Milanese: “Alessandria come altre città ma con più locali e più realtà”
Spesso è sul palco da musicista, altre volte invece giù dal palco a far da direzione artistica ad un pub come il Mag Mell
Spesso è sul palco da musicista, altre volte invece giù dal palco a far da direzione artistica ad un pub come il Mag Mell

In UK ci sono stati degli sviluppi sul fronte della musica dal vivo. Quali difficoltà affronta un locale per far suonare musica dal vivo invece in Italia o più semplicemente a livello provinciale?
So della legge inglese che aiuta i piccoli locali e le piccole realtà musicali, tagliando gli oneri sugli spettacoli al di sotto di una soglia di pubblico: trovo sia una cosa bellissima, logica e un’ottima occasione per aiutare la musica emergente. Trovo altrettanto logico che in Italia non ci sia nulla di simile: nessuno ti mette in condizioni di lavorare con la musica seriamente e/o qualitativamente. Un locale che vuole proporre un programma di musica dal vivo regolare si scontra (indipendentemente dalla sua capienza) con balzelli per la maggior parte assurdi, con le spese fisiche spesso onerose, una mancanza di organizzazione e una lunga fila di avvoltoi che vogliono solo approfittare della passione di un gestore inesperto. Poi c’è il problema del pubblico, ma è nostra responsabilità “educarlo” (pessimo termine ma rende l’idea) a suoni nuovi o meravigliosamente antichi, sperando di dare alla gente qualcosa di inedito piacevole e alimentare la loro curiosità. Al Mag Mell c’è un quadro, vicino al placo, con scritto “please be silent during the concert, respect the music” e sono parole molto rispettate.
Tu fai programmazione al Mag Mell? Prediligi scegliere band originali o band che fanno cover? Cosa ti porta a scegliere una o l’altra categoria?
Si, ho la fortuna di collaborare con il Mag Mell in veste di direttore artistico, ho guadagnato la loro fiducia lavorando in maniera qualitativa dal 2010: mi trovo a ricevere continuamente richieste di formazioni da tutta Italia, nonostante siamo un piccolo acoustic club. La linea editoriale è chiara, basta guardare gli artisti che abbiamo proposto (tutte le locandine delle stagioni musicali sono appese nel locale) e ovviamente do precedenza a chi ha un disco da presentare o non ha mai suonato nella provincia di Alessandria; non ospitiamo tribute band, raramente il palco è calcato da cantanti che usano solo la lingua italiana e non possiamo ospitare formazioni elettriche che abbiano esigenze di alti volumi. Io ho solo un referente a cui devo rispondere del mio lavoro come direttore artistico: il pubblico del Mag Mell. Ho un budget limitato e con quello devo fare del mio meglio per far star bene gente e musicisti e tutti gli artisti, sia italiani, americani, australiani, sudafricani o inglesi che hanno suonato da noi vogliono sempre tornare!
Le spese SIAE sono semplicemente troppe. Per il resto, le spese di un locale sono definite dalla capienza e dalle esigenze degli artisti che ospita: ad esempio noi abbiamo preferito investire nell’acustica della sala piuttosto che nell’impianto, così che il pubblico possa godersi un concerto anche a volumi accettabili e i musicisti possano veramente suonare in una situazione acustica e con l’attenzione che meritano. A volte, per fare una bella serata in un piccolo locale, basta solo una buona accoglienza e riuscire a mettere tutti a proprio agio. Al Mag Mell, nonostante le nostre esigue possibilità, sono stati registrati due CD live: uno di “Dodo Harmonica Kid & Gluck” del 2012, e uno dei “Blind Bonobos” (la formazione acustica di Bobby Soul) in uscita tra pochi mesi.
Si riesce a instaurare una certa collaborazione (sempre con un minimo di concorrenza legittima sia chiaro) con alcuni locali?
Ovviamente le collaborazioni sono alla base di una buona programmazione! Fallisce in partenza chi non si rende conto che è stupido farsi la “guerra tra poveri”: la concorrenza quando si fa cultura è solo una perdita di tempo. Noi collaboriamo con lo storico “Il Banco” di Zoagli, con il “Doppio Malto” di Cecina e altri locali nel milanese e nella zona di Varese, per portare e far conoscere insieme artisti d’oltreoceano e bei progetti; presto anche questo elenco si allungherà ancora di più. Logicamente questo discorso non posso farlo con colleghi in provincia, non si possono dare date troppo vicine allo stesso artista in tour.
