Cortocircuito a sinistra
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Cortocircuito a sinistra

Alle difficoltà che affliggono la città in queste ultime ore si è aggiunto un confronto nella giunta dai toni mai così espliciti dalla vittoria alle elezioni. Già nei prossimi giorni è atteso l’incontro che getterà le basi per il nuovo governo di Palazzo Rosso. Qual è la via migliore secondo voi?

Alle difficoltà che affliggono la città in queste ultime ore si è aggiunto un confronto nella giunta dai toni mai così espliciti dalla vittoria alle elezioni. Già nei prossimi giorni è atteso l?incontro che getterà le basi per il nuovo governo di Palazzo Rosso. Qual è la via migliore secondo voi?

ALESSANDRIA – Questa volta non se le sono certe mandate a dire: nella maggioranza cittadina un confronto che viveva sotto traccia da tempo è finalmente venuto alla luce, figlio di passaggi così tesi da non poter più essere taciuti. La Giunta di Palazzo Rosso è arrivata al dunque, dopo mesi di discussioni pare non ci sia più il tempo per ulteriori rinvii e al centro del dibattito ci sono le scelte strategiche più dolorose per la città: da un lato il primo cittadino, il Partito Democratico e le forze più moderate che lo sostengono, convinti che la via del rigore contabile sia l’unica percorribile, come ha spiegato ieri in una lunga intervista Rita Rossa. Dall’altro le forze “a sinistra del Pd”, da sempre contrarie ad applicare una cura “non troppo dissimile da quella che applicherebbe un commissario ministeriale, di cui si vuole assolutamente evitare l’arrivo” come ha spiegato sempre ieri in una risposta piccata Giorgio Barberis, assessore ai diritti e al lavoro eletto fra le fila della Federazione della Sinistra.

Un corto circuito ora anche mediatico ma che porta alla luce confronti da subito sviluppatisi all’interno della maggioranza di Palazzo Rosso, tanto da aver portato qualche settimana fa l’assessore ai servizi educativi Nuccio Puleio a rassegnare le dimissioni. Ricette differenti per cercare di salvare Alessandria, malato sempre più in coma e a rischio “di essere ammazzato dalle stesse cure che dovrebbero scongiurare il peggio”, come da più parti si sente dire. Un confronto, quello sulle strategie di intervento a cominciare dal caso di Aspal, primo grande nodo venuto al pettine dell’universo partecipate, dal quale non si sottraggono i sindacati, sempre più in rotta di collisione con le scelte del sindaco e pronti ad alzare i toni della protesta, spostando l’attenzione da Alessandria a Roma. I tempi per dialogare con il nuovo governo centrale però, quale che sia, paiono difficilmente stimabili, e invece dopo il richiamo del Ministero dell’Interno a maggior rigore nella presentazione del bilancio stabilmente riequilibrato per il periodo 2012-2014 il primo cittadino è intenzionato ad azzerare la sua giunta, tirare una riga sul passato e ripartire da zero. Al centro del nuovo accordo per un governo cittadino coeso e in grado di prendere decisioni anche difficili in breve tempo, dieci punti dirimenti che il sindaco presenterà nei prossimi giorni per ottenere fiducia e operatività “senza se e senza ma”. Per ora gli altri membri della giunta, a parte Giorgio Barberis, non commentano. Difficile pensare a una ricomposizione nelle prossime ore, almeno stando alle dichiarazioni di ieri.

E se la maggioranza pare spaccata, lo sono anche i nostri lettori e gli utenti dei social network, divisi più o meno a metà fra chi ritiene che sia più coerente l’atteggiamento del sindaco, pronto a tutto, anche a una impopolarità tale da impedirgli la ricandidatura, pur di restituire fra 4 anni la città ai suoi cittadini con tasse e tariffe stabilmente più basse e le forze maggiormente di sinistra, indisponibili ad accettare che in nome del riequilibrio in tempi troppo brevi si accetti di procedere a una “macelleria sociale”, come è stato definito il taglio di decine di posti di lavoro, “non certo accettabile, specialmente da una giunta che ha chiesto il voto ai cittadini promettendo che ci si sarebbe salvati tutti insieme”, pronte a sostenere sì una cura dimagrante per il capoluogo, ma a condizione che si ottenga di poterla condurre “in un tempo ragionevole”, piuttosto strappando al Governo centrale condizioni differenti e più vantaggiose di quelle attualmente imposte.

Gli alessandrini cosa ne pensano? Il dibattito su quale sia la medicina migliore per ‘non lasciare che la città muoia’, come invocato da più parti, è più aperto che mai.

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