Csva: “serve l’ottimismo della volontà”
Abbiamo incontrato i vertici del Centro Servizi per il Volontariato di Alessandria, anche loro, come il resto della città, alle prese con razionalizzazioni e incertezza sul futuro, ma anche unincrollabile voglia di fare
Abbiamo incontrato i vertici del Centro Servizi per il Volontariato di Alessandria, anche loro, come il resto della città, alle prese con ?razionalizzazioni? e incertezza sul futuro, ma anche un?incrollabile voglia di fare
ALESSANDRIA – Del loro futuro ad oggi sanno davvero poco gli operatori del Csva, Centro servizi per il volontariato del capoluogo che, ormai da diversi anni, rappresenta un punto di riferimento sul territorio per tutte le associazioni no profit cittadine. La situazione non è delle migliori, se è vero che i finanziamenti per quest’anno sono arrivati ma l’incertezza sull’annunciata riorganizzazione dei Centri servizi a livello regionale regna ancora sovrana e già dal prossimo anno Alessandria potrebbe perdere parecchia autonomia gestionale. Nondimeno la presidente, Marisa Baretto Orecchia (nella foto), e la direttrice, Maria Cristina Massocco, ostentano ottimismo e voglia di non mollare, “perché così si deve fare, fa parte del dna di chi si occupa con passione del mondo del volontariato” ci spiegano.
Dopo mesi d’incertazza il Centro ha ottenuto ancora per quest’anno la certezza di proseguire le attività senza troppe variazini rispetto alle stagioni precedenti, anche grazie allo stanziamento di circa 143 mila euro per la progettazione sociale, dall’anno scorso una risorsa in più per il Csva, ora in grado di cofinziare direttamente i progetti più meritevoli presentati dalle associazioni, non fornendo più solo supporto logisico ma anche fondi economici. “Ovviamente questa metodologia funziona solamente se l’Associazione che fa la richiesta e vince il bando per prima dimostra di essere in grado di saper raccogliere fondi sul territorio – ci spiega la presidente Baretto Orecchia – perché la cifra finanziata non è mai corrispondente al totale dei costi del progetto”.

Ma quale potrà essere il futuro per il Csva di Alessandria? Quanto pesa la crisi complessiva sui servizi al volontariato, vero baluardo contro la forte diminuzione del welfare erogato dalle Stato?
“La situazione è molto fluida – conferma Maria Cristina Massocco – proprio quest’anno noi festeggiamo il decennale delle nostre attività, e in questi anni abbiamo incontrato e aiutato un’infinità di associazioni. Continueremo a farlo finché ce ne verrà data la possibilità, anche se sappiamo che è in corso un ragionamento che potrebbe portare a una riorganizzazione non proprio positiva per Alessandria”. Sul tavolo la possibilità della ricostituzione di un unico centro di servizi regionale, con sede a Torino, con al massimo alcune sedi distaccate, private però di potere decisionale. “Speriamo alla fine si facciano scelte differenti – spiegano dal Csva – perché la nostra forza è il fatto di avere un rapporto diretto con le associazioni, conoscere le loro storie e le loro necessità. Siamo disponibili a una riorganizzazione, se ne era già parlato al tempo del possibile accorpamento con la provincia di Asti, ma mantenere una certa autonomia di pianificazione sarebbe importante. Vedremo cosa ci riserverà il futuro, e intanto pensiamo alla pianificazione come se davanti a noi ci fossero ancora almeno altri 10 anni di autonomia”.