Alessandria Sailing Team, fin dalla pianura si sente il mare
Conosciamo il team velico di Alessandria che tra passione e tanto impegno sta diventando una realtà importante del mondo delle regate
Conosciamo il team velico di Alessandria che tra passione e tanto impegno sta diventando una realtà importante del mondo delle regate
#nosolodissesto – Che ci fa un team velico ad Alessandria: non c’è il mare? La domanda è piuttosto stupida. Eppure credo che tutti ce la siamo fatta la prima volta che abbiamo sentito nominare l’Alessandria Sailing Team. O, se non eravamo a loro conoscenza, leggendo ora quel punto interrogativo da qualche parte dentro di noi sorgerà. Perché si, Alessandria ha un suo team di vela. E dopo poco più di due anni dalla sua nascita solca le acque del Mediterrano con risultati di livello. Anche se l’unica acqua da cui è circondata la nostra città è quella di due fiumi in cui la navigazione è rimasta un ricordo lontano.“Eravamo quattro amici al bar nel vero senso della parola –racconta Fabiano Berlese skipper e timoniere- Abbiamo deciso di iniziare a regatare facendo a sportellate al lago con degli amici. Da quell’esperienza è nata la voglia di approfondire la regata e abbiamo fatto un corso di vela. Affittiamo una barca, mettiamoci alla prova e vediamo che succede, ci siamo detti. È successo poi che da quel primo passo ci siamo iscritti al campionato di Sanremo. Siamo tornati a casa con un quarto posto di classe. Da cosa nasce cosa, abbiamo incominciato a perfezionarci fino a completare un equipaggio. Con grande impegno e lavoro siamo arrivati a partecipare a grandi campionati”.
Un percorso fatto di tanta passione e sacrifici personali. Non ci sono grandi finanziatori, grandi guadagni, sono tante le spese.
“Noi ci autofinanziamo attraverso delle quote individuali. Se avessimo degli sponsor importanti sicuramente ci darebbero una grande mano. Potremmo permetterci materiali e vele aggiornate che ci consentirebbero di competere con gli altri. Al momento però un grande sponsor non lo abbiamo. La barca ci è data in comodato d’uso da un nostro socio. Rimangono da pagare le iscrizioni, le spese dei porti, qualche vela che si strappa e la manutenzione. Ma per il momento utilizziamo solo vele strausate, quelle che scartano gli altri. Non avendo altri fondi facciamo come si può. Preferiamo spendere nella comunicazione e nel lavoro a terra per mettere radici molto più solide su cui costruire. Con aiuto della parte comunicativa e dei risultati riusciamo comunque ad avere un ritorno. Siamo ormai un veicolo per la città di Alessandria e portiamo una bella immagine in giro. Anche il Comune ci riconosce come team velico della città con il suo patrocinio. Abbiamo tutte le intenzioni di approfondire e andare avanti in questo percorso e di crescere ancora. Per arrivare e questo obiettivo avremmo ovviamente bisogno di qualche grade sponsor o di una serie di piccoli. Ultimamente qualche cosa si sta muovendo, segno che c’è interesse nonostante il momento di crisi”.
Dalle prime esperienze alla competitività di questa stagione il tempo è stato breve ma i passi sono stati tanti. I piazzamenti arrivati sono lì a testimoniarlo.
“Abbiamo iniziato la stagione con il trofeo Grimaldi dove siamo arrivati ottavi. Il risultato grosso è arrivato poi al 23° Campionato Invernale d’Altura del Ponente Ligure, a Varazze: su 36 equipaggi siamo arrivati al quinto posto nonostante varie vicissitudini –spiega Matteo Gatto, prodiere- È stato un campionato condizionato fortemente dalla meteorologia: alternanza di giornate con vento potente sui 25-30 nodi a
Ma l’Alessandria Saling Team non è solo gare. E’ una realtà sfaccettata che vive intorno al mondo della vela in varie forme. Innanzitutto attraverso una concezione di sport come pratica di vita.
“Ci sono tante iniziative al di là delle regate. Abbiamo collaborato nel socioassistenziale portando su una barca dei ragazzi della comunità sociale del Progetto A. Li abbiamo portati in mare per farli capire i concetti di lavorare insieme. È stata una giornata stupenda con 5 ragazzi e due accompagnatori. Dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Vorremmo ripetere quest’anno e farne anche una con papà e figlio o mamma e figlio. Loro si sono divertiti. Hanno capito lo spirito e collaborato tantissimo. È un gioco ma dove devi fare scelte da uomo. Il compito di una qualunque società sportiva è anche la crescita sociale del gruppo e aiutare chi ha bisogno”.
Si sviluppa poi attraverso un’idea ampia di attività sportiva come uno dei collanti fondamentali per unire persone e creare una comunità.
dei ragazzi che vogliono farlo saremmo contenti di farli partecipare. Abbiamo, fra l’altro, un istruttore federale che potrebbe insegnarli. Abbiamo anche un nostro giornale bimestrale “Alessandria Sailing News”. Il primo numero è uscito a sé stante poi dal secondo in combinazione con “La pulce nell’orecchio”. Parliamo di tutto: delle nostre attività, della vela in generale, dei nostri amici del mare. È soprattutto un veicolo pubblicitario. La nostra ambizione è farlo passare da 4 facciate a 8. Poi in programma c’è l’uscita di un libro in occasione dei tre anni dall’anniversario dalla fondazione. Racconteremo un percorso che da zero, regata dopo regata, arriva fino ai mondiali ad agosto scorso. A maggio per il mese dello sport saremo al campo scuola dove gli studenti potranno rivolgersi alle varie società per avere notizie sulle attività che svolgono. Poi stiamo mettendo in piedi un’iniziativa con le scuole dove andremo a spiegare i segreti della vela”.
Tutto il percorso dell’Alessandria Sailing Team è possibile solo grazie a un gruppo affiatato. Persone che si aiutano su una barca e quando ritornano a terra. Perché lo spirito del mare questo insegna. È un corso accelerato che spiega come stare con gli altri dividendo gioie, difficoltà, errori.
“E’ solo questione di passione. Noi non siamo di quelli che amano la nautica: gente a cui piace la barca in sé e farsi notare, anche solo stando in porto. Noi amiamo il mare e lo viviamo a 360 gradi d’estate e d’inverno. Lo rispettiamo e amiamo tutto quello che il Mediterraneo sa donare -conclude Fabiano Berlese- La cosa che ci unisce è che tutti diamo un contributo sia in barca che a terra. Il feeling che c’è in barca lo mettiamo anche a terra. La vela è una scuola di vita. Ci mette a confronto individualmente e nell’intimo perché siamo a stretto contatto. Si entra un po’ nell’altra persona e ci si condivide. Ci sono tensioni a volte. Però si arriva a esplicitarlo perché è per il bene della squadra, non personale. L’errore non è tuo è di tutti. Anche a terra ammettiamo i nostri errori cosa ben difficile che succeda nella vita quotidiana. La vela ci ha insegnato anche questo: per poter crescere, andare avanti, non poterli fare più, bisogna ammettere i propri errori. Una bella dose di umiltà”.