Una città che non china la testa. Centinaia di lavoratori “assediano” Palazzo Rosso
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Una città che non china la testa. Centinaia di lavoratori “assediano” Palazzo Rosso

Ieri, venerdì 8 febbraio, manifestazione sotto il Comune convocata da tutte le sigle sindacali e animata da tanti lavoratori delusi per le scelte fin qui intraprese dall'amministrazione. "Serve un tavolo di lavoro complessivo - ammoniscono i sindacati - vogliamo vedere i piani industriali e non accetteremo tagli al personale

Ieri, venerdì 8 febbraio, manifestazione sotto il Comune convocata da tutte le sigle sindacali e animata da tanti lavoratori delusi per le scelte fin qui intraprese dall'amministrazione. "Serve un tavolo di lavoro complessivo - ammoniscono i sindacati - vogliamo vedere i piani industriali e non accetteremo tagli al personale

ALESSANDRIA – “Rita Rossa di vergogna”, “Bianchi vattene a casa”, “il lavoro non si tocca”, “senza soldi non si compra” (l’ultimo rivolto ai commercianti della città, durante il corteo per le vie del centro, invitandoli a unirsi alla manifestazione): questi alcuni degli slogan più utilizzati dalle centinaia di lavoratori di Aspal, Amiu, Atm, Amag e dai dipendenti comunali ritrovatisi ieri, a partire dalla 10.30, sotto il Comune del capoluogo. La città si sta svegliando bruscamente da anni di letargo e l’attuale amministrazione ha ricevuto così una severa contestazione, sebbene da dividere (e non in parti uguali ndr) con i precedenti inquilini di Palazzo Rosso.

Sul tavolo tante questioni, secondo i sindacati da affrontare insieme, in un confronto unico che deve coinvolgere tutta la città e tutti i lavoratori, anche perché, fa sapere Silvana Tiberti, segretario provinciale Cgil: “noi i lavoratori li difenderemo tutti. Alle responsabilità gravissime della precedente amministrazione si sommano 8 mesi inconcludenti della nuova Giunta, 8 mesi dove sono mancati tavoli di confronto, numeri precisi sulla situazione di crisi, piani industriali da discutere”. Gli fa eco Alessio Ferraris, segretario confederale Cisl, che spiega: “i lavoratori hanno avuto fin troppa pazienza. Quello che noi chiediamo sono i piani industriali delle partecipate del Comune e la strategia complessiva che l’amministrazione vuole tenere per mantenere personale e servizi. Siamo ancora disponibili per incontrarci, ma serve dalla Giunta una maggiore disponibilità e trasparenza su quali siano le reali intenzioni e strategie per uscire dal dissesto”. Chiosa Aldo Gregori, segretario Uil: “la situazione è diventata drammatica. Salvaguardare tutti i posti di lavoro è il nostro obiettivo fin dall’inizio. Vogliamo discutere con l’amministrazione, ma questo è il punto di partenza. La notizia di oggi, che in Atm hanno bloccato i salari integrativi, decurtando di fatto circa 250 euro dagli stipendi, senza prima aver discusso della strategia con il sindacato, non è quello che ci aspettavamo”. 

A far detonare la protesta ha contribuito sicuramente l’aggravamento improvviso della situazione di Aspal, con diversi dipendenti ormai a casa sospesi a zero ore, senza stipendio né tutele. Da lunedì annunciata l’occupazione dell’Informagiovani, che sarà presidiato “giorno e notte”. Ma sul piede di guerra sono anche gli altri dipendenti, che denunciano condizioni di lavoro ormai insostenibili, vuoi per la mancanza dei mezzi oggettivi per svolgere dignitosamente il proprio lavoro – “mancano carburante e mezzi funzionanti, denunciano da Amiu” – vuoi per una condizione diffusa di precarietà che annebbia la mente e finisce per umiliare, come nel caso dei dipendenti Tra, i cui ammortizzatori sociali finiranno fra pochi mesi, senza ancora nessuna certezza su cosa verrà dopo. 

Infine i 700 dipendenti comunali: anche per loro le prospettive non sembrano poi così rosee. Il nodo centrale per il personale della pubblica amministrazione resta il taglio di quei 4-5 milioni nel 2014 sotto la voce spese del personale. “Noi la domanda su questi tagli l’abbiamo fatta all’amministrazione – spiega Piero Garofalo della Cgil – che ci ha risposto ‘stiamo vagliando tutte le soluzioni che devono portare ad una riduzione delle spese e ad un aumento delle entrate’”. Il rappresentante delle Rsu, tanto per fare un esempio, cita la proposta “uscita” anche sui giornali, degli autovelox comunali, poi smentita dal sindaco.
“Anche in questo caso – replica Garofalo – perché non far pagare una multa a chi va ai 100 all’ora sulle strade?”. Comunque sembra che l’amministrazione stia vagliando le soluzioni possibili, con i dirigenti che si incontrano una volta alla settimana: “abbiamo chiesto di poter partecipare – ha proseguito Garofalo – per poter dare anche il nostro contributo”.

Un’altra questione “polemica” è quella sui dirigenti: “qualcuno ci ha accusato di aizzare alla guerra tra classi sociali, cioè tra dirigenti e dipendenti – è intervenuto Fabrizio Ferrari, Rsu Cgil – In realtà la questione è molto più semplice”. Sembrava infatti che dal 1 febbraio dovesse scattare un abbassamento delle indennità di posizione dei dirigenti. “In realtà la loro delega è stata prorogata per un altro mese – accusa Ferrari – E quanto costa un mese di proroga? Uno dei nostri stipendi!”. Tanto per dare l’idea, prosegue Ferrari, “alcuni dirigenti, di alcune fasce, portano a casa 25-30 mila euro in più del primario di cardiochirurgia dell’ospedale”. Tre sono le fasce (A-B-C) dirigenziali, così definite: d’oro (A), d’argento (B) e (faccia) di bronzo (C): “a tutt’oggi sono per l’80% di fascia A – prosegue Fabrizio Ferrari – nonostante la dichiarazione di dissesto e nonostante la situazione finanziaria dell’ente”. Partecipata l’assemblea sindacale che si è rinfoltita di gente dopo il ritorno del gruppo in corteo delle partecipate: prima degli interventi di sindacalisti e lavoratori delle aziende “in burrasca”, un’ultima comunicazione per i dipendenti comunali. “Purtroppo ci è stato comunicato dal nostro legale – spiega Ferrari – che non possiamo (come si voleva) costituirci parte civile nel processo contro Fabbio, Vandone e Ravazzano. L’impostazione del processo – ha spiegato il legale – è per truffa ai danni dello Stato e non di privati, quindi non ci è consentito costituirci contro chi ha la maggior parte di responsabilità in questa situazione”. A tal proposito – “senza alcun ritegno” hanno commentato in tanti – a manifestare insieme al “mondo alessandrino delle partecipate” ad inizio mattinata anche alcuni rappresentanti della Giovane Italia, poi invitati ad allontarsi. Ora si proseguirà ad oltranza: “oggi è solo la prima risposta che abbiamo voluto dare alla politica. Ma non ci fermeremo” hanno ricordato in coro sindacati e lavoratori di Alessandria.

Previsti nei prossimi giorni alcuni incontri fra sindacati e amministrazione per intavolare un tavolo di confronto –  “speriamo il più concreto possibile” affermano Cgil, Cisl e Uil – “per individuare strategie comuni d’intervento. Dal dissesto si può ancora uscire tutti insieme, ma servono strategie differenti rispetto a quelle proposte – o non proposte – finora”. 

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