Nuccio Puleio apre le danze del rimpasto di Giunta
L'assessore al sistema educativo rassegna le proprie dimissioni per incompatibilità di visione con il sindaco e la maggioranza, sempre più intenzionati a pensare una riorganizzazione del Comune fatta di tagli anche al personale. A breve potrebbero lasciare anche Giorgio Barberis e Pietro Bianchi (in direzione Amag)
L'assessore al sistema educativo rassegna le proprie dimissioni per incompatibilità di visione con il sindaco e la maggioranza, sempre più intenzionati a pensare una riorganizzazione del Comune fatta di tagli anche al personale. A breve potrebbero lasciare anche Giorgio Barberis e Pietro Bianchi (in direzione Amag)
ALESSANDRIA – Nuccio Puleio, assessore “tecnico” al sistema educativo, comunità, benessere dei bambini pubblica istruzione e politiche per i giovani ha rassegnato ieri le proprie dimissioni, in una lettera al sindaco di due pagine che “oggi andrà ratificata perché inizialmente non firmata”, come precisato da Palazzo Rosso in una nota giunta nel pomeriggio. Nessun commento, a parte l’eccezione sulla mancanza di una firma valida, da parte del primo cittadino, che forse si esprimerà oggi in maniera più chiara sulla scelta del proprio assessore. Sicuramente per la città, già in una fase quantomai delicata, si staglia all’orizzonte un nuovo capitolo d’incertezza.
“Impossibile non riuscire a dire con chiarezza come la penso su questioni vitali” – ha spiegato Nuccio Puleio, che racconta di un commiato sofferto e affettuoso con il sindaco, ma ormai inevitabile. A pesare le scelte ormai date per scontate da parte dell’Amministrazione di usare la linea del rigore per riportare i conti del Comune in ordine nei tempi strettissimi imposti da Roma. “Quella sul dissesto è una legge con una ratio precisa – ha spiegato l’ormai ex assessore – nata per spogliare il pubblico di servizi fondamentali, anche se tecnicamente non giudicati essenziali, come le attività per i giovani e buona parte dei servizi educativi. A una scelta così forte da parte di Roma bisogna contrapporre un impegno altrettanto forte qui, lottando perché questo sopruso non venga accettato e siano cambiate leggi così inique. E’ assurdo che a pagare gli errori commessi dai precedenti amministratori siano ora i cittadini che lavorano con qualità e impegno. A questo bisogna opporsi con ogni mezzo, senza abbassare la testa. Se questa amministrazione ritiene che tutto sia stato fatto per evitarlo, e che ora rimanga solo più la strada dei tagli, io non posso che prenderne atto e continuare sotto altre forme la mia battaglia”.


Per ora i primi commenti dei cittadini, raccolti sul web e fra i lavoratori delle partecipate, paiono dividersi equamente fra favorevoli e contrari alla scelta degli assessori uscenti. Se da un lato vi è chi apprezza l’integrità di chi decide di lasciare se non vede più spazio per portare avanti dall’interno le proprie idee, in tanti ritengono questo gesto prematuro, perché potenzialmente in grado “di aprire il grande buco nero dei licenziamenti, ora che il fronte contrario a un ridimensionamento massiccio dei lavoratori delle partecipate pare sempre più fragile”. E altri si domandano: “perché scegliere di andarsene così? Se è vero che la Giunta ha intenzione di venir meno a quanto promesso in campagna elettore, varrebbe la pena che chi difende la linea originale rimanga il più possibile al proprio posto, cercando sostegno nella piazza e chiedendo semmai ad altri di lasciare il proprio posto”. E ancora: “se proprio si deve lasciare, possibile che non si possa farlo almeno sbattendo la porta?”.