Marcia indietro: chiusi da lunedì i servizi Aspal. Rita Rossa: “cambieremo il presidente”
Botta e risposta in serata fra il presidente di Aspal, Mauro Rogna, e il sindaco Rita Rossa. Rogna ha precisato che, stante la situazione di bilancio attuale, i servizi da lunedì non potranno che restare chiusi e che, vista l'impossibilità di avere un dialogo, rassegnerà le sue dimissioni. Il sindaco risponde: "situazione paradossale"
Botta e risposta in serata fra il presidente di Aspal, Mauro Rogna, e il sindaco Rita Rossa. Rogna ha precisato che, stante la situazione di bilancio attuale, i servizi da lunedì non potranno che restare chiusi e che, vista l'impossibilità di avere un dialogo, rassegnerà le sue dimissioni. Il sindaco risponde: "situazione paradossale"
ALESSANDRIA – 22:30 Contrordine da Rogna: “servizi chiusi”. Il sindaco Rossa: “cambieremo il presidente”Botta e risposta in serata fra il presidente di Aspal, Mauro Rogna, e il sindaco Rita Rossa. In un comunicato Rogna ha infatti smentito la notizia di una “sospensione della sospensione”, spiegando come non sia possibile accogliere la richiesta del sindaco di mantenere i servizi attivi fino a metà della prossima settimana, alla luce delle voci di bilancio stanziate, e confermando quindi che a partire da lunedì gli stessi saranno chiusi. Il presidente Rogna ha inoltre annunciato, “vista l’impossibilità di avere un dialogo e di essere ascoltato dal sindaco nonostante ripetute richieste”, la volontà di lasciare la presidenza.
Piccata la risposta del sindaco Rita Rossa, che ha commentato: “Io non ho mai chiesto la chiusura di alcun servizio. I tagli presenti in bilancio, e concordati con tutta la maggioranza, derivano dalla necessità di riportare in riequilibrio le entrate comunali con le uscite: ribadisco che il Comune ha entrate per 93.000.000 Euro e spese per 120.000.000. Il piano di razionalizzazione dell’azienda prevede chiaramente una revisione dell’assetto interno che permetta di effettuare risparmi. Siamo al paradosso che il CdA ha deciso la chiusura dei servizi in presenza di un piano industriale che è arrivato in queste ore e che la Giunta Comunale prenderà in esame e che, se avrà una valenza riorganizzativa forte come sembra, potrà essere preso nella giusta considerazione. A fronte di questa situazione, solo in serata apprendiamo dagli organi di stampa che, in autonomia, il Presidente ha deciso di mantenere la chiusura dei servizi nonostante in queste ore abbiamo più di una volta interloquito con la Direttrice proprio per trovare una soluzione che salvaguardi sia i servizi che gli equilibri di bilancio. Di fronte a questo atteggiamento non resta che procedere al più presto alla sostituzione del Presidente”.
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Il sindaco ha affidato a un lungo comunicato il suo punto di vista sulle società partecipate, spiegando come: “le scelte effettuate non sono il frutto di politiche o di strategie di riduzione indiscriminata dei servizi, ma nascono dalla situazione di dissesto finanziario in cui versa l’Amministrazione. […] Le scelte di bilancio hanno dovuto partire dalle effettive capacità di entrata finanziaria di questi anni, non essendo più sostenibile alcuna operazione straordinaria di ulteriore indebitamento del Gruppo Comunale. Il bilancio può contare su 93 milioni di entrate certe e non è più possibile continuare a spenderne 120 per mantenere servizi, livelli di retribuzioni e occupazione. […] Le scelte operate dalla Giunta Comunale sono state sintetizzate nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2012 / 2014, approvato dal Consiglio Comunale e votato dalle forze politiche che sostengono la maggioranza consiliare e tutti gli assessori della giunta hanno approvato le decisioni e potuto consultare ed approfondire i documenti di bilancio. Le strategie intraprese, ricche di opposizioni spesso prive di valide proposte alternative, stanno riguardando processi di razionalizzazione sia delle principali Società partecipate, sia delle Direzioni comunali. […] L’impatto sulla riduzione dei servizi si sta verificando perché non è stato possibile riscontrare sufficiente capacità amministrativa e gestionale all’interno di tutti i Soggetti che, al contrario, da tempo avrebbero dovuto rendersi conto della reale situazione e programmare per tempo percorsi virtuosi di recupero dell’efficienza”.
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Le centinaia di visite che l’Informagiovani ha ricevuto fra ieri e oggi, sia presso la sua sede in via Guasco che “virtuali” sulla pagina facebook, testimoniano di una realtà più che mai vitale e preziosa per la città. Un primo risultato è stato ottenuto, ma la strada resta in salita e il futuro decisamente incerto. In una lettera il sindaco Rita Rossa chiede “data la natura e la rilevanza rispetto all’attività dell’ente e alle necessità dei cittadini” di non sospendere i servizi almeno fino alla riunione del Cda di Aspal, prevista in prima convocazione per martedì 5 febbraio e in seconda il giorno seguente. Nella medesima lettera il primo cittadino ha però ribadito che “l’ente non è per ora in grado di assicurare ulteriori risorse” e che quindi il mantenimento dei posti di lavoro e dei servizi dovrà essere frutto di una importante rimodulazione interna.
