Aspal, i lavoratori tentano il blocco dell’assemblea dei soci
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Aspal, i lavoratori tentano il blocco dell’assemblea dei soci

Dopo il vertice sindacale, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil chiedono la sospensione della liquidazione di Aspal per poter avere maggiori possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali. Secondo il direttore Tripodi e il sindaco Rossa è impossibile tornare indietro. Il sindaco propone un ricorso al part time. Il 22 marzo sciopero e l'11 aprile manifestazione a Roma dei lavoratori

Dopo il vertice sindacale, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil chiedono la sospensione della liquidazione di Aspal per poter avere maggiori possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali. Secondo il direttore Tripodi e il sindaco Rossa è impossibile tornare indietro. Il sindaco propone un ricorso al part time. Il 22 marzo sciopero e l'11 aprile manifestazione a Roma dei lavoratori

18:30 I lavoratori tentano il blocco dell’assemblea dei soci 
Una cinquantina di lavoratori Aspal stanno cercando di bloccare l’assemblea dei soci che era convocata per le 17.30. Nella sede di via Savonarola i dipendenti si oppongo all’incontro che dovrebbe decretare la liquidazione dell’azienda.


15:30
 Dipendenti Aspal in sciopero
Riuniti in assemblea, i dipendenti Aspal hanno proclamato sciopero immediato, a partire dalle 15 di oggi, fino a quando persisterà il clima di assoluta incertezza. Sono anche in attesa di essere ricevuti dal Prefetto al quale hanno chiesto oggi un incontro urgente. Alle 17,30 si dovrebbe aprire l’assemblea dei soci per sancire la liquidazione dell’azienda.


10:50
Dipendenti Aspal: “Sindaco, basta bugie”
Tramite un comunicato stampa mandato agli organi di informazione, le rappresentanze sindacali Cgil, Cisl e Uil di Aspal criticano aspramente le scelte del sindaco di Alessandria, Rita Rossa: “Le dichiarazioni del sindaco su Aspal non fanno che consolidare lo sconcerto dei lavoratori -si legge- Troppe bugie, troppe mistificazioni, una sola verità: la chiusura di Aspal è stata una scelta politica, i licenziamenti sono la conseguenza scelta e voluta dal sindaco. Il codice civile non c’entra: è il Comune che ha mandato in patrimonio netto negativo i l bilancio di Aspal. Che fine hanno fatto i 900 mila euro di fatture? Perché non compaiono nel bilancio del Comune? Perché una parte è stata pagata? Delle due l’una: o hanno sbagliato revisori e cda di Aspal, o è il Comune che trucca le carte. Ci vuole verità! Sui costi del personale: in cosa consistono i servizi a giovani e bambini se non sul lavoro dei dipendenti? Il sindaco, che proviene dalla scuola, dovrebbe ben saperlo. Quanto guadagnano i dipendenti Aspal? La quasi totalità non supera i 1.200 euro al mese. Il piano industriale dice falsità. La solidarietà che vuole il sindaco è brutale e coercitiva. I lavoratori dovranno scegliere fra il loro stipendio o il posto di lavoro di un collega? Questa responsabilità non può essere scaricata sui lavoratori. Questo modello di solidarietà è il welfare creativo del sindaco. Ma non ha niente a che vedere con i contratti di solidarietà previsti per il privato. Fermare la liquidazione di Aspal! Mancano gli ammortizzatori, mancano i soldi, mancando per tutti. Alessandria non deve morire”
 


ALESSANDRIA – Sembrano parlare lingue diverse i sindacati e l’amministrazione comunale sulla vicenda Aspal anche se l’obiettivo sembrerebbe il medesimo: salvare servizi e lavoro.
Ieri, dopo una riunione fiume di oltre tre ore delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, la triplice chiede al sindaco Rita Rossa e alla presidenza di Aspal di bloccare la messa in liquidazione che avrebbe dovuto essere sancita dall’assemblea dei soci, convocata nel tardo pomeriggio. La richiesta viene inoltrata tramite un telegramma urgente, “vista l’importanza e i tempi”, spiega il segretario Cisl Alessio Ferraris. Nel contempo, i sindacati annunciano uno sciopero di tutte le partecipate proclamato il 22 marzo, un’assemblea pubblica l’8 marzo, la richiesta di un incontro con i neo parlamentari e una manifestazione a Roma in programma per l’11 aprile, “sempre che ci sia un governo a cui rivolgersi”, anticipa già Ferraris.
L’assemblea dei soci Aspal (ossia il comune) prevista nel tardo pomeriggio non si terrà, ma viene posticipata ad oggi, martedì, sempre nel pomeriggio. “Ormai il Cda ha deliberato, si procede quindi sulla strada della liquidazione, secondo quanto impone la legge”, spiega il direttore Anna Tripodi, dopo un colloquio con il sindaco Rossa e l’assessore Bianchi.
Impossibile fermare un treno già partito, quindi? A costo di arrivare ad una rottura? “No, ma quale rottura?”, stigmatizza la presidente Tripodi.
Ma perchè è così importante sospendere la liquidazione? Risponde Aldo Gregori, segretario provinciale Uil: “perchè per poter accedere agli ammortizzatori sociali occorre un datore di lavoro. Se Aspal viene liquidata, l’unica alternativa sarà quella di accedere alla cassa integrazione in deroga, (sempre che la Regione abbia fondi a sufficienza per coprire la richiesta) e, al termine di questa, la mobilità. Se Aspal resta in vita, potrebbero aprirsi anche altre possibilità, come i contratti di solidarietà”.
Gregori lancia anche un’altra ipotesi: “traghettare più lavoratori possibile in Costruire Insieme, in modo da garantire una maggiore possibilità di accedere agli ammortizzatori”.
In serata arrivano le considerazioni del sindaco Rossa: “Contro la legge non si può e non si deve andare. Le società sono regolate dal Codice Civile e il patrimonio netto negativo determina per legge lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione. Questo è quanto è accaduto ad Aspal”. E poi, “una strada potrebbe essere quella della solidarietà tra i dipendenti delle singole partecipate consentendo così di evitare che gli irrinunciabili tagli cadano solo sulle teste di alcuni. La grande sfida è che i dipendenti di ogni singola azienda siano disponibili a rinunciare a una parte del loro stipendio per evitare di rinunciare ad alcuni colleghi”. Contratti di solidarietà? Piuttosto “i dipendenti di Aspal potrebbero contribuire ad aumentare i posti di lavoro salvati, se acconsentissero ad accettare un lavoro part time”, precisa il sindaco.
I lavoratori Aspal sono invece pronti a “tornare sulle barricate”: “noi di Aspal siamo i primi, ma ora si stanno rendendo tutti conto che presto potrebbe toccare anche agli altri”. Ieri, al termine del vertice sindacale, la linea “dura” sembrava quella prevalente. Non un muro contro muro, ma la determinazione a non cedere sul principio per cui “nessuno deve rimanere indietro”.
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