Rita Rossa: “Risponda Fabbio…”
Sulla bacheca facebook del sindaco di Alessandria due post riguardanti le partecipate Sital e Al.Tri, in fallimento
Sulla bacheca facebook del sindaco di Alessandria due post riguardanti le partecipate Sital e Al.Tri, in fallimento
ALESSANDRIA – Dopo la dichiarazione del fallimento, da parte del Comune, della partecipata Al.Tri – che si occupava della riscossione dei tributi – e dopo l’istanza di fallimento presentata anche per Sital, già in via di liquidazione. Il sindaco di Alessandria Rita Rossa ha postato sulla propria bacheca di Facebook: Andrebbe chiesto, quindi, a Fabbio perché la Società non sia partita fra il 2010 e il maggio 2012 e per quale ragione le entrate potenziali per 70 milioni di euro, supposto che esistano, non possano essere incassate dagli uffici comunali.
Il capitale è stato utilizzato per pagare consulenze (di cui una al padre dell’ex presidente Amiu, Valerio Gennaro, per corrispettivi pari a quelli di un dirigente a tempo pieno del Comune) e per l’affitto di locali con un contratto di locazione in cui le spese di ristrutturazione erano a carico del Comune.
Ma se i locali non erano adatti, perché sono stati scelti?
E perché non sono stati utilizzati quelli degli Uffici Tributi in cui il personale già svolgeva mansioni analoghe?
La mia Giunta non ha proseguito perché non era più in grado di sostenere le spese di Al.TRI., ma la vera questione è il perché la Società non è partita prima?
Risponda Fabbio…
Società Sital: questa società ha registrato una perdita di 259 mila euro nel 2007, 311 mila euro nel 2008, 259 mila euro nel 2009, 181 mila euro nel 2010. Al 30 settembre 2011 aveva accumulato una perdita di 112.719 euro per cui venne trasformata da S.p.A. a S.r.l..
La riduzione del capitale ha intaccato il valore patrimoniale della Società.
La presenza di tre esercizi consecutivi in perdita vieta, per legge, all’Amministrazione di riconoscerle risorse finanziarie. E questo, senza eccezioni, non svolgendo SITAL servizi di pubblico interesse.
Le perdite 2009-2011 sono principalmente causate dalla inesistenza di ricavi poiché nessun contratto attivo è mai stato sottoscritto: la messa in liquidazione è, quindi, necessaria per evitare ulteriori perdite economiche a carico del patrimonio e delle finanze comunali.