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Amiu e Atm, “soluzioni a breve o sarà il collasso”. Intanto arrivano 700 mila euro per Atm
Nervi tesi in Amiu e Atm in vista del pagamento degli stipendi il 27. La liquidità ci dovrebbe essere, ma in Amiu piovono contestazioni disciplinari. Se i mezzi sono fermi, la colpa non può ricadere sui lavoratori. Intanto dall'amministrazione comunale arrivano i soldi per pagare gli stipendi di Atm di febbraio
Nervi tesi in Amiu e Atm in vista del pagamento degli stipendi il 27. ?La liquidità ci dovrebbe essere?, ma in Amiu ?piovono? contestazioni disciplinari. ?Se i mezzi sono fermi, la colpa non può ricadere sui lavoratori?. Intanto dall'amministrazione comunale arrivano i soldi per pagare gli stipendi di Atm di febbraio
ALESSANDRIA – 13:50 In arrivo dal Comune oltre 700 mila euro per stipendi AtmL’amministrazione comunale ha anticipato la somma di 764.407,50 euro in favore di Atm. necessaria alla copertura degli stipendi del personale per il mese di febbraio. Il trasferimento di fondi si è reso necessario a causa della mancata erogazione del Fondo Trasporti 2012 da parte della Regione Piemonte. “Trovo paradossale – ha dichiarato il sindaco Maria Rita Rossa – che debba essere il Comune in dissesto ad anticipare la liquidità necessaria per pagare i salari Atm e solo perché laRegione è in ritardo sui trasferimenti del Fondo Regionale Trasporti. Mi domando perché le norme sui vincoli di destinazione della cassa debbano valere solo per noi. Che fine hanno fatto i soldi regionali? A favore di chi sono stati dirottati? La nostra amministrazione sta facendo l’impossibile per evitare la liquidazione totale delle società pubbliche che un commissario avrebbe già chiuso da mesi. Stiamo predisponendo un vero e proprio piano di sviluppo per Atm, m mi domando che utilità potrà avere se la Regione non riuscirà a garantirne la sussistenza minima vitale”.
Sale la tensione nelle partecipate del comune di Alessandria. I giorni caldi di Aspal sono un ricordo ancora troppo vicino e c’è la consapevolezza che nulla è ancora risolto. La somma messa a disposizione dall’amministrazione potrebbe garantire la prosecuzione dei servizi per qualche mese e, nel frattempo, si attende la presentazione del piano industriale (che con buone probabilità sarà ormai dopo le elezioni). Cala temporaneamente il sipario su Aspal ma rischia di riaprirsi quello su Amiu e Atm, in vista del 27 di febbraio, giorno di pagamento degli stipendi. “La liquidità c’è, il pagamento degli stipendi non dovrebbe essere a rischio”, dice Alessandro Porta, segretario Uil Trasporti. Le due aziende sono però “senza guida” dopo le dimissioni dei rispettivi presidenti. “Ora tocca all’amministrazione comunale dare indicazione dei nuovi presidenti e nominare il consiglio di amministrazione. Dalle informazioni che abbiamo fino a questo momento, si tratterà di cariche a titolo gratuito. Ci auguriamo che il quadro si chiuda entro una decina di giorni, altrimenti si rischia il collasso”, aggiunge Porta.
Meno ottimisti sono Daniele Retini e Alberto Marasso, rispettivamente segretario e membro della segreteria di Fit Cisl. Partendo dal pagamento degli stipendi: “temiamo che ci possano essere, quanto meno, dei ritardi”, dicono. A questa preoccupazione si aggiunge anche la tensione dei lavoratori per una serie di contestazioni disciplinari rivolte ai lavoratori.
“Il vero problema è che una percentuale variabile tra il 40 e il 70 % dei mezzi è ferma per la mancanza di manutenzione o perchè manca il gasolio. Ne risentono inevitabilmente i servizi ma non possono essere chiamati a pagare i lavoratori, che sono vittime della situazione e non causa dei disservizi. Banalmente, se i mezzi non funzionano non si può dare la colpa ai dipendenti”, dicono Retini e Marasso. “Sulle contestazioni disciplinari si aprirà ora la trattativa, nulla è ancora definitivo. Ma riteniamo che la pressione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori sia inaccettabile”.
Retini allarga il discorso alla gestione dell’intera partita sulle partecipate da parte dell’amministrazione comunale: “ogni tanto si torna a parlare di tagli: un giorno sono 200 lavoratori, l’altro 50, poi di nuovo 300. Ma di proposte concrete per uscire dalla situazione mi sembra che non ce ne siano. Sono ormai otto mesi che non viene deciso nulla”. I sindacati tornano a chiedere con forza la convocazione dei tavoli di confronto per discutere dei piani industriali.
Meno ottimisti sono Daniele Retini e Alberto Marasso, rispettivamente segretario e membro della segreteria di Fit Cisl. Partendo dal pagamento degli stipendi: “temiamo che ci possano essere, quanto meno, dei ritardi”, dicono. A questa preoccupazione si aggiunge anche la tensione dei lavoratori per una serie di contestazioni disciplinari rivolte ai lavoratori.
“Il vero problema è che una percentuale variabile tra il 40 e il 70 % dei mezzi è ferma per la mancanza di manutenzione o perchè manca il gasolio. Ne risentono inevitabilmente i servizi ma non possono essere chiamati a pagare i lavoratori, che sono vittime della situazione e non causa dei disservizi. Banalmente, se i mezzi non funzionano non si può dare la colpa ai dipendenti”, dicono Retini e Marasso. “Sulle contestazioni disciplinari si aprirà ora la trattativa, nulla è ancora definitivo. Ma riteniamo che la pressione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori sia inaccettabile”.
Retini allarga il discorso alla gestione dell’intera partita sulle partecipate da parte dell’amministrazione comunale: “ogni tanto si torna a parlare di tagli: un giorno sono 200 lavoratori, l’altro 50, poi di nuovo 300. Ma di proposte concrete per uscire dalla situazione mi sembra che non ce ne siano. Sono ormai otto mesi che non viene deciso nulla”. I sindacati tornano a chiedere con forza la convocazione dei tavoli di confronto per discutere dei piani industriali.