Aspal: per 41 lavoratori scatta la prospettiva “ammortizzatori sociali”
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
28 Febbraio 2013
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Aspal: per 41 lavoratori scatta la prospettiva “ammortizzatori sociali”

Ancora un piano con poche certezze, se non quella che i servizi vengono mantenuti tutti, ma per rispondere alle richieste del Ministero dell'interno la prospettiva vede 35 lavoratori (sui 76 di Aspal) ricollocati. Per i restanti 41 scatta l'incognita degli ammortizzatori sociali: cassa integrazione o contratto di solidarietà

Ancora un piano con poche certezze, se non quella che i servizi vengono mantenuti tutti, ma per rispondere alle richieste del Ministero dell'interno la prospettiva vede 35 lavoratori (sui 76 di Aspal) ricollocati. Per i restanti 41 scatta l'incognita degli ammortizzatori sociali: cassa integrazione o contratto di solidarietà

ALESSANDRIA – 21:00 Presentato il piano industriale: nulla di positivo
E’ terminato l’incontro tra amministrazione e sindacati per la presentazione del piano industriale Aspal. Il sindaco, Maria Rita Rossa, ha illustrato l’analisi dei costi alla luce anche delle osservazioni recentemente inviate dal Ministero dell’Interno sull’ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato ed ha manifestato la volontà di mantenere tutti i servizi con gli orari odierni. “Ci assumiamo la responsabilità di tenere aperti i servizi che il Ministero ritiene non indispensabili perché non vogliamo arrenderci all’idea di perderli” ha spiegato il primo cittadino. Ma entrando nel dettaglio si arriva ai tasti dolenti: l’amministrazione ha svolto una ricerca in cui si sono raffrontati i costi ed il numero di addetti per questi servizi in città di dimensioni analoghe ed è emerso l’utilizzo di un numero molto inferiore di lavoratori con costi più contenuti.  “Abbiamo tentato di mantenere i servizi con un minimo tecnico di addetti – ha continuato il sindaco, Maria Rita Rossa – lasciando, però, aperte prospettive per l’accesso agli ammortizzatori sociali ed alla formazione professionale degli addetti per un loro reimpiego futuro, ad esempio, attraverso la gestione informatica di tutte le partecipate”.
E così nella sostanza dei numeri (che corrispondono però a persone) si passerebbe dagli attuali 76 lavoratori a 23 ricollocati: chi in Costruire Insieme, chi in Amag (servizio tributi gestito da azienda esterna alla stessa azienda di gas e acqua), chi reinternalizzato. Poi altre 12 persone in cooperative per servizi come quello delle affissioni….e così via. Insomma 35 ricollocati e 41 no. Per questi la prospettiva ad oggi sono gli ammortizzatori sociali. “Percorreremo ogni strada possibile –  ha concluso il sindaco, Maria Rita Rossa – che permetta di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali, dai contratti di solidarietà alla cassa integrazione in deroga”. Insomma un incontro interlocutorio, visto che come precisano le organizzazioni sindacali il piano va analizzato. “Al momento il quadro che ci hanno prospettato è tutt’altro che positivo – afferma Aldo Gregori della Uil – Ci incontreremo con tutte le sigle sindacali lunedì per fare le nostre valutazioni”.

La città non può morire: questo un tempo era uno slogan comune, oggi non vorremmo restasse solamente dei lavoratori e dei sindacati”. Silvana Tiberti, segretario provinciale Cgil, riassume così la preoccupazione per l’incontro di questa sera alle 18.30, quando Palazzo Rosso presenterà il primo piano di riorganizzazione di una sua partecipata, l’Aspal, messa in liquidazione mesi fa ma oggi chiamata a giocare ancora un ruolo per il capoluogo. 
“In 9 mesi non abbiamo visto uno straccio di piano industriale per nessuna delle aziende controllate dal comune” – sottolinea Tiberti. “Si parla di esuberi ma non è stata esplicitata nessuna strategia concreta d’intervento. A questo punto ci viene da pensare ci siano due spiegazioni alternative: o l’amministrazione non ha idee, o manca la trasparenza per renderle note con chiarezza. Quello di Aspal sarà il primo di una serie di banchi di prova decisivi. Quel che è certo è che occorre fare presto, la città non può attendere oltre”.

Sulla stessa linea d’onda anche Alessio Ferraris, segretario provinciale Cisl, che aggiunge: “i rilievi giunti nei giorni scorsi dal Ministero vogliono dire che chi deve controllare sta facendo il proprio lavoro. Evidentemente non tutti i dati mandati a Roma in riferimento al bilancio stabilmente riequilibrato sono stati convincenti, ma è già un fatto positivo che non ci sia stata una bocciatura completa del documento economico. Sono stati fatti alcuni rilievi, che sono in linea con quello che i sindacati dicono da tempo: se non si interviene tempestivamente il rischio è quello di incorrere in un futuro nuovo dissesto. La partita sui conti passati compete all’Organismo Straordinario di Liquidazione, anch’esso bacchettato da Roma perché ancora non ha iniziato la fase di liquidazione a favore dei creditori, ma non è più affare dell’amministrazione. Palazzo Rosso deve invece occuparsi della situazione attuale, e senza piani industriali credibili il futuro della città è segnato. Un antico detto recita così – prosegue Ferraris – più un cammino è lungo, più bisogna cominciare a camminare presto: per ora l’amministrazione comunale non ha minimamente sfruttato la chance che il sindacato le ha offerto, perdendo di fatto 9 mesi. Le maestranze, i lavoratori, i fornitori, i cittadini attendono però risposte e quello che ci aspettiamo questa sera è la possibilità di affrontare un dialogo vero con il sindaco sul futuro della partecipata. La speranza è che non ci venga presentato semplicemente un pacchetto preconfezionato e blindato, ma ci sia la volontà di discutere delle soluzioni possibili a 360 gradi, per salvare i posti di lavoro e la dignità delle persone”.

Questa nota ministeriale cambia poco, noi siamo sempre stati realisti e sono cose che diciamo da tempo” questo il commento di Aldo Gregori, segretario provinciale Uil, che aggiunge “più tempo passa senza un confronto serio e peggio è. Crediamo però che l’amministrazione non debba prendere alla lettera, in modo ‘sabaudo’, tutto quello che viene richiesto dal Ministero. Il tempo per intervenire c’è ancora, ma la via è sempre più stretta. Speriamo l’incontro di oggi segni l’inizio di un percorso positivo in grado di portarci a una fase nuova nel processo di contrasto della crisi cittadina”. 

L’incontro, previsto per oggi alle 18.30, avrà l’obiettivo di illustrare cosa ne sarà dei servizi da poco riaperti dopo la chiusura forzata di una settimana. Con il fiato sospeso le decine di lavoratori della partecipata, che nei giorni scorsi più volte si sono recati a Palazzo Rosso per manifestare la propria preoccupazione e la richiesta di non essere lasciati soli. 

 
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