La ricerca d’eccellenza nel fotovoltaico
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La ricerca d’eccellenza nel fotovoltaico

Globasol: il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell'Università capofila di un progetto dell'Unione Europea per studiare nuovi materiali e metodi per lo sviluppo di dispositivi ad alta efficienza

Globasol: il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell'Università capofila di un progetto dell'Unione Europea per studiare nuovi materiali e metodi per lo sviluppo di dispositivi ad alta efficienza

ALESSANDRIA – Si chiama Globasol il progetto finanziato per quasi 3 milioni di euro dall’Unione Europea e coordinato dal Disit (Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica) dell’Università del Piemonte Orientale presentato giovedì 14 marzo alla Camera di Commercio. Globasol (“Global solar spectrum through higly efficient photovoltaic and thermoelectric integrated cells”) durerà tre ani con l’obiettivo di studiare nuovi materiali e metodi per lo sviluppo di dispositivi fotovoltaici e termoelettrici innovativi e integrati per la conversione della radiazione solare in energia elettrica. Il progetto è coordinato dal professor Leonardo Marchese, ordinario di Chimica fisica ad Alessandria, e prevede una collaborazione internazionale con la Scuola Politecnica Federale di Losanna (prof. Michael Graetzel), l’Università Autonoma di Madrid (prof. Torres), l’Università Tecnologica di Dresda (prof. Alexander Eychmüller), l’Università di Cardiff (prof. Gao), l’Istituto di ricerca tedesco Fraunhofer (dott. K. Killian Bartholomé e dr. A. Hinsch) l’azienda svedese Nlab Solar, leader nel settore fotovoltaico (dr. G. Fili).

Globasol è stato presentato al kick-off meeting organizzato dal Disit presso la Camera di Commercio alla presenza dei partner del progetto, del coordinatore Leonardo Marchese, del direttore del dipartimento Graziella Berta e dal delegato del Rettore per la ricerca scientifica Menico Rizzi. La professoressa Berta ha parlato dell’importanza delle energie rinnovabili, “soluzione non definitiva ma indispensabile per il problema energetico”. Il professor Rizzi del Dipartimento di Scienze del Farmaco di Novara ha illustrato l’importanza del finanziamento europeo, le ricadute a livello economico sul territorio e la credibilità del Disit a livello internazionale che ha consentito di attirare i fondi. Il professor Marchese ha parlato della notevole competizione a livello europeo per l’assegnazione dei fondi per la ricerca: “servono partner e coordinamento di alto livello perché viene valutato il curriculum del coordinatore, del gruppo di ricerca e la qualità del consorzio nel suo complesso”.

Globasol nasce in parte dall’esperienza acquisita con il progetto europeo Innavosol, conclusosi nell’aprile scorso, che ha consentito di ottimizzare celle solari a colorante organico e prevede lo sviluppo di nuovi materiali e dispositivi per la raccolta di tutta la radiazione solare e la sua conversione in energia elettrica attraverso progetti di alta efficienza . Ciò avverrà grazie all’integrazione in un solo dispositivo di più convertitori luce-elettricità in grado di sfruttare varie regioni dello spettro solare grazie a celle a colorante organico, cristalli fotonici e celle termoelettriche. “Ora infatti non tutta la radiazione viene sfruttata – spiega Marchese – il progetto vuole recuperare anche la bassa energia dell’infrarosso: integrando effetto termoelettrico e fotovoltaico si raggiunge un’efficienza molto alta, pari al 30 per cento, ovvero il 10 per cento in più degli attuali dispositivi. Voglio sottolineare l’entusiasmo dei giovani ricercatori del dipartimento, un centro ricco perché in grado di attrarre risorse grazie all’elevato livello della ricerca”.

“Il problema dell’energia è una grande sfida: è necessario infatti prendere provvedimenti rapidi ed efficaci per limitare le emissioni nocive e mitigare i cambiamenti climatici. Sarà indispensabile adeguare gli impianti alle esigenze di futuro più sostenibile” conclude Marchese.

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