Amiu, parola d’ordine “stare calmi”. E intanto anche la sede è a rischio
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Amiu, parola d’ordine “stare calmi”. E intanto anche la sede è a rischio

Dopo un'accesa assemblea sindacale nella sede Amiu passa la linea unitaria dei sindacati: tutti calmi fino allo sciopero del 22 marzo. Ma già domani in Consiglio Comunale una delegazione di lavoratori potrebbe presenziare in segno di protesta contro l'ipotesi di affido del servizio. Intanto nuovi guai in arrivo: l'azienda che fornì i cassonetti chiede l'ingiunzione di pagamento

Dopo un'accesa assemblea sindacale nella sede Amiu passa la linea unitaria dei sindacati: tutti calmi fino allo sciopero del 22 marzo. Ma già domani in Consiglio Comunale una delegazione di lavoratori potrebbe presenziare in segno di protesta contro l'ipotesi di affido del servizio. Intanto nuovi guai in arrivo: l'azienda che fornì i cassonetti chiede l'ingiunzione di pagamento

ALESSANDRIA – Rischia di finire all’asta la sede Amiu, su cui pendeva già un’ipoteca. La voce è iniziata a circolare ieri, mentre i lavoratori erano riuniti in assemblea per discutere del fallimento della procedura di raffreddamento del giorno precedente, davanti al Prefetto Romilda Tafuri. La ditta spagnola fornitrice dei cassonetti da strada (dopo l’abolizione del porta a porta in città con la sola eccezione del centro storico) avrebbe infatti chiesto il pagamento del debito da parte di Amiu attraverso un’ingiunzione di pagamento. Nel 2011 l’allora presidente Piercarlo Bocchio parlava di un costo complessivo di 3 milioni di euro. 

Un’eventuale messa all’asta della sede Amiu in tempi rapidi potrebbe fare precipitare una situazione già critica. Ieri i lavoratori si sono riuniti in assemblea con i sindacati per “digerire” la notizia anticipata dai mezzi di informazione, tra cui Alessandrianews il 1° marzo, confermata ufficialmente in sede prefettizia, dell’imminente affido del servizio raccolta rifiuti ad una società che sarà individuata attraverso un bando ad evidenza pubblica.

Il sindaco Rita Rossa ha fatto verbalizzare il suo impegno “anche attraverso l’emanazione di un atto di Giunta, affinchè nei bandi di gara del Consorzio prima e del costituendo Ato Rifiuti successivamente, vengano inserite le clausole di salvaguardia a tutela dei lavoratori”.
Ma, “nonostante le rassicurazioni fornite dall’Amministrazione a porre in essere ogni cautela per il mantenimento dei livelli occupazionali, le parti sindacali chiedono ulteriori rassicurazioni in ordine alla salvaguardia dei posti di lavoro”.
Sebbene le organizzazioni sindacali “condividano l’inserimento di clausole nei bandi di gara, chiedono – si legge nel verbale della tentativo di conciliazione – che negli stessi venga inserito il contenuto del Protocollo di intesa già sottoscritto con la precedente Amministrazione in data 6 dicembre 2010 e chiedono altresì di partecipare alla redazione delle clausole di salvaguardia dei due documenti in parola”.
Ce ne è voluto a mantenere gli animi calmi. La protesta è rinviata al 22 marzo, giorno dello sciopero di tutte le partecipate e dei comunali, “e dovrà essere davvero il blocco totale, quel giorno. Se servirà, si proseguirà anche oltre” (Alessandro Porta, Uil). Ma di tempo fino al 22 “ce ne è ancora parecchio” (Gian Luca Di Blasi, Cgil) e la strategia scelta è quella di dare, nel frattempo, piccoli segnali, come la presenza di una delegazioni di lavoratori nel loggione di palazzo Rosso, durante il coniglio comunale di oggi. I sindacati non vogliono lasciare nulla di intentato ed intendono “bloccare la messa in liquidazione e tentare un salvataggio di Amiu”. Ci proveranno, sarà dura anche perchè i tempi sono davevro ridotti. 
Intanto, oggi, torneranno ad incontrarsi anche i lavoratori Aspal, sempre in vista del consiglio di amministrazione più volte rinviato per il proseguimento della liquidazione.

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