Rossa: “Contro la legge non si deve andare ma sono pronta a valutare ogni ipotesi”
Al termine di un lungo vertice i sindacati hanno scelto la linea dura. Un telegramma per fermare la liquidazione di Aspal, 22 marzo sciopero delle partecipate e 11 aprile manifestazione a Roma degli alessandrini. Cgil, Cisl e Uil dicono un "no" secco ai licenziamenti di massa. Rossa: "Una strada potrebbe essere quella della solidarietà tra i dipendenti"
Al termine di un lungo vertice i sindacati hanno scelto la linea dura. Un telegramma per fermare la liquidazione di Aspal, 22 marzo sciopero delle partecipate e 11 aprile manifestazione a Roma degli alessandrini. Cgil, Cisl e Uil dicono un "no" secco ai licenziamenti di massa. Rossa: "Una strada potrebbe essere quella della solidarietà tra i dipendenti"
ALESSANDRIA – 20.00 L’invito del Sindaco alle organizzazioni sindacali Il Sindaco, Maria Rita Rossa, a proposito della vicenda ASPAL, nel ribadire che non esistono altre disponibilità economiche rispetto a quelle messe in campo, invita le organizzazioni sindacali a verificare con i lavoratori la realizzazione di percorsi di solidarietà che permettano di allargare la platea dei dipendenti che possono conservare il proprio posto di lavoro
“Contro la legge non si può e non si deve andare. Le società sono regolate dal Codice Civile e il patrimonio netto negativo determina per legge lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione. Questo è quanto è accaduto ad ASPAL e non può essere cambiato a meno che il Comune non ripiani le perdite con altri soldi, cosa che non può fare, sia perché la legge lo impedisce ad un Comune in dissesto, sia perche le risorse non ci sono.
E’ finito il tempo in cui il maquillage del bilancio serviva a nascondere i problemi e a creare false e facili illusioni. In questi anni si è assunto a dismisura nelle partecipate, compiendo operazioni che poco hanno a che vedere con la sana e corretta amministrazione, che pesano sulla comunità e hanno portato al determinarsi di una situazione in cui le uscite superano di gran lunga le entrate con aggravio su ogni cittadino.
Anzi molti servizi costano ben di più di personale che di organizzazione ed erogazione del servizio stesso.
Non si è badato a razionalizzare i costi. Per esempio, il servizio informatico del Comune è stato organizzato in modo da lasciare 22 persone nel limbo di mansioni non qualificanti anziché formarle per gestire le partite informatiche delle partecipate ed evitare di dare appalti milionari; lo stesso discorso vale per altri soggetti che avrebbero potuto essere organizzati e formati in modo da effettuare, ad esempio il recupero crediti per tutta la galassia comunale.
Oggi, stante la rigidità delle norme e le scarse risorse a disposizione, è indispensabile che il sindacato esca dagli steccati precostituiti e si faccia parte attiva per trovare soluzioni percorribili atte ad evitare il più possibile traumi sociali. Purtroppo l’amministrazione, pur avendo dimostrato tutta la disponibilità possibile, non può che operare nell’assoluto rispetto delle norme e dei vincoli che le risorse consentono e che sono stati ribaditi recentemente dalla nota del Ministero dell’Interno.
Ad esempio, una strada potrebbe essere quella della solidarietà tra i dipendenti delle singole partecipate consentendo così di evitare che gli irrinunciabili tagli cadano solo sulle teste di alcuni. La grande sfida è che i dipendenti di ogni singola azienda siano disponibili a rinunciare a una parte del loro stipendio per evitare di rinunciare ad alcuni colleghi.
In particolare i dipendenti di ASPAL potrebbero contribuire ad aumentare i posti di lavoro salvati, se acconsentissero ad accettare un lavoro part time.
Purtroppo i tempi devono essere necessariamente molto stretti e quindi sono disponibile a valutare in tempo reale qualunque ipotesi che, a parità di costi, e nell’assoluto rispetto di tutte le norme consenta di avere la maggiore occupazione possibile”.
