghe abbia la disponibilità di tempo e le competenze necessarie per occuparsene. La scelta dovrà tenere conto anche e soprattutto di questo”.
Sullo scipero di domani, arriva intanto anche l’appello del sindaco Rita Rossa:
“Per formazione culturale, politica, personale e per la mia storia familiare, comprendo fino in fondo la disperazione dei lavoratori e sono pronta ad accettare tutte le forme di protesta e le invettive rivolte anche contro la mia persona.
I tagli che il Ministero ci impone sono davvero molto significativi e comprendo che con le norme, oggi vigenti, è impossibile pareggiare un Bilancio oberato da una montagna di debiti, se non ottemperando ai dettami legislativi.
I numeri, tuttavia, sono spietati e se non riusciremo a riequilibrare il Bilancio sui 93 milioni di entrate arriveremo al punto di non poter più pagare gli stipendi.
L’unica via di uscita è poter cambiare le norme che, così come sono, rischiano di strangolarci e strangolare un’intera comunità.
Chiederò il supporto dei parlamentari del territorio perché stiano al nostro fianco e ci aiutino a portare avanti una modifica della legge a salvaguardia della nostra città.
In questo momento è fondamentale che tutte le forze in campo siano unite e solidali perché questa è la battaglia di una comunità che non si arrende e non vuole morire. Comprendo le ragioni dello sciopero della giornata di domani, ma la protesta non deve essere rivolta contro l’Amministrazione che più di una volta ha messo in campo azioni pesanti e, personalmente, anche rischiose a tutela del diritto al lavoro. Il nostro appello deve essere rivolto a Roma, affinché la nostra città non diventi terreno di sperimentazione di una legge che ci impone, per il risanamento, un ’adesso e subito’ che avrebbe ricadute molto pesanti”:
I tagli che il Ministero ci impone sono davvero molto significativi e comprendo che con le norme, oggi vigenti, è impossibile pareggiare un Bilancio oberato da una montagna di debiti, se non ottemperando ai dettami legislativi.
I numeri, tuttavia, sono spietati e se non riusciremo a riequilibrare il Bilancio sui 93 milioni di entrate arriveremo al punto di non poter più pagare gli stipendi.
L’unica via di uscita è poter cambiare le norme che, così come sono, rischiano di strangolarci e strangolare un’intera comunità.
Chiederò il supporto dei parlamentari del territorio perché stiano al nostro fianco e ci aiutino a portare avanti una modifica della legge a salvaguardia della nostra città.
In questo momento è fondamentale che tutte le forze in campo siano unite e solidali perché questa è la battaglia di una comunità che non si arrende e non vuole morire. Comprendo le ragioni dello sciopero della giornata di domani, ma la protesta non deve essere rivolta contro l’Amministrazione che più di una volta ha messo in campo azioni pesanti e, personalmente, anche rischiose a tutela del diritto al lavoro. Il nostro appello deve essere rivolto a Roma, affinché la nostra città non diventi terreno di sperimentazione di una legge che ci impone, per il risanamento, un ’adesso e subito’ che avrebbe ricadute molto pesanti”: