Aspal: “necessario un piano industriale triennale”
Terminato l'incontro tra il sindaco e il cda di Aspal, Rita Rossa diffonde un comunicato che spiega la necessità di un piano industriale triennale. Intanto, continua la protesta di lavoratori e sindacati: "ragionare di contratti di solidarietà è il minimo che si possa fare, ma bisogna pensarci mesi fa". Tanti i nodi ancora da districare perché i servizi vengano riaperti in maniera stabile
Terminato l'incontro tra il sindaco e il cda di Aspal, Rita Rossa diffonde un comunicato che spiega la necessità di un piano industriale triennale. Intanto, continua la protesta di lavoratori e sindacati: "ragionare di contratti di solidarietà è il minimo che si possa fare, ma bisogna pensarci mesi fa". Tanti i nodi ancora da districare perché i servizi vengano riaperti in maniera stabile
ALESSANDRIA – 18:40 Terminato l’incontro tra il sindaco e il cda di AspalNessuna dichiarazione da parte di chi ha partecipato all’incontro tra il sindaco ed il Consiglio di amministrazione di Aspal. Rita Rossa ha semplicemente diffuso la seguente comunicazione: “Abbiamo affrontato tutti i problemi della società Aspal accertando una situazione che si è via via complicata in conseguenza del quadro economico della Società e della situazione finanziaria del Comune. Si è compiuto un passo importante condividendo la necessità di elaborare un piano industriale triennale che, partendo dalle disponibilità finanziarie, consenta il mantenimento del maggior numero possibile di servizi erogati da Aspal. Il piano industriale triennale verrà elaborato dalla Società e presentato all’Amministrazione che ne valuterà la sostenibilità in rapporto alle posizioni finanziarie. Restano da approfondire i complessi problemi di ordine istituzionale e giuridico del nuovo contenitore che avrà l?incarico di realizzare il Piano. Mi auguro che tutti quanti, e in modo particolare il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale di Aspal, concedano al socio-Comune il tempo necessario per dirimere le questioni aperte. In caso contrario ognuno si dovrà assumere le responsabilità conseguenti.”
12:30 Prosegue il presidio di fronte al Comune
I lavoratori si trovano attualmente sotto il Comune per protestare contro la situazione che si è venuta a creare.
“Parlare di contratti di solidarietà e di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione è il minimo che si possa fare – commentano i sindacati – ma è una discussione che andava intrapresa mesi fa. Questo tempo perso adesso umilia i lavoratori e li getta in una situazione di precarietà assoluta”. In sospeso diverse questioni: la nomina del nuovo presidente, sempre che la stessa sarà resa possibile, considerando che ufficialmente Aspal aspetterebbe un liquidatore, le decisioni prese dal cda, previsto in prima convocazione per martedì alle 17.30 e in seconda mercoledì, e il piano di ristrutturazione della partecipata, legato probabilmente a doppia mandata con la pronuncia sulla legittimità o meno dell’azienda speciale Costruire Insieme, sulla cui possibilità di costituzione da più parti vengono avanzati dubbi. Intanto i lavoratori hanno approntato un banchetto per raccogliere firme fra la cittadinanza e stanno ragionando della possibilità di proseguire il presidio, trasformandolo in una sorta di assemblea permanente autoconvocata a oltranza.
Stanno raccogliendo le firme con una petizione online i dipendenti Aspal da oggi rimasti a casa dopo il botta e risposta fra il presidente dimissionario Mauro Rogna e il sindaco Rita Rossa. Tanti alessandrini nei giorni scorsi hanno voluto dimostrare la propria vicinanza agli operatori costretti per ora ad andare in ferie forzate, attraverso un abbraccio collettivo prima alla sede dell’Informagiovani in via Guasco e poi presso la ludoteca C’è Sole e Luna di via Verona. Ma anche dal web è nata una vera e propria mobilitazione in difesa dei servizi, considerati troppo preziosi per una città che ha già tante difficoltà e deve trovare la forza di rilanciarsi.
Chiusi da questa mattina il Museo del cappello Borsalino e il Teatro delle Scienze, ma anche l’ufficio di accoglienza turistica Iat, il punto D per i ragazzi, i servizi di mediazione culturale per gli stranieri. Un lungo elenco che per il sindaco Rita Rossa potrebbe ancora aumentare, se la città non si dichiarerà disponibile a sacrifici collettivi e a ripensare l’organizzazione complessiva del sistema delle partecipate. Nel lungo incontro avuto sabato presso la Ludoteca, il primo cittadino ha spiegato le difficoltà economiche che la città sta attraversando, con circa 30 milioni di euro di tagli da effettuare attraverso le riorganizzazioni, “passo doloroso ma necessario” se si vogliono gettare le basi per tornare a investire nei prossimi anni, in attesa che da Roma qualcosa si muova modificando una legge considerata troppo punitiva per i comuni in dissesto che cercano di risollevarsi.

Dopo le parole pronunciate sabato dal primo cittadino Alessandria attende inoltre che vengano affrontati in maniera strutturale i nodi ancora irrisolti (colpevolmente, secondo i sindacati) e fondamentali per consentire al capoluogo di scongiurare un vero e proprio collasso delle sue partecipate. Se il sindaco darà seguito ai “buoni propositi” annunciati dovrebbe essere definito con i sindacati un nuovo percorso di confronto più complessivo, per analizzare soluzioni non più caso per caso ma globalmente, secondo il principio per il quale solo una riorganizzazione generale delle partecipate potrà essere efficace, cominciando con i tagli dei compensi dei direttori e la rimodulazione di una quantità di dirigenti ritenuta eccessiva e insostenibile, cui far seguire una o più proposte di contratti di solidarietà, nuova via individuata dal sindaco Rossa e dai membri della sua giunta per cercare di scongiurare licenziamenti, secondo il principio per il quale un piccolo sacrificio di ciascuno possa essere preferibile alla perdita di eventuali posti di lavoro. Nelle prossime settimane sarà inoltre discussa la possibilità di eliminare le fasce dirigenziali anche nell’organizzazione comunale (sostituendole probabilmente con un sistema a obiettivi), un ultieriore passo per contrarre i costi dell’Ente e dimostrare la disponibilità a cominciare i tagli dai vertici e non solo dalla base.