Aspal: in ferie forzate altri lavoratori. Spunta l’idea “cooperativa”
Ragazzi abbandonati allestero o impossibilitati a partire, contratti e convenzioni a rischio, fondi da restituire: senza la riapertura a breve danni permanenti per la città. I lavoratori: ci hanno chiesto di costituire una cooperativa, così possiamo lavorare senza essere pagati
Ragazzi ?abbandonati? all?estero o impossibilitati a partire, contratti e convenzioni a rischio, fondi da restituire: senza la riapertura a breve danni permanenti per la città. I lavoratori: ?ci hanno chiesto di costituire una cooperativa, così possiamo lavorare senza essere pagati?
ALESSANDRIA – La crisi di Aspal sembra destinata ad avvitarsi su se stessa e a questo punto si aspetta un sempre più improbabile “deus ex machina” per risolverla. Da oggi, giovedì 7 febbraio, cominceranno a essere costretti a prendere ferie anche i lavoratori finora risparmiati, cioè il servizio tributi, i servizi informatici e l’amministrazione, che si sommano ai 10 servizi chiusi già da lunedì scorso. Ma cosa succederà finite le ferie? Se non si sarà trovata una soluzione scatteranno dove possibile gli ammortizzatori sociali e successivamente i licenziamenti veri e propri. Non promette niente di buono il comunicato diffuso ieri in serata dal Comune, proprietario di Aspal, che, per voce del sindaco, ha spiegato dell’impossibilità di una fusione con Costruire Insieme, soluzione a lungo studiata ma non praticabile perché, ha commentato Rita Rossa: “ancora oggi l’esame del bilancio reale dell’azienda ha un saldo fortemente negativo e questo non ci permette di impostare strategie diverse da quelle già individuate dal Consiglio Comunale”.
Ieri l’amministrazione di Palazzo Rosso aveva scelto di non presentarsi alla seconda convocazione del cda, “per dare un’estrema possibilità ad Aspal”, ma la situazione rischia di provocare danni permanenti per la città già in questi giorni. Basiti lavoratori e sindacati: “il fatto che ancora si stia ragionando della fusione con Costruire Insieme senza aver chiaro se è possibile farla o meno la dice lunga sulle responsabilità di chi chiede tempo da agosto ma ancora non ha presentato soluzioni concrete per salvare i posti di lavoro, come invece ribadito più volte” – spiega Alvaro Venturino, della Cgil, mentre Rosario Trupia, Rsa di Uil, rilancia: “ieri abbiamo fatto un nuovo presidio sotto la sede di Aspal e poi abbiamo portato la protesta in giro per le strade di Alessandria, chiedendo solidarietà a commercianti e concittadini. Siamo le prime vittime del dissesto (come hanno ripetuto i lavoratori anche in apertura della presentazione dei candidati provinciali della lista di Antonio Ingroia ieri pomeriggio presso la Cgil ndr) ma non ci arrendiamo. Abbiamo contattato Striscia la notizia e Le Iene, porteremo il nostro caso alla ribalta nazionale. Venerdì una nostra delegazione sarà anche ricevuta dal vescovo, monsignor Gallese”.

Ma cosa vuol dire in concreto per la città avere i servizi di Aspal chiusi? Sono i lavoratori stessi a fornire un lungo e allarmante elenco: “già ora Alessandria rischia danni permanenti. In ballo ci sono i 25 mila euro (più della metà già versati dalla Regione al Comune ndr) per la costituzione delle nuove “redazioni giovani”, un progetto di informazione rivolto ai ragazzi per il quale Alessandria era riuscita ad ottenere il ruolo di capofila, incaricata della formazione. In più altri 2 progetti di tirocinio formativo per i quali sempre la Regione ha pronti altri 28 mila euro da erogare. “Hanno già telefonato chiedendo spiegazioni e i finanziamenti a questo punto rischiano di saltare” – spiegano i lavoratori. “Abbiamo un ragazzo partito la scorsa settimana per il Servizio Volontario Europeo che ora si trova in Ungheria e che rischia di essere ‘abbandonato’ lì senza più un contatto sul territorio, e un’altra ragazza la cui partenza ora probabilmente verrà stoppata. Così facendo rischiamo di perdere per sempre con l’Europa la possibilità di rientrare in progetti di questo tipo, vera opportunità per i nostri ragazzi, a prescindere dalle capacità economiche della famiglia, di vivere un’esperienza formativa e di vita all’estero. Anche i comuni di Casal Cermelli, Castelletto, Quargnento e Solero hanno chiesto spiegazioni, perché abbiamo una convenzione con loro per la gestione associata dei loro punti informagiovani e rischiamo di non adempiere al contratto e dover restituire loro i fondi già ricevuti. In più noi abbiamo diversi stagisti provenienti da enti da scuole e università, sia all’Informagiovani che alla Ludoteca, e anche su questo fronte ci chiedono spiegazioni e Alessandria rischia di perdere le convenzioni”.
Lunedì alle 16 è fissato un nuovo incontro fra amministrazione comunale, sindacati e vertici di Aspal per fare il punto della situazione. Questa sera è prevista una delicata riunione della maggioranza per discutere di quali strategie adottare per salvare il più possibile servizi e lavoratori.