Rivoluzione Civile con Ingroia: “la casa dei cittadini”
Il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, è venuto a far visita ai candidati e ai cittadini alessandrini: subito ad accoglierlo i lavoratori dell'Aspal. "Il movimento nasce da un'idea fulminea: quella di rivoluzionare il Parlamento e riportare nel Paese la politica con la P maiuscola"
Il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, è venuto a far visita ai candidati e ai cittadini alessandrini: subito ad accoglierlo i lavoratori dell'Aspal. "Il movimento nasce da un'idea fulminea: quella di rivoluzionare il Parlamento e riportare nel Paese la politica con la P maiuscola"
ALESSANDRIA – Ad attendere alla sede della Cgil di Antonio Ingroia, candidato premier per Rivoluzione Civile, non c’erano solo i candidati, gli esponenti politici dei partiti che lo sostengono (come Federazione della sinistra e Idv), comuni cittadini e giornalisti. C’erano anche i lavoratori di Aspal, accompagnati dai sindacati, che nel pomeriggio avevano “marciato” per le vie della città, con approdo finale alla Camera del Lavoro. Anche qui, al candidato Ingroia, hanno voluto far sentire la loro voce, con un appello alla città. Pina ha letto una lettera alla sala: “questa situazione, insieme ad altre, porterà alla emergenza sociale e culturale di Alessandria”. Dal canto suo, Antonio Ingroia, ha risposto appena arrivato sotto la sede della Cgil “sono con voi, con i cittadini. Portiamo avanti gli interessi dei cittadini”. Ad aprire le danze è stata la candidata al senato Carla Nespolo, che ha subito esordito: “il movimento di Rivoluzione Civile vuole partire dal popolo, dai suoi diritti”. Il primo applauso arriva con il “vogliamo riportare in Parlamento la voce di una sinistra unita. E il voto è un voto utile per il cambiamento”.
Poi la parola passa prima alla rappresentante dei lavoratori Aspal, poi al rappresentante dell‘associazione Famigliari vittime Amianto, che stringe insieme ad Ingroia la bandiera dallo slogan “Eternit Giustizia”. Poi è il turno dei candidati: Claudio Cesaroni, di Medicina Democratica, Stefano Barbieri, di Volpedo e infime Nadia Pastorino, dell’Italia dei Valori. “Vogliamo ridare trasparenza alla cosa pubblica. Per questo siamo con Ingroia”. A concludere, prima dell’intervento del candidato premier, è stato Nilo Durbiano, capolista al Senato, sindaco No-Tav di Venaus.

“Siamo al capolinea e il primo a capirlo fu 30 anni fa Enrico Berlinguer, quando nell’81 capì che il problema dell’Italia era rappresentato dalla questione morale”. La politica di oggi il candidato di Rivoluzione Civile l’ha definita una “politica piccola, piccola. Con la p minuscola”: la politica con la globalizzazione è diventata subordinata all’alta finanza e all’economia. “Per questo motivo dico che Monti è un problema più grosso rispetto a Berlusconi, che è finito”. Secondo Ingroia oggi il vero pericolo, il vero avversario è Mario Monti.
“Non è più possibile solo resistere. Bisogna agire per il cambiamento: essere cioè completamente alternativi alle politiche vissute fino ad oggi, il berlusconismo prima e il montismo poi”. “E’ necessario restituire credibilità alla politica e farla tornare ad una P maiuscola, affinché possa governare l’economia. E non il contrario”.