Anche gli operatori delle cooperative del Cissaca dicono “basta”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
8 Febbraio 2013
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Anche gli operatori delle cooperative del Cissaca dicono “basta”

"Drammatica la situazione in cui versano i lavoratori e i servizi sociali della città. Perchè dobbiamo pagare noi per colpe non nostre?". Mercoledì 13 febbraio un corteo di protesta per chiedere un ulteriore versamento di denaro e un incontro con sindaco e gruppi consigliari

"Drammatica la situazione in cui versano i lavoratori e i servizi sociali della città. Perchè dobbiamo pagare noi per colpe non nostre?". Mercoledì 13 febbraio un corteo di protesta per chiedere un ulteriore versamento di denaro e un incontro con sindaco e gruppi consigliari

ALESSANDRIA – “Il credito che il Cissaca, committente di molti servizi del territorio, vanta nei confronti del Comune di Alessandria impedisce al consorzio di sanare i debiti con le Cooperative Sociali Alessandrine fornitrici dei principali servizi alla persona (anziani, disabili, minori, ecc.). Questa situazione comporta che, ormai negli ultimi anni, gli operatori percepiscano esigui acconti di stipendio e che i servizi rischino la chiusura.” 
Non ci stanno a far passare sotto silenzio la drammatica situazione in cui versano essi stessi e i servizi sociali della città, gli operatori delle cooperative che prestano servizi per il Cissaca. Una situazione che potrebbe portare ad una vera e propria emergenza sociale se a minori e famiglie in difficoltà, ad anziani soli non più autosufficienti, ai disabili e alle loro famiglie e a tutti coloro che usufruiscono di assistenza economica non potrà più essere fornito alcun tipo di assistenza.
“Ci domandiamo quale sia a riguardo la posizione del Consiglio Comunale – dicono gli operatori – in considerazione del fatto che, durante la campagna elettorale, i servizi sociali e alla persona sono stati indicati fra i punti di forza dell’attuale giunta. Sembra importante sottolineare che l’esigua cifra riconosciuta al Cissaca nel gennaio di quest’anno (750mila euro erogati per tutto il 2012 a fronte del debito di 12 milioni, dopo un anno di nessun tipo di finanziamento), abbia potuto permettere il pagamento di una minima parte del debito maturato nei confronti delle Cooperative, che vantano in totale un credito di oltre 10 milioni di euro, per lavori già fatti già oltre un anno e mezzo fa e non ancora pagati!”
Gli operatori delle cooperative stanno continuando a svolgere il loro lavoro, spesso anticipando le spese relative al corretto funzionamento dei Servizi. “Tutti da anni stiamo facendo sacrifici, – proseguono – non solo sopportando i ritardi dello stipendio ma anche spesso autoriducendolo e accettando di lavorare in condizioni in cui alcuni istituti economico-normativi non possono essere garantiti (pagamento di festività, tredicesima e riduzione della malattia).” Provvedimenti necessari alle cooperative sociali per poter garantire la propria esistenza e, soprattutto, la continuità del loro impegno, a fronte dell’inadempienza degli Enti pubblici.
Ora, però, è arrivato il momento di dire “basta” secondo i lavoratori, che hanno deciso che faranno sentire la propria voce alle istituizio attraverso un corteo di protesta che mercoledì 13 febbraio, partirà alle 9 davanti alla sede del Cissaca per raggiungere Palazzo Rosso, sotto il quale rimarrà per tutta la giornata e per i giorni a seguire: “finché non verremo sentiti e finalmente tutelati.”
Da parte degli operatori la richiesta di un ulteriore versamento entro febbraio 2013 per garantire gli stipendi ai lavoratori e il conseguente mantenimento dei servizi, e un incontro con il sindaco e i gruppi consigliari. 
BASTA perché la situazione, già grave da due anni a questa parte, sta diventando insostenibile.

BASTA perché finora il Comune ha dimostrato di non pensare realmente alla gravità della situazione: 25 lavoratori delle cooperative sociali, il lavoro lo hanno già perso il 1° gennaio! Non sono semplicemente ‘a rischio’…

PERCHE’ DOBBIAMO PAGARE NOI PER COLPE NON NOSTRE?
Quando il SINDACO, il CONSIGLIO COMUNALE e il CISSACA e IL PREFETTO prenderanno seriamente in considerazione la GRAVISSIMA SITUAZIONE ESISTENTE?
Non solo operatori qualificati rischiano il posto di lavoro, ma migliaia di famiglie alessandrine rischiano di non avere più un’assistenza adeguata ai loro bisogni.

 
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