16:00 Il comunicato delle tre sigle sindacaliLe tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil nella riunione straordinaria di oggi con le segreterie di categoria e le rappresentanze sindacali di tutte le partecipate, del Tra, del Comune, hanno condiviso il giudizio sulla gravità della situazione venutasi a creare a seguito del dissesto, delle norme che lo regolano e in particolare a seguito delle decisioni della giunta Rossa. “La situazione è precipitata con la dichiarazione di almeno 41 esuberi all’Aspal e con la notizia, appresa dai giornali, dell’affidamento di Amiu ai privati. Aspal e Amiu, se confermate le notizie giornalistiche, dimostrano che siamo di fronte a scelte politiche preordinate, avulse da obiettivi di riorganizzazione, assunte senza trasparenza e partecipazione. Il segno di queste scelte sta nei licenziamenti di massa per risanare i conti del Comune e per privatizzare lavoro e servizi. La prova di tutto questo è che sono passati nove mesi senza confronto di merito con il sindacato, senza una sola azione di risparmio e riorganizzazione delle aziende. Al contrario, sono i dipendenti che hanno mandato avanti i servizi in condizioni di emergenza. Nel caso di Amiu e Atm, con mezzi spesso al limite delle condizioni di sicurezza, per cui l’attenzione andrà in ogni modo rafforzata”. Cgil, Cisl e Uil riconoscendosi sempre sotto la bandiera “Alessandria non deve morire” respingono la strategia dei licenziamenti. La difesa dell’occupazione è il primo obiettivo per non far morire l’intera economia alessandrina. Di fronte alla sordità dell’amministrazione comunale, e del suo radicale cambio di pensiero sulla cura di Alessandria, le organizzazioni sindacali inizieranno una campagna di mobilitazioni a oltranza: sciopero il 22 marzo, assemblea pubblica l’8 aprile, la richiesta a seguire di incontro con i Parlamentari e infine la manifestazione a Roma dell’11 aprile. Ogni altra iniziativa sarà via via costruita dal Coordinamento, insediatosi oggi fra tutte le rappresentanze sindacali del sistema Comune.
– Un lunedì nero. Almeno per le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil chiamate a valutare la situazione di tutte le partecipate alessandrine e a decidere la strada da percorrere. Infatti la scorsa settimana è stato aperto il tavolo di confronto con l’amministrazione comunale su Aspal: 41 esuberi è il quadro che è stato presentato ai sindacati. Un piano industriale “inaccettabile” per le tre sigle sindacali.
Oggi toccherà alle organizzazioni sindacali valutare pagina per pagina e parola per parola il piano di Aspal, per decidere se portare avanti una trattativa oppure…Quel che è certo e che non è cambiato da molti mesi a questa parte è la linea dei sindacati che continuano a ribadire il concetto del “nessuno a casa, i posti di lavoro non si toccano”. Scelte di “lacrime e sangue” che sono crollate sul comune di Alessandria, ancora più dure, dopo l’arrivo della nota del Ministero dell’Interno. E’ probabile che proprio in questi giorni il sindaco faccia tappa a Roma, per alcune questioni, tra cui anche Costruire Insieme. Altra azienda (speciale) che gravita nel panorama Aspal, proprio come sede di ricollocamento di parte dei lavoratori, ma che purtroppo soffre ancora di mancanza di certezze e della stessa legittimità che la fa reggere sulle proprie gambe.
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Anche questa situazione sarà all’ordine del giorno dell’assemblea di questa mattina tra i sindacati: “ufficialmente, come sindacati, non siamo stati informati del vertice in Prefettura – spiega Alessandro Porta della Uil – Continua a mancare chiarezza su Amiu, così come su molte altre cose. A nostro avviso non si è mai tentato veramente un percorso diverso da quello che poi è emerso l’unico percorribile, ossia l’affidamento del servizio attraverso una gara”. Ma siccome il primo cittadino ha garantito che è “fondamentale che il servizio raccolta rifiuti non subisca alcuna interruzione” e che è stato perciò chiesto “che il servizio rimanga affidato ad Amiu” (per cui l’amministrazione si è fatta anche carico di provvedere al pagamento degli stipendi di questi mesi a venire). Ma allora, cosa succederà adesso? “Non siamo noi a doverlo dire – risponde Porta – Ipotizzo, da quel che si legge sugli organi di informazione, che per i prossimi due mesi il servizio continuerà ad essere affidato ad Amiu. Poi si passerà ad una gara ad evidenza pubblica o affido diretto (esterno, ndr) fino alla gara che non potrà che essere europea”.
Insomma una mattinata dove ci sarà molta carne al fuoco, molto di cui discutere per le tre sigle sindacali e soprattutto molto su cui decidere: tra gli scenari possibili resta aperto anche quello di un possibile nuovo maxi sciopero, che coinvolga ancora una volta tutta la galassia delle partecipate? Oppure si cercherà di prospettare prima un piano “alternativo” per le singole situazioni, puntando alla trattativa?