Il direttore generale Anna Tripodi precisa: “noi abbiamo già presentato una bozza di piano industriale che attende di essere discussa. Ci sono voci di bilancio per le quali l’amministrazione ha stanziato zero euro. Come possiamo pensare di garantire stipendi e servizi? Siamo contenti per le tante manifestazioni di solidarietà che stiamo ricevendo, per ora i servizi non chiudono ma non ci è dato sapere quali reali prospettive abbiano all’orizzonte”.
E’ una città che chiede e merita rispetto quella che per l’ennesima volta sta scendendo in piazza in queste ore. Lo ha fatto ieri con alcuni presidii, l’ultimo dei quali, quello dei lavoratori Aspal, è finito nel tardo pomeriggio, e riprenderà già oggi alle 12 con un ritrovo davanti agli uffici dell’Informagiovani, in via Guasco 19.
Sotto Palazzo Rosso ieri si sono trovati i lavoratori dell’Informagiovani, della Ludoteca, dello sportello per i cittadini stranieri e altri rappresentanti dei 10 servizi di Aspal che da un giorno all’altro rischiano di chiudere i battenti (lasciando a casa 35 persone), complici i tagli ai fondi erogati dal Comune alle sue partecipate dopo l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Fra i cori scanditi anche uno indirizzato al sindaco, per chiedere che scendesse in strada a parlare con loro. Loro che, con il personale dei servizi educativi poi confluito in “Costruire Insieme”, hanno dato probabilmente una mano decisiva all’elezione dell’attuale sindaco, organizzandole quasi una campagna elettorale parallela. Loro che a più riprese sono stati definiti “imprescindibili, fiore all’occhiello del Comune, risorse da tutelare per il ruolo formativo che svolgono nei confronti dei giovani”. E invece a quanto pare da lunedì queste stesse grandi professionalità potrebbero essere lasciate a casa. Come i lavoratori del teatro prima di loro, come chissà quante decine o centinaia di lavoratori delle partecipate cittadine se l’effetto a catena dei tagli più volte ventilati dovesse prendere il via. Sempre più “esuberi” e sempre meno “persone”, che non capiscono quale sarà il loro futuro, che sempre più di frequente non trovano spazio per un confronto con i vertici, siano essi i presidenti e i direttori dello loro aziende partecipate o i rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Proseguono alcuni fra i partecipanti al presidio: “Perché non veniamo convocati dai nostri presidenti e direttori per discutere insieme dei sacrifici da fare invece di farci piovere in testa decisioni come fossero bombe?”. “Proprio oggi sono arrivati i volantini per la nuova stagione della Ludoteca – ci spiegano altri – e contestualmente ci viene detto che il servizio chiuderà. Lo sa l’amministrazione che i bambini iscritti sono più di 500? E’ questo il modo di trattare noi lavoratori e i genitori che contano su questo servizio?”

Ma chi deve assolvere a questo compito, se non la Giunta eletta dai cittadini a governare la crisi? “Non nego che proprio su questo punto sia in corso da tempo un deciso confronto interno alla Giunta. Evidentemente servono risposte e chiarezza per la città, che non può attendere oltre”.
A conferma del profondo momento di tensione che sta vivendo la maggioranza la Federazione della Sinistra (Prc e Pdci) in una nota ieri ha stigmatizzato la decisione di annunciare la sospensione di alcuni servizi pubblici della città e dei relativi lavoratori senza aver lasciato spazio a una discussione preventiva, annunciando: “Chiediamo che l’Amministrazione Comunale inverta la rotta tecnocratica e ragionieristica in cui si sta mettendo per ridare parola alla politica nelle sue forme più alte, forme a cui la Federazione della Sinistra non intende rinunciare. Mettere al centro il lavoro e il reddito dei lavoratori dei beni comuni, pur nella complessità della situazione è di primaria importanza, così come lo sono relazioni sindacali esemplari e non far venir meno rispetto e trasparenza nei confronti della forze politiche che sostengono questa coalizione”.
I sindacati questa volta hanno promesso di non fermarsi e che le mobilitazioni andranno avanti a oltranza. Oggi, venerdì 1 febbraio, alle 12 ci sarà il presidio davanti alla sede dell’Informagiovani mentre lunedì potrebbe esserci un nuovo appuntamento davanti al Comune. Per l’8 febbraio Aspal e Atm hanno già indetto uno sciopero al quale potrebbero aggiungersi altri realtà nelle prossime ore.