Caro Sindaco, batti un colpo!
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Agostino Pietrasanta  
25 Febbraio 2013
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Caro Sindaco, batti un colpo!

Forse il tempo, dopo nove mesi di governo è persino scaduto; in ogni caso meglio tardi che mai, anche perché i nodi sono venuti inevitabilmente al pettine e se ne parlo sotto la forma della lettera …

Forse il tempo, dopo nove mesi di governo è persino scaduto; in ogni caso meglio tardi che mai, anche perché i nodi sono venuti inevitabilmente al pettine e se ne parlo sotto la forma della lettera ?

OPINIONI – Forse il tempo, dopo nove mesi di governo è persino scaduto; in ogni caso meglio tardi che mai, anche perché i nodi sono venuti inevitabilmente al pettine e se ne parlo sotto la forma della lettera aperta e con riferimento a solo due intricatissime situazioni è per l’esclusiva necessità di farmi capire meglio (ci provo) dai rari lettori che mi seguono.

Leggendo dell’AMIU mi impressiona la straordinaria attualità di quanto avevo scritto, mesi addietro, sull’evangelico “fattore infedele”; e per spiegarmi vorrei richiamare ciò che sta scritto nel verbale d’intesa intervenuta, poco prima delle elezioni, tra i sindacati e Fabbio (lo cito solo per capirci, ma lo lascerò subito tranquillo); in quel verbale dopo aver assicurato che si sarebbero mantenuti posti di lavoro e retribuzioni in essere, cosa ovviamente apprezzabile, soprattutto quando non si è chiamati a rispondere sulla disponibilità delle risorse, ci sta un’aggiunta che è un umoristico capolavoro, tanto geniale che neppure Pirandello che dell’umorismo ha fatto ragione della sua creazione, ci sarebbe arrivato. Si dice: “ivi comprese abitudini e consuetudini”

Ci sarebbe da restar basiti, perchè mi chiedo ad esempio se tra le “consuetudini ed abitudini” ci sia anche quella di anticipare i turni di notte alle venti (20), anziché farli partire dalle ventidue (22), prassi di tutte le amministrazioni, con relativo aumento dei costi; se tra le “consuetudini ed abitudini” ci sia quella di concedere ferie nei periodi più caldi, ad esempio, le festività natalizie, senza badare alle urgenti sostituzioni, mentre il personale si irrigidisce per aver ricevuto le tredicesime con qualche giorno di ritardo (inutile dire del destino di chi nel privato, con analogo comportamento, troverebbe immediata sostituzione); nel frattempo le strade si riempiono di rifiuti e di sterco nonché ciarpame vario ed i cittadini si consolano perché con  l’IMU sulla prima casa ed il salasso conseguente, si rendono conto della urgenza del loro contributo, navigando tra la m…, pardon il letame che occupa la città; se tra le abitudini e le conseguenze ci sia anche quella di mantenere retribuzioni pressoché dirigenziali ad un’attività che col dovuto rispetto non esige professionalità propriamente sofisticate.

Capite ora perché non resto basito, perché, per conto dell’amministrazione firmava una persona che sicuramente conosce la parabola del fattore infedele; sapendo che avrebbe passato consegne, si assicurava legittime benevolenze per il futuro.

Ora però chi governa non può più aspettare ad una rifondazione di un servizio tanto essenziale e, nonostante, o forse proprio grazie, lo zelo dei sindacati, dovrà rifondare e ricostruire e(absit iniuria!) ricontrattare le retribuzioni; altro che consuetudini ed abitudini! E dunque caro Sindaco, batti un colpo: un giorno in più costituisce un pericolo; anche perché tocca a te porre rimedio al fatto che per tre anni, l’amministrazione ha incassato i nostri soldi e non li ha versati all’azienda. Coraggio, Sindaco, perché alle prossime elezioni, nessuno si ricorderà di queste passate monellerie; anche noi che le ricordiamo e le ricorderemo, desidereremmo andare oltre.

Leggendo dell’ATM mi sento coinvolto e forse non sarò sereno, perché gia due volte, volendo usare il mezzo pubblico, per raggiungere  il centro, dal “Cristo”, dopo tre quarti d’ora d’attesa, sono dovuto ricorrere al mezzo “privato” Mi dicono che i mezzi sono stati “tagliati” della metà”. Informazione preziosa perché alle fermate nessuno ha messo uno straccio di cartello, dal momento che ci sarebbero gli avvisi “sopra i mezzi” (!).

Anche qui mi chiedo se, stante l’arroganza di chi non cede sulla sua retribuzione quasi scandalosa, ci siano da preservare “abitudini e consuetudini”. Ad esempio se sia ragionevole consuetudine ciò che è stato fatto prima, ma che tocca a te correggere perché al governo ci sei tu. Così se si sono assunti trenta operatori, ancora poco prima delle elezioni, i quali girano con circospetto atteggiamento, ad appioppare multe (speriamo che i proventi vadano a buon fine), senza che sia aumentata di un’unità la disponibilità dei posti/parcheggio, non posso non pensare alle consolidate “abitudini e consuetudini”; se il personale degli uffici è più numeroso di quello che lavora sugli autobus e se tale personale “stabile” aumenta a dismisura a fronte del taglio dei mezzi; se i dipendenti ATM, in buona parte, non sono obbligati ad avere la patente prevista per il trasporto pubblico, non posso che continuare col mio birichino pensiero sulle “consuetudini ed abitudini”

Sindaco, non c’è più tempo, batti un colpo e dillo anche ai sindacati, i quali (sono sicuro!) non essendo corporativi (absit iniuria!) nello spirito di solidarietà accetteranno sicuramente di ricontrattare i salari con riferimento a quelli di un professore di liceo.

Poiché ci sei, caro Sindaco, batti un colpo! 

[Dal blog appuntialessandrini.wordpress.com]

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