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“Ultimatum” dai sindacati a Palazzo Rosso. Si parte con gli scioperi
Dura presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil verso l'amministrazione: "i tavoli non hanno portato a nulla. Ci vogliono i piani industriali e basta con i rimpalli di responsabilità". L'8 febbraio sciopero del personale Atm, ma sarà mobilitazione in tutte le partecipate e cooperative
Dura presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil verso l'amministrazione: "i tavoli non hanno portato a nulla. Ci vogliono i piani industriali e basta con i rimpalli di responsabilità". L'8 febbraio sciopero del personale Atm, ma sarà mobilitazione in tutte le partecipate e cooperative
Ad otto mesi dall’insediamento della giunta di Rita Rossa i sindacati chiedono all’amministrazione di palazzo Rosso una svolta politica e nelle relazioni tra le parti. C’è già una data, l’8 febbraio, giorno in cui i lavoratori di Atm incroceranno le braccia, dopo essersi riuniti in assemblea. Assemblea e sciopero, agitazione permanente, “qualcosa di diverso”, le ipotesi che fanno i tre sindacati sono aperte. L’obiettivo è quello di imporre un cambiamento, “perchè non ci si può più trascinare avanti così”.
Si parte con Atm, a ruota – o in concomitanza – anche le altre partecipate si uniranno allo sciopero. Ma lo scopo della presa di posizione non è quella di arrivare all’astensione del lavoro, è quella di trovare una soluzione per il lavoro.
“L’idea dello sciopero è maturata dopo l’incontro il Prefettura con la presidenza Atm e l’amministrazione. Il presidente Cabella ha parlato di un centinaio di esuberi. E’ inaccettabile che ci sia un’amministrazione che demanda le scelte alla presidenza della partecipata, e la presidenza che dice di fare riferimento al Comune”, è lo sfogo di Ferraris. “I lavoratori hanno agito con senso di responsabilità, per contro i tavoli organizzati non hanno portato a nulla”, aggiunge Ferraris.
Gregori: “Chiediamo che l’amministrazione parli con voce univoca, con chiarezza. Noi diciamo che nessuno deve rimanere indietro, ma ci vuole un’idea dii dove andare, un piano industriale chiaro”.
Anche Tiberti è diretta: “Leggiamo di ipotesi di movimenti, Aspal, Costruire Insieme, il teatro. Ma c’è un disegno complessivo?”
Qualcosa si è rotto nei rapporti tra gli amministratori di palazzo e i lavoratori? “Crediamo che il dialogo possa e debba restare aperto”, precisano Cgil, Cisl e Uil. Basterebbe parlare un solo linguaggio.
L’ultimo sciopero, il 26 ottobre (nelle foto), era stato proclamato “per la città” e la città aveva risposto unitariamente. Questa volta sembra più dura.