Le cooperative dal Prefetto: “pronte a innovare, ma soffochiamo”
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Le cooperative dal Prefetto: “pronte a innovare, ma soffochiamo”

Lunedì 4 febbraio le cooperative hanno incontrato il Prefetto, Romilda Tafuri, per chiedere un piano di rientro dei crediti che vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni, giunti ormai a quasi 11 milioni di euro. Ieri hanno svolto un tavolo di lavoro per pensare congiuntamente a delle soluzioni di lungo periodo

Lunedì 4 febbraio le cooperative hanno incontrato il Prefetto, Romilda Tafuri, per chiedere un piano di rientro dei crediti che vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni, giunti ormai a quasi 11 milioni di euro. Ieri hanno svolto un tavolo di lavoro per pensare congiuntamente a delle soluzioni di lungo periodo

ALESSANDRIA – Il mondo delle cooperative attende con dignità ma sempre più fretta che l’agenda del dissesto torni a occuparsi anche degli 11 milioni che le istituzioni sul territorio (soprattutto il comune capoluogo) ancora devono loro, per lavori svolti e continuano a svolgere, perché i servizi erogati sono spesso così vitali per le città che una sospensione equivarrebbe effettivamente al caos. Però i fornitori sono da pagare, così come lo sono gli operatori e i soci, che in questi mesi hanno fatto sacrifici enormi per continuare a onorare i propri incarichi, in qualche caso finendo comunque per essere licenziati.

“Lunedì abbiamo incontrato il prefetto – ha spiegato Cesare Balsamo (nella foto), presidente provinciale di ConfCooperative – all’interno di un’iniziativa regionale nella quale tutte le prefetture hanno ricevuto un appello accorato dal mondo cooperativo perché le istituzioni, in particolar modo i comuni e le asl, stabiliscano precisi piani di rientro dei loro debiti. Il prefetto – Romilda Tafuri – ha dimostrato di comprendere la gravità della situazione e ha promesso a breve un tavolo di confronto con tutte le forze politiche, sindacali e sociali per affrontare globalmente il tema. Noi siamo pronti ha fare la nostra parte – ha proseguito Balsamo – pensando a un welfare nuovo, che guardi a progetti a lungo termine, con una programmazione quinquennale e una riformulazione delle attività che consenta il mantenimento dei servizi a costi inferiori. Siamo consapevoli dei drammi che si stanno vivendo in molte città da un punto di vista economico, ma siamo anche convinti di poter aiutare il welfare pubblico offrendo prestazioni fondamentali a costi inferiori e facendo risparmiare pubbliche amministrazioni in agonia. Il nostro fronte è compatto e stiamo stringendo i denti, lanciando come sempre il cuore oltre l’ostacolo, ma tanti di noi hanno dovuto cominciare a lasciare a casa alcuni soci lavoratori. Non ci aspettiamo il rientro del credito che vantiamo in un’unica soluzione, ma un serio piano perché ci venga riconosciuto il lavoro svolto finora”. 

Rossella Foco, presidente di Lavoro e Liberazione, una delle cooperative di tipo B con la storia più lunga, fa il punto della situazione in città: “il nostro comitato è composto da 17 cooperative e siamo aiutati da uno staff di avvocati. Siamo stretti in una morsa mortale fra crediti che non ci vengono saldati e difficoltà crescente a trovare nuovi lavori, perché la crisi si sente ovunque. Diversi operatori sono in cassa integrazione, ma la situazione è drammatica perché già sappiamo che se le cose non muteranno alla fine degli ammortizzatori sociali per loro non potrà esserci reintegro e verranno libenziati. Stiamo parlando di 21 persone per Lavoro e Liberazione e altre 3 per la cooperative Coompany, ma è comunque solo la punta dell’iceberg di un sistema pronto a implodere.  Probabilmente torneremo a incontrarci già la prossima settimana per proseguire il nostro dialogo. Vogliamo farci trovare pronti e con un piano ben strutturato per quando comincerà il nuovo tavolo in prefettura”. 

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