Tu suoni anche in una band, facci una breve introduzione
Si suono, canto e scrivo musica da molti anni, il Blues è il mio linguaggio e ho fatto diversi dischi. Il giornalista Fabio Polvani scrisse nel 2011: “Marcello Milanese, nato sulla destra del Tanaro probabilmente solo perché negli ospedali del Mississippi quell’estate del ’73 non c’era più posto.” … mi è sempre piaciuta molto questa frase.
Il pubblico è meravigliosamente difficile: un’ottima palestra. Ma ora suono raramente in Alessandria, ho scelto la carriera musicale e suonare solo nella propria città sarebbe come un fallimento. Alessandria ha gli stessi problemi di molte altre città ma abbiamo più locali e più realtà della maggior parte delle cittadine a parità di abitanti peccato che le istituzioni fingano di non accorgersene o cerchino di tenere lontano il pubblico dalla cultura.
Ma quanto costa dover suonare al giorno d’oggi come strumentazione, sala prove e SIAE?
Qualsiasi passione costa: la SIAE non è un obbligo, qualunque compositore è libero di non iscriversi e i dischi può stamparli e venderli comunque. La strumentazione…. non saprei, ho quasi sempre usato una strumentazione molto economica e ho fatto il mio ultimo disco con strumenti costruiti in casa! In provincia abbiamo la fortuna di avere strutture e sale prove private splendide ma ora facendo musica acustica a me basta un salotto qualsiasi.
Avete avuto esperienze fuori provincia, in giro per l’Italia o all’estero?
Come dicevo prima, un musicista che si lamenta di non suonare nella propria città non si rende conto della sua fortuna: se non ci si confronta con realtà diverse, fisicamente e umanamente lontane, non è possibile avere un’evoluzione. Un artista deve muoversi e fare più chilometri possibile, i complimenti del vicino di casa sono piacevoli, ma inutili alla crescita di un artista.
Personalmente negli Stati Uniti ho trovato palchi ottimi e sempre un bel pubblico, ho potuto tenere molti contatti e ci tornerò presto per un altro tour.
Ci potrebbe essere una soluzione per la provincia di Alessandria e soprattutto per il pubblico facendo sì che si sensibilizzi, si renda attiva e partecipe la gente non facendo vivere la musica live come semplice motivo di disturbo ma beneficio di cultura?
Tutti i comuni e le provincie italiane non vogliono appoggiare i festival e i locali di musica dal vivo: non aiutano senza un introito e non c’è la volontà di aiutare, anche gratuitamente, nessuno. Con la motivazione della crisi e del dissesto, un comune, nell’estate 2012, chiedeva ad una agenzia di spettacolo lontana 1000 km, dei concerti a costo zero: sarebbe bastato andare in una sala prove della città e offrire un palco ai giovani concittadini!!! Oppure un accordo tra SIAE e comuni per pagare metà tasse (soldi che non tornano comunque agli artisti) sarebbe una bella utopia ma probabilmente, anche con la città piena di musica a volumi ed ore ragionevoli, ci sarebbe qualche annoiato alessandrino che esigerebbe il silenzio e tutti i buoni propositi culturali finirebbero in nulla. L’unico sistema è che i privati non scendano a compromessi, che insistano nella musica e negli spettacoli di qualità: il pubblico c’è, non c’è solo quello che vuole delle ovvietà scontate, e il pubblico che ama l’arte onesta è un pubblico fedele.

Ora continuo le presentazioni dell’ultimo disco a mio nome “Marcello Milanese – Goodnight to the bucket” sia come one man band che in trio: le recensioni stanno cominciando ad uscire anche sulla stampa cosiddetta “specializzata” e le risposte sono tutte inaspettatamente più che positive. Ne sono molto stupito e contento, per un CD che, musicalmente, può risultare piuttosto ostico e particolare. Poi c’è il nuovo tour estivo, la promozione dei lavori che ho prodotto per altri artisti, la realizzazione di altri video musicali, i festival, le collaborazioni e la stesura del prossimo disco.
[foto di Federico Sponza]